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Ordinanza antismog. Massaro: “Provvedimento voluto dalla Regione e inadatto a Belluno”. Ganz: “Abbiamo lavorato con gli uffici per ridurre al minimo i disagi”

Jacopo Massaro, sindaco di Belluno

Un’ordinanza che prevede «misure inadatte alla provincia di Belluno», ma che il Comune capoluogo «ha dovuto adottare in seguito alla sottoscrizione da parte della Regione Veneto dell’Accordo di programma per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano»: il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, contesta così l’obbligo, calato dall’alto, di inserire nuove limitazioni al traffico nel capoluogo.

Analisi e proposte
«Siamo molto perplessi sullo strumento usato dalla Regione per ridurre le emissioni: – commenta Massaro – obbligare il Comune di Belluno a un’ordinanza come questa è una misura inefficace. Non è stato nostro volere introdurre questa ordinanza, ma è un obbligo che ci viene dalla firma della Regione dell’Accordo del bacino padano del giugno 2017».
Il perché è presto spiegato: «Lo stesso veicolo può transitare in tutte le strade di tutti i comuni dell’intera provincia, tranne che in alcune vie del capoluogo: dove è il beneficio ambientale? C’è solo un aggravio di burocrazia per l’amministrazione, i privati e le imprese, ma non è così che si sensibilizza la popolazione al problema, vero, pesante e reale, dell’inquinamento atmosferico».

Massaro apre quindi a un confronto con Venezia, mettendo sul tavolo le proposte per un intervento più incisivo a livello ambientale: «Il problema dell’inquinamento, nel nostro territorio, è legato al riscaldamento, al tipo di stufa usato e di combustibile bruciato. – spiega il primo cittadino – Chiediamo quindi alla Regione di supportarci in una massiccia campagna informativa in tema di salute e ambiente, anche rilanciando gli incentivi statali per la rottamazione delle stufe. Su questo, si è da poco chiuso il bando a livello regionale, iniziativa valida e che deve diventare strutturale».

Anche il trasporto pubblico locale può giocare un ruolo importante nella riduzione delle emissioni: «Abbiamo visto con l’introduzione del servizio domenicale un calo nell’uso delle automobili private, – spiega Massaro – ma questo servizio è a completo carico del Comune. La Regione può affiancarci per renderlo ancora più efficiente, assegnandoci maggiori chilometri e risorse».

In vigore da lunedì 1 ottobre l’ordinanza antismog

Stefania Ganz, assessore

L’assessore all’ambiente, Stefania Ganz, illustra così le novità dell’ordinanza pubblicata oggi e in vigore da lunedì 1 ottobre a domenica 31 marzo 2019 (https://bit.ly/2OhGRuE) in merito alle limitazioni previste per il traffico veicolare.

«Abbiamo lavorato con tutti gli uffici per ridurre al minimo i disagi per i cittadini. Abbiamo individuato dei corridoi di passaggio che noi riteniamo indispensabili per attraversare la città e per raggiungere i principali parcheggi pubblici; abbiamo perimetrato l’area di efficacia dell’ordinanza, escludendo le frazioni alte e quelle meno densamente popolate. Infine, abbiamo inserito una finestra natalizia, dal 14 dicembre al 4 gennaio 2019, nella quale non saranno in vigore le limitazioni previste dall’allerta verde».

In caso di allerta verde, l’ordinanza interessa le auto private a benzina Euro 0 e Euro 1, le auto diesel private e commerciali da Euro 0 a Euro 3 e i ciclomotori e motocicli Euro 0 a due tempi; le limitazioni sono in vigore dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30. Sono previste diverse deroghe per tipo di veicolo, di utilizzatore, per scopo del viaggio e per diversi altri aspetti.
Per tutte le deroghe, la planimetria dei corridoi e il modulo per le deroghe si rimanda al sito del Comune (https://bit.ly/2RcuoqS).

«Ricordo infine – conclude Ganz – che le restrizioni al traffico interessano unicamente i comuni sopra i 30mila abitanti, quindi solo Belluno nella nostra provincia, ma l’Accordo del Bacino Padano prevede anche misure che tutti i 571 comuni del Veneto dovrebbero adottare con apposite ordinanze, come il divieto di accendere fuochi all’aperto, il divieto di spargimento liquami, il divieto di sosta con motore acceso, il divieto di utilizzare generatori di calore di classe inferiore alle due stelle, e limitazioni alla temperatura negli ambienti domestici e nei locali di attività artigianali e industriali».

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