Saturday, 20 October 2018 - 18:58

Il gruppo Pd non sale sulla Marmolada: “I problemi della montagna sono strade, ospedali e autonomia. Altro che i confini! La Regione dia risposte anziché organizzare inutili passerelle”

Set 22nd, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Stefano Fracasso – consigliere regionale Pd

Belluno, 22 settembre 2018  “Quella di lunedì è una trovata propagandistica senza senso che prende in giro chi vive quotidianamente la montagna con tutti i suoi problemi. Per affrontare le questioni vere, legate allo spopolamento, alla chiusura dei servizi, alla gestione delle strade gli strumenti ci sono già, a partire dalla Legge 25 del 2014. Può anche andar bene una seduta fuori sede, se serve a prendere decisioni concrete per la montagna e la sua gente. Una mozione sui confini con il Trentino, una materia su cui non abbiamo alcuna competenza, che non sposta una virgola, non serve a nulla. Dopo aver più volte chiesto che fosse un Consiglio per la montagna e non sulla montagna, abbiamo deciso di non partecipare al Consiglio straordinario sulla Marmolada. Così è una perdita di tempo, per quanto suggestiva”.

Bruno Pigozzo – consigliere regionale Pd

Graziano Azzalin

È quanto hanno dichiarato oggi in conferenza stampa a Belluno il capogruppo del Partito Democratico Stefano Fracasso, insieme ai consiglieri Bruno Pigozzo e Graziano Azzalin e al deputato Roger De Menech, a proposito della seduta in programma lunedì prossimo a Rocca Pietore.  “Zaia ci dica cos’ha fatto in più di tre anni di legislatura per la montagna veneta e per la specificità di Belluno”, hanno poi aggiunto illustrando il documento, che mette nero su bianco le questioni aperte e i precisi impegni richiesti alla Giunta regionale.

Roger De Menech, deputato

“Entro fine novembre presenti in Prima commissione una relazione sullo stato di attuazione della legge 25 sull’autonomia di Belluno, anche con riferimento agli eventuali elementi di criticità emersi. Si convochi nel giro di un mese un tavolo con la Provincia, nel quale affrontare i temi e le priorità già segnalate dal presidente Padrin lo scorso dicembre: il trasferimento delle funzioni amministrative relative a risorse idriche, energetiche difesa del suolo e turismo, accompagnate dal trasferimento delle risorse”. Gli impegni, però, passano anche dai numeri concreti: “La Regione metta nel bilancio 2019-2021 15 milioni di euro per interventi a favore dei territori montani, sia per l’attuazione della Legge 25 che per le misure a sostegno della residenzialità, della qualità dei servizi pubblici, della manutenzione ambientale nei territori montani. Chiediamo poi che fine abbiano fatto gli impegni della convenzione tra Anas e Veneto Strade che dovevano portare alla riclassificazione delle strade della provincia di Belluno entro lo scorso giugno. Siamo ormai a ottobre e non c’è traccia di un piano. Sollecitiamo inoltre la Giunta a intervenire nella causa civile tra Veneto Strade e la Provincia di Belluno, estinguendo il debito di 25,7 milioni di euro per i mancati versamenti contrattuali dovuti al blocco dei trasferimenti statali”.

Oltre ad autonomia e gestione delle strade, altro tema caldo è quello della sanità, con specifiche richieste contenute nel documento: “La Giunta attivi entro il 31 dicembre tutti i posti-letto di strutture intermedie previste dalle schede territoriali e nei prossimi riparti del Fondo sanitario garantisca risorse specifiche per l’Ulss delle Dolomiti, impegnandosi inoltre a mantenere un Dipartimento di emergenza di massimo livello, potenziando l’elisoccorso e rafforzando il servizio di ambulanze medicalizzate”.

“Sono risposte che i bellunesi attendono da troppo tempo – affermano in chiusura i consiglieri del Partito Democratico – e di questo avremmo voluto che si discutesse sulla Marmolada, se ci fosse stato dato il modo. La Regione ha il dovere di farsene carico, anziché creare false aspettative e illudere un territorio con passerelle che non portano da nessuna parte. Resterà una bella foto ricordo, ma per i bellunesi tutto come prima. Perciò noi non ci saremo”.

