Tuesday, 20 November 2018 - 21:33

Gruppo “Insieme per Belluno”: il Nevegal non deve morire

Set 14th, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

La stampa locale ha dato di recente notizia che gli impianti di risalita del Nevegal per la stagione 2018-2019 potrebbero rimanere chiusi. La società Alpe del Nevegal ha dichiarato che serve l’aiuto pubblico per le spese di innevamento, pari a 100mila euro. Ristoratori e albergatori del Colle, insieme all’associazione Amici del Nevegal, maestri di sci, proprietari di strutture, le parti maggiormente interessate, insomma, hanno fatto presente che intorno al Nevegal ruota un bacino di oltre 100 posti di lavoro.

Sul tema oggi interviene il Gruppo consiliare “Insieme per Belluno” che, pur riconoscendo gli elevati investimenti effettuati con denaro pubblico negli anni scorsi, chiede all’amministrazione comunale di non abbandonare il Nevegal.

La domanda che nessuno osa porre è la seguente:

i cittadini bellunesi sono disposti che con il denaro pubblico delle imposte locali si finanzino ancora i progetti del Nevegal?

Anche perché pesano ancora come un macigno quei 300mila euro gettati alle ortiche per un progetto mai realizzato di una scuola svizzera come sottolineava nell’agosto del 2012 la consigliera di opposizione Irma Visalli 

nel criticare l’iniziativa.

“Il Nevegal senza neve e senza ski area non appartiene alla tradizione della città di Belluno – sottolinea in una nota il Gruppo consiliare Insieme per Belluno – , che da oltre 50 anni ha creduto nelle potenziali turistiche del Colle e che deve continuare a farlo, forse con minore poesia, sapendo mettere in gioco maggiore determinazione ed unità di intenti di tutti gli attori coinvolti. Al di là del amarcord, che non deve però far dimenticare cosa sia stato negli anni ’70 ed ’80 in Nevegal in termini di autentico motore turistico per l’intera Val Belluna, è dinamica certificata che, nelle stragrande maggioranza delle località, senza il traino determinato dalle strutture ed infrastrutture della stagione invernale, non esiste neppure quella estiva.

Il Comune – che a partire dagli anni ’90 si è sostituito al privato (atti e bilanci sono storia oggettiva e non sindacabile dello sforzo prodotto) non può certo tornare a quelle forzate stagioni, il cui prezzo da pagare  in termini di investimenti (seggiovia triposto Col dei Pez, ski-lift Col Toront, impianto illuminazione della Coca, impianto di adduzione dell’acqua dall’Anta, solo per ricordare i più rilevanti) è terminato solo da qualche anno -, non può però neppure pensare di girarsi dall’altra parte, poiché servirebbe a decretare la fine del Colle che non è certamente solo impianti, ma è anche ciò che questi hanno nel tempo generato (patrimonio immobiliare, per esempio, che rischia di generare tanti piccoli San Martino…).

Minimalismo efficace e grande ponderazione delle scelte devono saper essere comune denominatore dell’azione dell’amministrazione, ma senza resta fermi al palo o, peggio, lasciando ad altri la pur legittima iniziativa.
Ciò premesso, si interloquisca da subito e di nuovo con la società Alpe del Nevegal, ma anche in parallelo con altri soggetti. Insieme per Belluno ha scritto, infatti, nei giorni scorsi al Sindaco in merito alla complessiva situazione della ski area riguardante gli impianti di risalita e le strutture ed infrastrutture correlate, ovvero alla paventata chiusura degli impianti per la stagione 2018/2019, richiedendo di procedere con urgenza alla convocazione di tutti gli operatori del Nevegal per una discussione approfondita di quanto sopra allo scopo di trovare una condivisa soluzione e di avviare, nel contempo, tanto più se dovesse definitivamente interrompersi l’interlocuzione con la società Alpe del Nevegal, una rigorosa interlocuzione con la DMO, nella persona del suo Direttore, per l’individuazione e la stesura di un serio piano di sviluppo.

Insieme per Belluno – conclude la nota – , ha anche richiesto che venga valutato, in tempi assolutamente contenuti, il conferimento della delega al turismo in seno all’attuale compagine di Giunta, ciò allo scopo di seguire questa ed altre criticità con assoluta continuità, nella necessità/opportunità di riprendere e sviluppare alcuni dei temi e progettualità poste in essere nella trascorsa Consigliatura e che qualche buon risultato hanno saputo offrire al territorio”.

 

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