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L’arte che resiste a Mel, Palazzo delle Contesse, inaugurazione venerdì 24 agosto ore 18:00

Ago 21st, 2018 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

Dopo il successo di Venezia sarà Mel, il comune della Valbelluna recentemente entrato a far parte dei Borghi più belli d’Italia, ad ospitare la mostra” Back to Life in Iraq. Arte, distruzione e rinascita” del pittore Matti al-Kanon. Sarà il giornalista Emanuele Confortin, autore del reportage sulla storia di questo artista cristiano-siriaco, a presentare i quattordici dipinti, di cui tre a tema religioso, salvati dalla furia distruttiva dell’Isis e portati nel 2017 in Italia.

Palazzo delle Contesse a Mel (Belluno)

L’inaugurazione venerdì 24 agosto ore 18:00 al Palazzo delle Contesse di Mel

É possibile resistere allo Stato Islamico con l’arte? La storia di Matti al-Kanon lo dimostra. Pittore e scultore di 73 anni, appartiene alla comunità cristiano-siriaca di Bartella, cittadina situata a 20 chilometri da Mosul, nel Governatorato di Ninive. È fuggito assieme alla famiglia il 6 agosto 2014, poche ore prima che i miliziani di Abu Bakr al-Baghdadi conquistassero la città includendola nel loro Califfato.
Bartella è stata liberata a febbraio 2017, ponendo fine a un’occupazione durata trenta mesi e consentendo all’artista di ritornare a casa, in quello che resta dell’area urbana semi-distrutta dalla battaglia e per buona parte disabitata. All’interno dell’abitazione spoglia, privata di tutti i mobili e pesantemente danneggiata, sono rimasti i dipinti di al-Kanon. In tutto trentacinque opere che formano il portato di una vita dedicata all’arte.
Nell’ammasso di tele sporche sul pavimento ci sono anche tre dipinti a tema cristiano, fatti a brandelli dai pugnali dei jihadisti in nome di un’iconoclastia che, benché non sia specificamente islamica, attribuisce al vandalismo dell’ISIS un carattere specifico. Colpire le minoranze attraverso i loro simboli religiosi, è questo lo scopo dei miliziani, per i quali l’estensione del Califfato deve coincidere con l’eliminazione di qualsiasi elemento alieno alla loro ideologia.
Tra marzo e agosto 2017, Matti al-Kanon decide di rimettere assieme la sua collezione e di portarla a Erbil, dove vive in un campo profughi. All’epoca la Battaglia di Mosul sta per finire, il confine kurdo-iracheno è un non luogo dove il transito di opere e manufatti è estremamente difficile. L’artista però intende provarci, vuole «ricucire quegli squarci come forma di resistenza allo Stato Islamico… come volontà di tornare alla vita malgrado la guerra». Emanuele Confortin si trova con lui e i suoi familiari, e testimonia, con 25 foto, che faranno da corredo alla mostra, il salvataggio dei dipinti.
Dopo alcuni tentativi, al-Kanon riesce a caricare le opere su un furgone e a trasferirle a Erbil. Qui trova un luogo in cui ripararle, usando solo frammenti di tela, dell’acqua e un po’ di colla. Uno dopo l’altro gli squarci, seppure ben visibili, vengono suturati. Un gesto simbolico attraverso il quale Matti al-Kanon testimonia le violenze che la sua terra conosce da molto tempo, dando prova che in Iraq si può tornare a vivere.
La mostra “Back to life in Iraq”, che gode del patrocinio dell’UNHNCR, di Amnesty International, dell’Humanities & Social Change e di Humanity, rimarrà aperta sino il 9 settembre e sarà visitabile tutti i sabati e le domeniche dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00.

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