 

IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

Richiamati:
l’art. 44 della Costituzione della Repubblica;
l’art. 15 dello Statuto del Veneto;
la L.R. 8 agosto 2014, n. 25 “Interventi a favore dei territori montani e conferimento di forme e condizioni particolari di autonomia amministrativa, regolamentare e finanziaria alla Provincia di Belluno in attuazione dell’articolo 15 dello Statuto del Veneto”, e in particolare il “Titolo Terzo – Autogoverno della Provincia di Belluno e degli enti locali bellunesi”.

Considerato che:
la L.R. n. 25/2014 è stata finora attuata in maniera parziale;
il 22 ottobre 2017, a integrazione del referendum regionale per forme e condizioni particolari di autonomia, la Provincia di Belluno ha tenuto, con ampia e inequivocabile partecipazione popolare, un proprio
referendum consultivo volto a ribadire l’istanza, largamente diffusa nell’opinione pubblica locale, di veder «ulteriormente rafforzata» la specificità del territorio bellunese, con il riconoscimento di funzioni aggiuntive e ciò «anche nell’ambito delle intese Stato/Regione per una maggiore autonomia del Veneto» ai sensi dell’art. 116 della Costituzione;
anche gli altri territori montani del Veneto sollecitano politiche regionali, oltreché statali, in grado di garantire loro pari opportunità dal punto di vista economico e sociale, sia rispetto ai comuni della pianura veneta sia nei confronti delle contermini realtà montane appartenenti a regioni a statuto speciale. Le politiche di sviluppo dei territori montani veneti, e nello specifico del Bellunese, dipendono da una molteplicità di fattori e scelte politiche fondamentali, che riguardano in primo luogo gli investimenti in infrastrutture, la garanzia dei servizi essenziali (casa, sanità, istruzione e formazione), il sostegno all’occupazione, all’imprenditoria e all’agricoltura di montagna, la promozione turistica.
sono in itinere importanti provvedimenti regionali in cui dovrà trovare adeguato e concreto riconoscimento la specificità dei territori montani e l’autonomia della Provincia di Belluno. Tali provvedimenti riguardano:
il trasferimento di funzioni amministrative e delle connesse risorse finanziarie alla Provincia di Belluno ai sensi della L.R. n. 25/2014;
il nuovo piano sociosanitario;
la definizione della ‘governance’ di Veneto Strade, con particolare riguardo alle conseguenze sulla gestione della rete stradale bellunese

Ricordato che:

a seguito del referendum consultivo provinciale del 22 ottobre 2017, l’Assemblea dei sindaci bellunesi in data 31 ottobre 2017 ha chiesto alla Regione di coinvolgere la Provincia di Belluno nel negoziato con lo Stato per l’autonomia differenziata del Veneto, in quanto provincia interamente montana, a cui – oltre alle funzioni fondamentali – spetta «la cura dello sviluppo strategico del territorio»;
con lettera in data 18 dicembre 2017, il presidente della Provincia di Belluno, ha evidenziato le seguenti priorità: 1) trasferimento delle funzioni amministrative relative a risorse idriche, energetiche e difesa del suolo, accompagnate dal trasferimento delle risorse assegnate all’ufficio di Belluno del Genio civile regionale; 2) trasferimento, con le relative risorse, delle funzioni amministrative relative al turismo, integrate da un’intesa Regione-Provincia volta a favorire la partecipazione da parte di quest’ultima sia al processo di programmazione-pianificazione sia alla gestione del Fondo di rotazione regionale con le risorse economiche necessarie ad integrare il Piano di marketing finanziato dal Fondo Comuni di Confine;
in data 20 febbraio 2018 la Giunta Regionale ha deliberato in merito al protocollo d’intesa con ANAS per la riclassificazione della rete stradale regionale, al fine di “attivare ogni utile sinergia per accrescere l’efficienza della gestione della rete stradale e per definire insieme le priorità e le fonti di finanziamento degli interventi da attuare”. L’intesa interessa circa 200 km di strade provinciali bellunesi, per le quali sono attesi ingenti risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Tale intesa prevedeva che i relativi adempimenti amministrativi si perfezionassero entro giugno 2018;
in data 13 settembre 2018 sono stati auditi in Quinta Commissione consiliare regionale i sindaci di Belluno e Feltre, i quali hanno depositato un documento della Conferenza dei Sindaci dell’azienda ULSS 1 Dolomiti, nel quale si evidenzia come:
1. risultano ad oggi non ancora istituiti una buona percentuale di posti letto per le strutture intermedie (URT, Hospice, Ospedali di Comunità) ed è indeterminata la complessiva strutturazione delle medicine del territorio”;
2. per il peculiare contesto socio-demografico e territoriale risultano inadeguate le previsioni del D.M. n. 70 del 2/4/2015 che, nel definire gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, più volte cita esclusivamente la montagna delle province di Trento e Bolzano come aree oro-geograficamente e meteorologicamente ostili o disagiate, ancorché esse siano sotto ogni profilo simili al territorio bellunese”;
3. il rischio di indebolimento dei servizi sanitari nel bellunese “vale tanto più per tutte le patologie tempo-dipendenti, ovvero che necessitano di essere trattate in urgenza ed emergenza entro un’ora”.

