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Crack banche venete. Le associazioni riunite a Padova chiedono al governo l’immediata pubblicazione del decreto. Lunedì a Vicenza la riunione a Palazzo Trissino

Ago 18th, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore, Società, Associazioni, Istituzioni

Padova, 18 agosto 2018  – Si sono riunite ieri a Padova le seguenti associazioni per esaminare i contenuti della bozza del decreto attuativo del fondo di ristoro come da legge di bilancio e che risulta essere già all’attenzione del Governo:

Adiconsum, Adusbef, Codacons, Unione Nazionale Consumatori, Federconsumatori, Confedercontribuenti, Adoc, Consumatori Attivi, Movimento Risparmiatori Traditi, Anla, Artigiani azzerati, Lega Consumatori, Ezzelino III da Onara.

 

Ecco i punti salienti della bozza del decreto :

– nessun limite al danno subito;
– nessun condizionamento dal reddito o dallo stato patrimoniale (come per gli obbligazionisti delle 4 banche risolte);
– una procedura semplificata ed esperibile dall’interessato;
– riconoscimento del danno ingiusto (pari all’importo corrisposto per l’acquisto) con interessi legali e di mora.
– l’immediato pagamento di chi ha già una sentenza, anche di primo grado, o un lodo divenuto esecutivo (l’esecutività si consolida in poche settimane);
– grazie all’ordine cronologico il fondo continua a ricevere le domande e ad attestare il danno subito. Gli importi dovuti, non ristorati per esaurimento della dotazione finanziaria del Fondo di ristoro, in caso di rifinanziamento del medesimo Fondo sono infatti corrisposti d’ufficio dal Gestore agli aventi diritto, secondo l’ordine cronologico acquisito.
– non c’è nessuna limitazione di data e o di modalità di come si è entrati in possesso delle azioni, la prescrizione decennale (anche se ci sono fondati requisiti per la sospensiva ex art. 2941 c.c.) deve essere opposta dalla banca, ma nella fattispecie noi abbiamo la dinamica del all’arbitrato vero e proprio: ANAC istruisce la pratica, acquisisce la documentazione che ritiene, e decide l’entità del danno. Non c’è dialettica tra risparmiatore e banca. Infatti gli importi definitivi dei ristori finanziari versati agli aventi diritto sono recuperati dal Fondo di ristoro mediante insinuazione nello stato passivo delle Banche in risoluzione o liquidazione.
– anche chi ha aderito alla OPT, la transazione della primavera 2017 che ha corrisposto circa il 15% della valutazione “marziana” apicale raggiunta delle azioni, potrà fare domanda al Fondo, al netto di quanto percepito. Ed è cosa di giustizia perché i 70.000 che aveano aderito erano in gran parte risparmiatori indotti dalle necessità e dalla speranza che il loro sacrificio fosse necessario per salvare la loro Banca del territorio.

Alla luce dell’impegno assunto dal professor Giuseppe Conte, suddette associazioni chiedono l’immediata pubblicazione del decreto attuativo della legge vigente e come da contratto di governo, garantendo le risorse necessarie per il rimborso integrale.
Per rendere disponibili i dettagli della bozza del decreto attuativo, viene fissato un incontro per lunedì 20 agosto ore 12,00 presso Palazzo Trissino Municipio Corso Palladio 98 Vicenza.

La richiesta al governo è stata sottoscritta dalle seguenti associazioni:
Adiconsum, Adusbef, Codacons, Unione Nazionale Consumatori, Federconsumatori, Confedercontribuenti, Adoc, Consumatori Attivi, Movimento Risparmiatori Traditi, Anla, Artigiani azzerati, Lega Consumatori, Ezzelino III da Onara.

 

