Sunday, 16 December 2018 - 12:15

La chiesa dei Gesuiti (ex distretto militare) apre al pubblico sabato e domenica in occasione delle Giornate Fai d’autunno

Ott 7th, 2018 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Sabato 13 e domenica 14 ottobre tornano le “Giornate Fai d’autunno”: l’iniziativa è il secondo evento nazionale che il Fai – Fondo Ambiente Italiano – organizza annualmente dopo le famose Giornate di Primavera. In tutta Italia saranno aperti 660 siti che il pubblico potrà scoprire grazie ai gruppi giovani del Fai. Nel Bellunese si tratta della quarta edizione, dopo il successo registrato a Villa Miari di Modolo (2015), San Marcello di Umin e Villa Zugni Tauro De Mezzan (2016) e i luoghi di Eronda (2017). Il Fai, ente privato, ha ben chiaro nella sua “mission” l’articolo 9 della Costituzione e contribuisce con queste giornate a promuovere la cultura per diffondere la conoscenza e valorizzare le bellezze del territorio italiano. La maggior parte dei luoghi che il Fai apre al pubblico sono realtà non frequentemente accessibili o addirittura chiuse.

Come visite, particolare attenzione viene riservata ai cantieri storico-artistici o archeologici, per sensibilizzare i cittadini sugli interventi di restauro: come negli altri eventi Fai, anche queste giornate saranno occasione di raccolta fondi per i restauri che il Fai sta portando avanti. Per il Bellunese, i soldi raccolti (contributo a partire da 3€) andranno a favore del completamento dei lavori di restauro delle malghe e delle trincee di Monte Fontana Secca – Col de Spadaròt, in comune di Quero, 150 ettari di appezzamento contenenti trincee della Grande Guerra e malghe.

il Collegio dei gesuiti a Belluno poi caserma e distretto militare

Il gruppo Fai Giovani di Belluno propone ai Bellunesi due siti particolarmente significativi per la storia e l’arte della città, uno dei quali è chiuso dal 1995: la chiesa di Sant’Ignazio – per tanto tempo sede del Distretto Militare provinciale – e il Duomo. Questo ampio complesso fino al 1773 era apparteneva all’ordine religioso dei Gesuiti, e comprendeva la chiesa al centro e convitto e scuola negli edifici ai lati. Con l’occupazione francese del 1797 e poi con la dominazione austriaca il collegio dei Gesuiti fu requisito e destinato a utilizzo militare: questo comportò una radicale trasformazione e alterazione degli spazi originali: le più evidenti sono la costruzione del solaio e dei pilastri, che hanno suddiviso in tre navate l’aula.

La chiesa fu spogliata di tutte le sue opere d’arte – pale d’altare, statue, arredi liturgici, suppellettili – ma fortunatamente parte di questo ricco patrimonio è confluito in altre chiese delle città: tuttora nella chiesa di San Pietro possiamo ammirare le due pale d’altare intagliate e scolpite da Andrea Brustolon, la Crocifissione e la Vergine con Bambino, san Giuseppe e la morte del gesuita Francesco Saverio, mentre nella chiesetta di Borgo Pra’ si trovano due angeli, simili a quelli di Santo Stefano, anch’essi lavori d’intaglio del Michelangelo del legno. Meno note al pubblico sono tre grandi tele, un tempo collocate sugli altari della chiesa dei Gesuiti, che si trovano fin dal XIX secolo nelle pareti del presbiterio del Duomo cittadino e che il Fai Giovani di Belluno, grazie alla disponibilità di mons. Attilio Zanderigo, vuole con questa occasione valorizzare, mostrando anche la cripta con il pregevole polittico di San Martino. Le pale visualizzano santi dell’ordine dei Gesuiti: il martirio del gesuita giapponese Paolo Miki e dei suoi compagni crocifissi a Nagasaki, opera del pittore veneziano Nicolò Bambini (1651-1736), che era collocato sull’altare della famiglia Pagani Cesa; la Vergine e il Bambino tra i giovani santi Luigi Gonzaga e Stanislao Kostka, del pittore bellunese Antonio Bettio (1722-1797), sull’altare Campelli; e la predicazione del missionario Francesco Saverio, che evangelizzò India e Giappone, del bellunese Giovanni Fossa (1645-1732).

A Belluno i Gesuiti iniziarono la loro opera pastorale ed educativa all’inizio del Settecento, grazie al vescovo Bembo e alla generosità della nobile famiglia Campelli, che donò il terreno nella “Favola”, la vasta area di prati e campagna a nord della città. Il collegio fu costruito a partire dal 1704 su un progetto del pittore, architetto e scenografo Andrea Pozzo (1642-1709), frate gesuita, famoso per le sue illusionistiche decorazioni prospettiche, che disegnò anche la chiesa, ma dopo la sua morte, nel 1714 la chiesa fu ridisegnata in forme più semplici e lineari dall’austriaco Matthias Gremsel e aperta al culto nel 1728. La facciata del progetto originario del Pozzo è visibile in una celebre incisione settecentesca di Francesco Monaco.

La chiesa dei Gesuiti era già stata aperta al pubblico oltre 20 anni fa, grazie sempre al Fai. In tempi recenti l’attuale amministrazione comunale sta portando avanti un progetto di recupero e accessibilità dell’area: ecco che in sinergia col comune di Belluno, in particolare nella figura dell’assessore Franco Frison, il Fai ha deciso di offrire una sorta di anteprima alla città, prima dell’inizio degli interventi che dovranno essere effettuati. Come negli altri eventi, saranno coinvolti in questa opera di “educazione civica” i volontari del Gruppo Fai Giovani e gli studenti del liceo Renier di Belluno e dell’Istituto Tecnico Turistico Follador-De Rossi di Falcade; un prezioso aiuto tecnico è stato dato dagli Alpini della sezione di Belluno.

Le visite guidate ai Gesuiti e al Duomo verranno svolte con i seguenti orari: sabato 13 ottobre dalle 9.30 alle 13 (ultimo accesso 12.30), e dalle 14 alle 16 (ultimo accesso alle 16); domenica 14 ottobre soltanto il pomeriggio, dalle 14.30 alle 16.30 (ultimo accesso alle 16.30). Alle ore 17 di sabato la Filarmonica di Belluno si esibirà nell’ex chiesa dei Gesuiti con un dialogo musicale, “La Grande Guerra dei rimasti: voci, musiche, storia e storie”, a ingresso libero.

 

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