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Animali e benessere: mancanza di prevenzione e repressione * di Cristiano Fant

Set 9th, 2018 | By | Category: Lettere Opinioni, Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

Dici omertà e mafia/Sud Italia è la prima cosa che ti viene in mente. Poi scopri che l’omertà è “un’arte” praticata anche a Belluno e qualcosa dentro, ti cambia.
Si, perchè nascondere le opere delittuose altrui sembra una cattiva abitudine spesso adottata nella nostra provincia. È il caso di Castellavazzo, nel comune di Longarone, dove tutti sanno chi, qualche settimana fa, ha abbandonato 2 gattini di 2 mesi, ma nessuno vuole denunciare. Ma non è il solo caso. Sono infatti molte le persone in tutta la provincia che vedono animali tenuti in condizioni di sofferenza e fingono di non vedere o preferiscono “farsi gli affari propri”.
Se a questo aggiungamo un certo lassismo nel verificare le segnalazioni di maltrattamento e nel procedere secondo normativa a seguito di controllo, il benessere animale appare come un concetto effimero. Eppure le leggi ci sono e sono chiare. Manca la capacità di applicarle sul campo, manca la consapevolezza della condizione che si va a verificare, manca una conoscenza della specie con la quale ci si rapporta perchè non basta che il cane (tanto per parlare dell’animale più chiamato in causa) abbia cibo e acqua, in fase di verifica di una segnalazione di maltrattamento; bisogna saper valutare altri aspetti, fondamentali che di norma vengono trascurati.
La polizia giudiziaria non sembra avere strumenti adatti alla bisogna e si affida, praticamente sempre, ad un settore veterinario che spesso non risulta maggiormente capace. Ma la legge non ammette ignoranza, soprattutto da parte degli addetti ai lavori.
Nonostante questo, non vengono mai considerati ad esempio, l’isolamento sociale e la detenzione in condizioni di sofferenza non solo fisica, ricordando che la giurisprudenza di legittimità si è ampiamente espressa in merito al fatto che la sofferenza dell’animale può consistere anche nei soli patimenti (Corte di Cassazione, Sentenza n. 175/07) e che l’Unione Europea ha sancito sin dal 2007 (Trattato di Lisbona) che gli animali sono esseri senzienti, capaci quindi di provare sentimenti. Peraltro, la dottrina della Cassazione ci ricorda che, sulla base delle vigenti norme del codice penale e la relativa giurisprudenza, gli animali sono meritevoli di un’attenzione pari a quella che si ha verso un minore.
Da tutto ciò, oggi, nel bellunese, siamo lontani anni luce.
Di fronte a tutto questo Siamo Tutti Animali prende una posizione decisa. “Abbiamo da poco scritto ai Carabinieri, ai Carabinieri Forestali, alla Questura, alla Procura e alla Prefettura per rendere nota una situazione provinciale che, alla luce di quasi 700 casi seguiti in 5 anni e delle nostre conoscenze normative ed etologiche, possiamo dire di comprendere bene. Non staremo a guardare e pretendiamo risposte e interventi concreti che chiariscano alla popolazione che il maltrattamento di animali è un reato. Non ci accontentiamo del controllo “di base” in fase di verifica né accettiamo che, alla luce di richieste di intervento, ci venga risposto che finché l’animale ha cibo e acqua non è maltrattato. Non basta conoscere le leggi, bisogna saperle interpretare, adattare alla situazione e comprenderne il senso più profondo”.
Una grave mancanza è anche quella delle amministrazioni comunali che hanno il dovere, sancito dalla normativa, di realizzare incontri formativi rivolti alla popolazione e alle scuole per favorire il rispetto degli animali e la loro tutela (Legge Regionale 60/93, Art 8); il tutto in collaborazione con le ASL. Questi interventi, in provincia vengono realizzati solamente da Siamo Tutti Animali, organizzazione che ha conoscenze approfondite in tema di normative ed etologia e si sta facendo carico di realizzare interventi fondamentali per conoscere e imparare a rispettare gli altri animali.
Tornando all’omertà, essa si realizza quando non vi è tutela, qunado viene meno la sicurezza che dovremmo avere verso le istituzioni e chi deve proteggerci, quando viene a mancare il supporto degli enti, quando non c’è prevenzione e repressione dei reati ma anche quando il singolo viene meno ai suoi doveri di cittadino e preferisce nascondersi lasciando che il crimine venga commesso, diventando così complice del reato.
Una condizione inaccettabile verso la quale Siamo Tutti Animali ha da tempo preso posizione. “Non accettiamo l’omertà così come non accettiamo la leggerezza in fase di controllo e verifica delle segnalazioni. Faremo tutto quello che serve per far si che questa situazione cambi perché, a tutt’oggi, si parla molto di benessere animale e di tutela ma di concreto viene fatto pochissimo. Si vedano ad esempio, i comuni che negli ultimi anni hanno assunto nuovi regolamenti di tutela e benessere degli animali: l’applicazione di tali regolamenti rimane, al momento utopica; lavorare tanto per far approvare un regolamento complesso per poi non metterlo in pratica appare allora, una semplice mossa politica che gioca sulla vita di esseri innocenti e questo non si può accettare”.
Cristiano Fant

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