Bozza del decreto
Regolamento per il funzionamento del Fondo di ristoro finanziario per l’erogazione di misure
in favore di risparmiatori in applicazione delle disposizioni di cui all’art. 1, commi 1106, 1107,
1108, 1109 della legge 27 dicembre 2017, n. 205.
VISTO l’articolo 1, commi da 1106 a 1109, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, recante
“Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e per il bilancio pluriennale per il
triennio 2018-2020”;
VISTO l’articolo 1, commi da 855 a 861, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante
disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità
2016), in materia di erogazione di prestazioni in favore degli investitori che alla data di entrata in
vigore del decreto-legge 22 novembre 2015, n. 183, detenevano strumenti finanziari subordinati
emessi dalla Banca delle Marche S.p.a., dalla Banca popolare dell’Etruria e del Lazio – Società
cooperativa, dalla Cassa di risparmio di Ferrara S.p.a. e dalla Cassa di risparmio della Provincia di
Chieti S.p.a.;
VISTI gli articoli 8 e 9 del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni
dalla legge 30 giugno 2016, n. 119, recanti misure in favore degli investitori in banche in
liquidazione;
VISTO il decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99, convertito con modificazioni dalla legge 31
luglio 2017, n. 121, recante “Disposizioni urgenti per assicurare la parità di trattamento dei creditori
nel contesto di una ricapitalizzazione precauzionale nel settore creditizio nonché per la liquidazione
coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A.”.
VISTO il decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, recante “Attuazione della direttiva
2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, che istituisce un quadro
CONSIDERATA l’esigenza di escludere sovrapposizioni tra gli interventi del Fondo di
ristoro e quelli di cui al Fondo di solidarietà;
VISTA la proposta del Ministro dell’economia e delle finanze;
ACQUISITO il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti
normativi nell’Adunanza del …
ADOTTA
il seguente “Regolamento”
Articolo 1
(Oggetto)
1. Il presente decreto disciplina i requisiti, le modalità e le condizioni di attuazione delle
disposizioni previste dai commi da 1106 a 1109 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n.
205, che hanno istituito il Fondo di ristoro finanziario per l’erogazione di misure di ristoro a
favore dei risparmiatori che hanno subito un danno ingiusto, riconosciuto con sentenza del
giudice o con pronuncia degli arbitri presso la camera arbitrale per i contratti pubblici relativi a
lavori, servizi e forniture di cui all’articolo 210 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, in
ragione della violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza
previsti dal decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, nella prestazione dei servizi e delle
attività di investimento relativi alla sottoscrizione e al collocamento di strumenti finanziari
emessi da banche aventi sede legale in Italia sottoposte ad azione di risoluzione ai sensi del
decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, o comunque poste in liquidazione coatta
amministrativa dal 17 novembre 2015 al 31 dicembre 2017.
Articolo 2
(Definizioni)
1. Ai fini del presente regolamento si intendono per:
a) “Fondo di ristoro”: il fondo istituito dal comma 1106 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre
2017, n. 205;
b) “Fondo di solidarietà”: il fondo istituito dal comma 855 dell’articolo 1 della legge 28 dicembre
2015, n. 208;
c) “Gestore”: ente che gestisce gli adempimenti amministrativi, legali e contabili relativi alla
procedura di ristoro finanziario del danno ingiusto riconosciuto con sentenza o con lodo
arbitrale;
d) “MEF”: Ministero dell’economia e delle finanze;
e) “Banca in risoluzione o liquidazione”: banca con sede legale in Italia sottoposta ad azione di
risoluzione ai sensi del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, o comunque posta in
liquidazione coatta amministrativa dal 17 novembre 2015 al 31 dicembre 2017;
f) “strumenti finanziari”: azioni o obbligazioni subordinate di cui all’articolo 1 del decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 acquistate dal risparmiatore nell’ambito di un rapporto
negoziale diretto con la Banca in risoluzione o liquidazione che li ha emessi;
g) “prestazione dei servizi e delle attività di investimento relativi alla sottoscrizione o al
collocamento degli strumenti finanziari”: la prestazione di ciascuno dei servizi ed attività di cui
all’articolo 1, comma 5, e all’articolo 25-bis del testo unico delle disposizioni in materia di
intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo del 24 febbraio 1998, n. 58, ove nella
prestazione di tali servizi o attività siano stati in qualsiasi forma e con qualsiasi modalità
acquistati o sottoscritti dall’investitore gli strumenti finanziari menzionati nella lettera f),
nell’ambito di un rapporto negoziale diretto con la Banca in risoluzione o liquidazione;
h) “cessione irregolare”: cessione di strumenti finanziari in violazione degli obblighi di
informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal testo unico delle disposizioni in
materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, nella
prestazione dei servizi e delle attività di investimento relativi alla sottoscrizione e al
collocamento di strumenti finanziari;
i) “risparmiatore”: la persona fisica, l’imprenditore individuale, anche agricolo, e il coltivatore
diretto, che ha acquistato strumenti finanziari nell’ambito di un rapporto negoziale diretto con
la Banca in risoluzione o liquidazione che li ha emessi;
l) “legittimati”: il coniuge, il convivente more uxorio, i parenti entro il secondo grado del
risparmiatore in possesso dei predetti strumenti finanziari, a seguito di trasferimento con atto
tra vivi, a titolo oneroso o gratuito, alla data della risoluzione o della liquidazione della
medesima Banca;
m) “lodo arbitrale”: decisione di arbitrato emessa da Collegio arbitrale istituito presso la Camera
arbitrale per i contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture di cui all’articolo 210 del
codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50;
n) “T.U.B.”: il decreto legislativo del 1° settembre 1993, n. 385 e successive modificazioni,
recante “Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia”.
Articolo 3
(Condizioni di intervento del Fondo)
1. Possono chiedere l’intervento del Fondo di ristoro a seguito del riconoscimento, risultante da
sentenza o da lodo arbitrale esecutivi, del danno ingiusto subito a causa di cessione irregolare da
parte delle Banche in risoluzione o liquidazione, i seguenti aventi diritto:
a) i risparmiatori, che hanno acquistato strumenti finanziari, nell’ambito di un rapporto
negoziale diretto con Banche in risoluzione o liquidazione che li hanno emessi, e che
detenevano gli stessi strumenti finanziari alla data della risoluzione, ai sensi del decreto
legislativo n. 180 del 2015, o della liquidazione coatta amministrativa ai sensi del T.U.B.
delle medesime Banche, avviata dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1 gennaio 2018;
b) i legittimati in possesso dei predetti strumenti finanziari, a seguito di trasferimento da parte
dei risparmiatori con atto tra vivi, a titolo oneroso o gratuito, alla data della risoluzione o
della liquidazione della medesima Banca di cui alla precedente lettera a);
c) i successori per causa di morte dei risparmiatori o dei legittimati;
2. Sono esclusi dall’intervento del Fondo di ristoro i crediti relativi agli strumenti finanziari, che,
per effetto di atti unilaterali o contrattuali posti in essere dagli aventi diritto, siano estinti o
inefficaci o inopponibili nei confronti delle Banche in risoluzione o liquidazione e dei relativi
cessionari dei beni. Sono altresì esclusi i crediti relativi a obbligazioni subordinate i quali
rientrano nell’ambito di applicazione degli interventi previsti dalla legge a carico del Fondo di
solidarietà.
3. In caso di sospensione dell’esecutività della sentenza o del lodo arbitrale da parte del giudice
dell’impugnazione, il termine del procedimento previsto dall’articolo 6 è interrotto e ricomincia
nuovamente a decorre dalla data di presentazione al Gestore della istanza degli aventi diritto
recante dati, informazioni e documenti di cui all’articolo 4 che siano sopravvenuti o che sia
necessario aggiornare.
Articolo 4
(Istanza e documenti)
1. Gli aventi diritto o loro rappresentante possono chiedere l’intervento del Fondo di ristoro entro il
termine di decadenza di un anno dal passaggio in giudicato della sentenza o dalla non
impugnabilità del lodo arbitrale che hanno riconosciuto in via definitiva il danno ingiusto subito
a causa di cessione irregolare da parte delle Banche in risoluzione o liquidazione. Per le sentenze
passate in giudicato e i lodi divenuti non impugnabili anteriormente alla data di entrata di entrata
in vigore del presente regolamento, il termine di un anno decorre dall’entrata in vigore del
presente decreto.
2. L’istanza, debitamente sottoscritta, di erogazione del ristoro finanziario da parte del Fondo di
ristoro è indirizzata al Gestore, con mezzo idoneo a comprovarne la ricezione, ed indica:
a) il nominativo, il codice fiscale, la residenza e l’eventuale elezione di domicilio, degli aventi
