Sunday, 25 August 2019 - 05:22
direttore responsabile Roberto De Nart

Il “Diorama del Cadore” in mostra a Santo Stefano di Cadore

Set 9th, 2018 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

Grande affluenza di visitatori alla “Mostra della fauna alpina e palustre” allestita da Gianni Da Rin e Renzo Pomarè presso la vecchia palestra delle ex Scuole Medie di Santo Stefano di Cadore. Oltre 300 persone – come risulta dalle firme apposte sul libro degli ospiti da metà luglio a metà agosto -hanno potuto ammirare il diorama e l’intera sala perfettamente preparati da Gianni e Renzo che hanno dedicato passione e tempo a questa iniziativa. Il diorama o plastico è una raffigurazione in scala ridotta che permette di ricreare particolari ambientazioni, cercando di ottenere effetti quanto più possibili realistici inserendo ogni tipo di soggetto: anche la classica rappresentazione presepiale può essere considerata a tutti gli effetti un diorama. In questo caso il diorama ha come tema la fauna alpina e palustre e accoglie numerose specie di animali che vivono nel Cadore oltre a specie tipiche degli ecosistemi acquatici in una suggestiva ambientazione che attira i bambini e incuriosisce gli adulti.

Gli animali imbalsamati, di proprietà di privati, offrono l’opportunità di scoprire da vicino colori, posture, dimensioni, caratteristiche della fauna tipica del territorio montuoso dell’alta provincia di Belluno e della laguna di Venezia. Fra le specie esposte sono presenti animali sia protetti che cacciabili. Tra gli animali protetti tutti i rapaci diurni e notturni, dalla poiana all’aquila reale al gallo cedrone, dal gufo reale al corvo imperiale. Poi vari tipi di mustelidi: la faina, la donnola e l’ermellino con il tipico manto bianco invernale. Inoltre la marmotta, i piccoli di capriolo e ancora l’airone cenerino, il picchio verde, il picchio rosso e lo scoiattolo. Tra gli animali di cui è consentita la caccia regolamentata ci sono gli ungulati (camoscio, cervo, capriolo), le pernici, la volpe, il gallo forcello, il cinghiale, la beccaccia e il beccaccino. La qualità degli esemplari esposti è notevole: se una volta gli animali da collezione venivano impagliati, oggi si usano materiali a base di resine, su cui poi vengono montate le pelli trattate e gli occhi (realizzati con cristallo).

Una sezione della mostra è dedicata ai cosiddetti “trofei” e alle mandibole: si tratta per lo più di corna e di dentature di caprioli, stambecchi e camosci, attraverso i quali si può calcolare l’età degli animali e anche il loro stato di salute. Dagli anelli delle corna di un camoscio è possibile scoprirne l’età; per i caprioli, invece, si guarda l’usura della dentizione della mandibola sinistra, e così anche per il cinghiale e il cervo. L’età dello stambecco si calcola invece sulle fessure delle corna. In base all’età, al peso ed alle misure del garrese si può capire lo stato di salute della popolazione degli ungulati.

Lo scopo della mostra è principalmente didattico e per questo Gianni e Renzo sono disponibili a guidare i visitatori in un percorso educativo alla scoperta della natura e degli animali, di come vivono, di quali sono le loro particolarità. Questa ricostruzione dell’habitat di montagna – ammirata anche in trasferta a Longarone, a Oderzo e a Mirano da un numeroso pubblico – rappresenta un’opportunità unica di conoscenza in termini scientifici ed è sicuramente motivo d’interesse per le scuole di ogni ordine e grado perché aiuta ad avvicinare piccoli e grandi al territorio in cui vivono o in cui trascorrono le vacanze. In tale ottica, la mostra resterà aperta fino ad ottobre e sarà visitabile ogni giorno dalle 16 alle 19 e su prenotazione per le scolaresche in altri orari.
Larixa

Nella foto: particolare del diorama (ph Larissa Roncaglia)

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