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La Valbelluna compatta verso il Marchio d’area. Incontro organizzativo in birreria Pedavena tra i soggetti promotori del marchio d’area. Condivisione degli obiettivi e del metodo da parte di tutti. Ora via al tavolo organizzativo

Set 9th, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro, Economia, Turismo, Riflettore

Birreria Pedavena

Valbelluna compatta verso il Marchio d’area. C’è unione di intenti tra i rappresentanti istituzionali – pubblici e privati – dell’area Feltrino – Valbelluna – Alpago, che si sono riuniti nei giorni scorsi, su input del Consorzio Dolomiti Prealpi, nella sala Veranda della Birreria Pedavena. Sul tavolo, la proposta di un percorso per arrivare a definire il Marchio d’area “Valbelluna”. Non un semplice logo, come hanno spiegato Diego Gallo di Etifor (spin-off in ambito turistico-ambientale dell’università di Padova) e il consigliere del Consorzio Dolomiti Prealpi Fabio Prade, ma una vera e propria struttura di gestione del territorio e del turismo di un’area, come la Valbelluna, omogenea nell’offerta turistica ma ancora troppo frammentata per quanto riguarda l’organizzazione.

“Tutto parte dalla Destinazione turistica – ha spiegato Gallo – che è cosa ben diversa dalla semplice località turistica, perché presuppone un’organizzazione che metta insieme pubblico e privato. Al centro di tutto questo c’è la comunità locale: si può dire che la destinazione turistica è prima di tutto al loro servizio”.

All’incontro la comunità era rappresentata da tutti i principali attori del sistema turistico del territorio: Unione montana Feltrina, Unione montana Valbelluna, Comune di Feltre, Comune di Mel, Comune di Belluno, Gal 2 Prealpi – Dolomiti, Consorzio turistico Dolomiti Prealpi e consorzio turistico Alpago – Cansiglio, con il supporto di Etifor. Tutti concordi sulla necessità di giungere al più presto alla definizione del Marchio d’area Valbelluna. Tra le esigenze portate in luce, la necessità di una struttura che coordini tutti gli eventi del territorio e la volontà di coinvolgere la Dmo Dolomiti nel percorso, tra l’altro già previsto all’interno del piano marketing realizzato da Eurac.

Condivisione anche per quanto riguarda il metodo. Data la necessità di operare in maniera snella e agile ma al contempo coinvolgendo tutti i protagonisti del territorio, dall’incontro è nata l’idea di un tavolo il più possibile inclusivo, nei quali i Comuni del Feltrino, della Valbelluna e dell’Alpago siano rappresentati dalle rispettive Unioni montane.

Fondamentale la presenza alla riunione anche del Comune di Belluno, anche in rappresentanza del Consorzio Centro storico, che per bocca dell’assessore all’ambiente Stefania Ganz ha assicurato la massima collaborazione alla nascita di un Marchio d’area che non può prescindere dalla presenza del capoluogo.

I commenti

“L’approccio è quello giusto – ha dichiarato nel suo intervento Alessandro Del Bianco, vicesindaco di Feltre con delega al turismo – si tratta di trovare un metodo efficace per integrare la comunità nel sistema turistico”.

“Il Marchio d’area si affiancherà ad altre realtà già esistenti – hanno spiegato Stefano Cesa e Simone Deola, rispettivamente sindaco e vicesindaco di Mel – ed è tanto più necessario implementarlo al più presto, per organizzare al meglio il territorio in chiave turistica, perché in questo periodo ci sono state molte spinte dall’esterno. La vera sfida sarà trovare le dimensioni giuste”.

“Ormai è accettato da tutti che il marchio si dovrà chiamare “Valbelluna – ha commentato Federico Dalla Torre, presidente dell’Unione montana feltrina – e ora dobbiamo cominciare a muoverci, pur con tutte le lungaggini del settore pubblico, perché gli altri stanno correndo”.

“Sento la responsabilità di rappresentare Belluno – sono state le parole dell’assessore all’ambiente del capoluogo, Stefania Ganz – che finora non è stato attore protagonista in questa partita, ma che ha ben chiaro l’importanza di strutturare l’offerta turistica”.

“Come Gal daremo tutto il supporto necessario – ha spiegato Matteo Aguanno, direttore del Gal 2 Prealpi Dolomiti. Posso anticipare che nell’impostazione dei nostri prossimi bandi, saranno avvantaggiati i soggetti che all’interno della Dmo Dolomiti sapranno presentare progetti comuni e condivisi”.

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