diritto e dell’eventuale rappresentante, nonché il rapporto di coniugio, di parentela o di
convivenza more uxorio con il risparmiatore, o anche il rapporto successorio con i suindicati
soggetti;
b) la Banca in risoluzione o liquidazione presso la quale il risparmiatore ha acquistato gli
strumenti finanziari;
c) quantità, controvalore, data di acquisto degli strumenti finanziari oggetto della istanza;
d) data della sentenza o del lodo arbitrale, che ha riconosciuto il danno ingiusto subito dagli
aventi diritto per cessione irregolare da parte della Banca in risoluzione o liquidazione,
e) gli eventuali importi incassati dagli aventi diritto per gli stessi strumenti finanziari, che non
siano stati considerati nella sentenza o nel lodo arbitrale di cui alla lettera d);
f) dati necessari per il pagamento mediante bonifico al conto corrente bancario o postale degli
aventi diritto (codice IBAN);
g) dichiarazione di conformità all’originale in possesso degli aventi diritto dei documenti
richiesti dal seguente comma 3, che possono essere tramessi in copia semplice;
h) qualsiasi dato o informazione utile per chiarire o integrare le notizie menzionate nelle lettere
precedenti del presente comma.
3. Sono presentati in allegato all’istanza i seguenti documenti:
a) copia fronte-retro del documento di riconoscimento valido degli aventi diritto e dell’eventuale
rappresentante;
b) copia degli atti di acquisto degli strumenti finanziari, intercorsi tra la Banca in risoluzione o
liquidazione e i risparmiatori;
c) copia degli eventuali atti di acquisto degli strumenti finanziari, intercorsi tra legittimati e
risparmiatori;
d) copia della sentenza o del lodo arbitrale, che hanno riconosciuto il danno ingiusto a favore
dagli aventi diritto;
e) copia di eventuali pagamenti non considerati nella sentenza o nel lodo arbitrale di cui alla
lettera d), recanti gli importi incassati dagli aventi diritto per gli stessi strumenti finanziari e i
soggetti pagatori;
f) dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, resa ai sensi dell’art. 47 del decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante firma autenticata di tutti gli
aventi diritto interessati, attestante che i dichiaranti:
– non hanno posto in essere atti di riduzione o estinzione o inefficacia o inopponibilità del
credito relativo agli strumenti finanziari;
– sono consapevoli delle sanzioni penali previste in caso di dichiarazioni non veritiere e falsità
negli atti a norma dell’articolo 76 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 445
del 2000;
g) in caso di successione, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, resa ai sensi dell’art. 47
del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante firma
autenticata, attestante:
1) la data di decesso del risparmiatore o del legittimato;
2) i dati anagrafici di tutti i successori per di causa morte e le rispettive quote ereditarie
spettanti;
3) l’esclusione che vi siano altri successori;
4) la sede dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente per la dichiarazione di
successione;
5) la consapevolezza dei dichiaranti delle sanzioni penali previste in caso di dichiarazioni non
veritiere e falsità negli atti a norma dell’articolo 76 del citato decreto del Presidente della
Repubblica n. 445 del 2000;
h) delega o procura speciale con firma autenticata, in caso di domanda presentata tramite
rappresentanza volontaria; copia dell’eventuale provvedimento di rappresentanza legale;
i) la rinuncia con firma autenticata, in caso di pagamento del ristoro nella misura stabilita
dall’articolo 5, a qualsiasi diritto e pretesa connessa agli stessi strumenti finanziari ed ai
relativi pregiudizi patrimoniali diretti o indiretti subiti.
4. Il Gestore può chiedere ulteriori informazioni, dati e documenti necessari in relazione alla
peculiarità della fattispecie.
5. Il Gestore pubblica in apposita pagina informatica dedicata al Fondo di ristoro, accessibile dal
portale del proprio sito internet, gli atti che disciplinano le procedure del Fondo stesso nonché i
relativi modelli per istanze e dichiarazioni.
6. Il pagamento del ristoro finanziario viene effettuato secondo il criterio cronologico della
presentazione dell’istanza corredata di idonea documentazione prevista dai commi precedenti
oppure, negli altri casi, della presentazione di idonea documentazione di completamento.
7. Qualora la presentazione di idonea documentazione di completamento da parte degli istanti non
avvenga in tutto o in parte entro 60 giorni dalla ricezione della richiesta del Gestore, l’istanza
viene rigettata, potendo essere ripresentata, fermo restando il termine di decadenza previsto dal
