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direttore responsabile Roberto De Nart

Spazio EX si presenta: da vuoto urbano a esperimento di comunità. Sabato 15 settembre  ore 17,30

Set 11th, 2018 | By | Category: Appuntamenti, Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

Valentina Tomasi, assessore

Sabato 15 settembre, Spazio EX si presenta alla cittadinanza. Alle 17,30, presso l’edificio numero 7 – da poco ripristinato per il progetto del Comune di Belluno Ex caserma Piave, laboratorio di creatività urbana e finanziato nell’ambito dell’avviso pubblico di ANCI Giovani RiGenerAzioni Creative – l’Assemblea di Gestione di Spazio EX racconterà a curiosi e interessati l’esperimento di rigenerazione urbana dal basso che si sta realizzando nelle enormi aree un tempo in disuso dell’ex caserma Piave.

Insieme all’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Belluno Valentina Tomasi e all’esperto Werther Albertazzi (associazione Planimetrie Culturali, Bologna), si chiacchiererà di rigenerazione urbana, ripristino di spazi militari abbandonati, partecipazione, cura del territorio.

A seguire, dopo l’incontro, gli assegnatari di edifici presso Spazio EX saranno a disposizione per raccontare e mostrare agli interessati il processo di trasformazione in atto presso l’ex caserma, che da vuoto urbano si sta trasformando in un luogo abitato e animato da varie realtà del mondo sportivo, culturale, associazionistico bellunese.

 

Cos’è l’ex caserma Piave

Ex Caserma Piave – Belluno

L’ex caserma Piave è un enorme compendio di 32mila metri quadri, un tempo utilizzato per scopi militari ma da anni ormai abbandonato. Nel 2013, il Comune di Belluno ha deciso di mettere a disposizione della cittadinanza gli immobili dell’ex caserma, stipulando speciali convenzioni con le associazioni del territorio che si fossero dimostrate interessate a gestire – facendosi carico del loro recupero – uno o più edifici tra quelli presenti all’interno del compendio.

Al momento, negli spazi dell’ex caserma Piave convivono queste realtà: Casa dei Beni Comuni, TIB teatro, BIM G.S.P. spa, Gruppo Radioamatori Valbelluna, Radioclub Belluno N.O.R.E., SlowMachine, Gruppo ‘90 Polpet, Cooperativa Scout San Giorgio, Gruppo Scout AGESCI Belluno 3, I.P.B.C. Insieme per il bene comune.

 

Il progetto Ex caserma Piave – Laboratorio di creatività urbana

Nel 2016, il Comune di Belluno ha partecipato all’Avviso pubblico di ANCI Giovani RiGenerAzioni Creative con il progetto Ex caserma Piave – Laboratorio di creatività urbana: una serie di azioni concrete per stimolare e favorire la progettazione partecipata, la creatività giovanile, la condivisione degli spazi comuni all’interno dell’ex caserma.
Il progetto si è classificato fra i quattordici finanziati. Su un importo complessivo di 253.164,55 euro, 200.000 euro sono stati finanziati dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L’8 novembre 2016 è stata stipulata la convenzione attuativa fra il Comune di Belluno e ANCI. Il progetto “Ex caserma Piave – Laboratorio di creatività urbana” vede come capofila lo stesso Comune di Belluno, e come partner tutti i soggetti assegnatari di spazi all’interno dell’ex caserma Piave.

Le Azioni di cui si compone il progetto sono quattro:
Azione 1) L’attivazione di un’Assemblea di gestione e di un gruppo referente per la progettazione partecipata, il coordinamento e l’organizzazione delle attività a servizio dell’intero compendio (gestita dall’associazione Casa dei Beni Comuni);
Azione 2) La riqualificazione dell’area di accesso al compendio (ideata e gestita dal Comune di Belluno);
Azione 3) La creazione e l’attivazione di un laboratorio artigianale di grafica e serigrafia (ideata e gestita dall’associazione Casa dei Beni Comuni), che è stato inaugurato con una grande festa domenica 9 settembre 2018;
Azione 4) La realizzazione di un progetto di sperimentazione e produzione artistica tra cinema e teatro (ideata e gestita dall’associazione SlowMachine). Lo spettacolo frutto del progetto di SlowMachine si chiama HOME, ed è andato in scena sia in Hangar 11, a Spazio EX, sia al Teatro Comunale.

La gestione di Spazio EX: come funziona?

Nel gennaio 2017, nell’ambito del progetto Ex caserma Piave – Laboratorio di creatività urbana, si è costituita un’Assemblea di gestione del compendio, partecipata da tutti gli assegnatari di spazi all’interno dell’ex caserma Piave.
L’Assemblea, coordinata al momento dall’associazione Casa dei Beni Comuni, si occupa della progettazione creativa e condivisa delle ampie aree ad uso comune e dell’ideazione e organizzazione di eventi collettivi.

Tra i primi obiettivi e compiti dell’Assemblea, ci sono stati la stesura di un Documento di programmazione preliminare partecipata degli spazi comuni dell’ex caserma Piave e di un Regolamento gestionale per le attività di manutenzione e coordinamento del compendio.

Ovvero: fin dalla sua prima riunione, l’Assemblea si è impegnata a immaginare cosa farne, delle enormi aree comuni dell’ex caserma Piave, e come gestirle, in maniera equa e condivisa.
E si è dedicata a ideare un Regolamento partecipato degli stessi spazi comuni. Per semplificare: una sorta di “regolamento di condominio” che risponda a domande come, Chi spala la neve a Spazio EX?, Chi sfalcia l’erba in estate, chi si occupa delle piante infestanti? Dove si parcheggiano le auto?
Al momento, il Regolamento è stato inviato al Comune di Belluno – l’ex caserma Piave è di sua proprietà – e l’Assemblea di gestione è in attesa di un parere in merito da parte dell’ente.

Il Documento di programmazione preliminare partecipata degli spazi comuni è stato anch’esso consegnato al Comune.
Si tratta in sostanza di una proposta di destinazione d’uso degli spazi comuni. Gli assegnatari si sono incontrati, più e più volte, e tra un caffè e l’altro si sono chiesti, Quale parte dell’ex caserma dedichiamo ai parcheggi? Dove potremmo mettere i bagni pubblici? Dove l’area ecologica? A quali attività potremmo destinare gli spiazzi più ampi?

Werther Albertazzi

Bolognese, da anni si adopera per il riuso anche temporaneo degli immobili abbandonati e/o dormienti. Nel 2004 forma un collettivo di cittadini che occupa pacificamente l’ex Macello di Bologna, nella periferia cittadina, che prende l’identità di un Cantiere Culturale e si apre a residenti, associazioni ed artisti di ogni tipo.
Nel 2006 assume la presidenza dell’Associazione Planimetrie Culturali, che nasce con l’obiettivo di riattivare spazi temporaneamente in disuso come custodia e prevenzione al degrado urbano per il Bene Comune, aprendosi alla partecipazione attiva e costruendo reti associative. Planimetrie Culturali si propone alle proprietà con un Comodato d’uso gratuito in cambio della custodia, della salvaguardia e della manutenzione dell’immobile in oggetto.
Albertazzi è anche attivatore e direttore del progetto Senza Filtro di Bologna, riuso di Samputensili, ex officina meccanica in zona Fiera, edificio di 12mila mq in disuso da anni.

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