Rilevato che:
il fragile quadro socio-economico delle zone montane venete e bellunesi è attestato, fra gli altri documenti, dal “Libro bianco sulla montagna veneta” a cura di Confartigianato Imprese Belluno (2012) e dal “Percorso di ricerca a supporto dell’autonomia della Provincia di Belluno” (2018) a cura di CGIA Mestre nonché da ulteriori indagini del mondo del lavoro e delle imprese, le quali sottolineano la necessità di contrastare lo spopolamento in atto, di promuovere il potenziamento del capitale umano delle comunità locali, ivi comprese le competenze delle amministrazioni pubbliche locali, nonché di favorire l’infrastrutturazione materiale e immateriale dei territori e una tutela attiva dell’ambiente naturale grazie a un presidio umano che faccia leva, in particolare, sulla pratica agricola e sulla minuta manutenzione del territorio;
queste considerazioni possono avere risposta solo con adeguati e specifici atti politico-amministrativi specifici per le aree montane.

Tutto ciò premesso,
impegna il Presidente e la Giunta regionale

a presentare entro il 30 novembre 2018 alla competente commissione consiliare la relazione di cui all’art. 20 della L.R. n. 25/2014 «contenente le informazioni relative allo stato di attuazione della legge, anche con riferimento agli eventuali elementi di criticità emersi», con particolare riguardo all’autogoverno della Provincia di Belluno e degli enti locali bellunesi;
a convocare entro 30 giorni un Tavolo politico-istituzionale con la Provincia di Belluno nel quale affrontare i temi e le priorità già segnalate dal Presidente della Provincia di Belluno con lettera del 18 dicembre 2017;
a finanziare nel bilancio pluriennale 2019-2021, interventi a favore dei territori montani del Veneto, con una dotazione di 15 milioni di euro per l’attuazione della L.R. 25/2014 e per le misure a sostegno della residenzialità, della qualità dei servizi pubblici, della manutenzione ambientale nei territori montani;
a riferire entro il 30 novembre 2018 in Consiglio Regionale sullo stato di attuazione del protocollo d’intesa con ANAS e sulle conseguenze relative alla gestione della rete stradale bellunese;
ad operare per la soluzione della causa civile tra Veneto Strade e la Provincia di Belluno, provvedendo all’estinzione del debito di 25,7 milioni di euro per mancati versamenti contrattuali, determinati da mancati trasferimenti dello Stato alla Provincia;
ad attivare entro il 31 dicembre 2018 i posti-letto di strutture intermedie previste dalle schede territoriali del vigente piano socio-sanitario;
a riconoscere nel piano sociosanitario 2019-2023 la specificità del territorio bellunese, con una interpretazione del D.M. n. 70/2015 che tenga conto dell’art. 15 dello Statuto regionale e dell’art.10 della L.R. n. 25/2014;
a garantire nei prossimi riparti del Fondo Sanitario Regionale risorse specifiche per l’Azienda ULSS n.1 Dolomiti;
a mantenere un Dipartimento di Emergenza di massimo livello, potenziando l’elisoccorso e introducendo su vasta scala il servizio di ambulanze medicalizzate;
a incrementare, rispetto alla media regionale, la dotazione di posti letto nelle strutture territoriali e ospedaliere dei territori alpini, assicurandone l’integrale copertura finanziaria;
a chiedere formalmente al Governo il riconoscimento di quanto stabilito dal Protocollo d’Intesa sottoscritto dalla Provincia Autonoma di Trento, dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Belluno, dal Comune di Canazei e dal Comune di Rocca Pietore, relativo alla valorizzazione della Marmolada e all’individuazione dei confini sulla stessa;
a dare impulso al dialogo e ai rapporti di cooperazione con le Province autonome di Trento e Bolzano e con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, anche in merito alle questioni e ai contenziosi dei territori di confine.

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One comment
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  1. Il PD si dimostra per quello che è: il nulla.

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