precedente comma 1.
8. Le Banche forniscono entro 30 giorni dalla richiesta degli istanti i documenti in loro possesso.
Articolo 5
(Limiti della misura di ristoro finanziario)
1. Il ristoro finanziario è determinato nella misura dell’importo relativo al danno ingiusto,
riconosciuto da sentenza o da lodo arbitrale esecutivi, per capitale investito, eventuali interessi di
mora e rivalutazione, con esclusione delle spese legali e giudiziali. Da detta misura
dell’ammontare del ristoro sono in ogni caso detratti gli eventuali importi di cui gli aventi diritto
hanno già beneficiato in relazione allo stesso strumento finanziario a titolo di risarcimento,
indennizzo o ristoro comunque denominato, che non sono stati considerati in detrazione nella
sentenza o nel lodo arbitrale medesimi.
2. Il Fondo di ristoro corrisponde il ristoro finanziario agli aventi diritto, entro i limiti della
dotazione finanziaria e fino al suo esaurimento secondo il criterio cronologico previsto dal
comma 6 dell’articolo 4. Gli importi dovuti, non ristorati per esaurimento della dotazione
finanziaria del Fondo di ristoro, in caso di rifinanziamento del medesimo Fondo sono corrisposti
d’ufficio dal Gestore agli aventi diritto, secondo l’ordine cronologico acquisito.
3. Nel caso di operazione di investimento congiunta di più investitori, in mancanza di disposizioni
diverse, le quote dei crediti dei partecipanti si intendono uguali.
Articolo 6
(Termini e modalità di intervento del Fondo)
1. Il termine per la conclusione del procedimento di ristoro è di 180 giorni decorrenti dalla data di
presentazione della istanza al Gestore, il quale è sospeso per l’acquisizione di informazioni, dati
e documenti richiesti dal Gestore agli istanti, con applicazione di quanto previsto dal comma 7
dell’articolo 4. Detto termine procedimentale di 180 giorni può essere prorogato di ulteriori 60
giorni in caso di istanza collettiva di ristoro presentata da più di dieci aventi diritto.
2. Il Gestore acquisisce dalle Banche interessate, dal Fondo interbancario di tutela dei depositi e
dagli enti pubblici i dati, le informazioni e i documenti inerenti alla richiesta da parte degli
istanti. I soggetti di cui al presente comma collaborano secondo diligenza con il Gestore entro 60
giorni, il quale, scaduto detto termine, procede in base agli atti acquisiti e non è responsabile per
erronei pagamenti dovuti ad errori o omissioni imputabili ad altri soggetti inadempienti.
3. Il pagamento del ristoro finanziario viene effettuato mediante bonifico al conto corrente bancario
o postale intestato agli aventi diritto.
4. Nel caso in cui l’ammontare delle disponibilità finanziarie del Fondo sia inferiore agli oneri
complessivi dei crediti aventi pari priorità cronologica secondo il criterio previsto dal comma 6
dell’articolo 4, applicabile anche nell’ambito di istanze collettive, si procede al pagamento del
ristoro finanziario in misura proporzionale all’importo dei singoli crediti muniti di idonea
documentazione.
Articolo 7
(Recupero dei pagamenti)
1. Gli importi definitivi dei ristori finanziari previsti dal precedente articolo 5 versati agli aventi
diritto sono recuperati dal Fondo di ristoro mediante insinuazione nello stato passivo delle
Banche in risoluzione o liquidazione, mentre l’eventuale maggiore misura dell’importo versato
da detto Fondo in base a sentenza o lodo arbitrale, in seguito modificati in via definitiva, viene
recuperata nei confronti dei percettori.
2. Nei casi di mancata o erronea trasmissione al Gestore di dati, informazioni e documenti
posseduti, gli importi erroneamente pagati dal Gestore sulla base degli atti acquisiti entro i
termini procedimentali previsti sono recuperati secondo le leggi vigenti nei confronti dei
percettori nonché dei soggetti, persone giuridiche e fisiche, responsabili dell’indebito pagamento.
3. Il Gestore è responsabile, secondo le leggi vigenti, per errori e violazioni di legge imputabili al
medesimo nello svolgimento delle attività di competenza.
Articolo 8
(Convenzione)
1. Il MEF può affidare a persone giuridiche nelle forme e con le procedure previste dalla legge le
funzioni di Gestore, delle quali costi ed oneri sono posti al carico del Fondo di ristoro.
2. Le funzioni del Gestore, i rapporti tra il medesimo ed il MEF, nonché il rimborso a carico del
Fondo di ristoro di costi ed oneri sostenuti dal Gestore sono disciplinati mediante atti
convenzionali.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli
atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Roma, _____________________ Il Presidente Consiglio dei Ministri

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