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giovedì, Agosto 6, 2020
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Scarica barile dei politici sull’ordinanza antinquinamento. I Comuni accusano la Regione e la Regione si giustifica dicendo di aver solo dato delle linee guida

«Misure inadatte alla provincia di Belluno, ma che il Comune capoluogo ha dovuto adottare in seguito alla sottoscrizione da parte della Regione Veneto dell’Accordo di programma per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano».
Lo dichiarava un paio di giorni fa il il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, in relazione all’obbligo, calato dall’alto, di inserire nuove limitazioni al traffico nel capoluogo in vigore dal 1° ottobre 2018. L’ordinanza interessa le auto private a benzina Euro 0 e Euro 1, le auto diesel private e commerciali da Euro 0 a Euro 3 e i ciclomotori e motocicli Euro 0 a due tempi; le limitazioni sono in vigore dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30. Sono previste diverse deroghe per tipo di veicolo, di utilizzatore, per scopo del viaggio e per diversi altri aspetti. Per tutte le deroghe, la planimetria dei corridoi e il modulo per le deroghe si rimanda al sito del Comune (https://bit.ly/2RcuoqS).
Sulla stessa linea di Massaro anche l’assesssora del Comune di Padova Chiara Gallani che attacca la Regione anche per il mancato coordinamento:”L’ordinanza del Comune, con regole e deroghe è oggettivamente tardiva – dichiara Gallani – e di questo mi dispiace molto. Questo ritardo riguarda tutti i Comuni capoluogo del Veneto, e dipende dall’assenza della Regione Veneto nel suo necessario ruolo di coordinamento. Questa una delle ragioni della lettera che ho firmato mercoledì assieme ai miei omologhi di Verona, Belluno e Rovigo. Abbiamo richieste precise, e continueremo a portarle avanti nell’interesse dei cittadini”.“

L’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin, sotto tiro dei sindaci, prova a rovesciare la frittata e dice rivolgendosi ai sindaci che sono loro “a non aver letto l’accordo del bacino padano, dove c’è scritto che le ordinanze devono essere emesse dai Comuni. Dovrebbero ben sapere che questo potere per legge spetta ai Comuni, non alle Regioni”. “A riprova della disinformazione di certe dichiarazioni – prosegue Bottacin – nessuna Regione ha emesso ordinanze ma solo linee guida di riferimento, come il Veneto, che non possono ovviamente avere valore cogente. Prova ne sia che, tanto per citare un esempio, un comune capoluogo del Veneto ha deciso di applicare le linee guida con alcune modifiche. I Sindaci avevano chiesto al CIS-Comitato di Indirizzo e Sorveglianza delle linee guida omogenee e così è stato fatto”.

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