Wednesday, 17 July 2019 - 01:26

Lunedì 13 agosto a Fusine di Zoldo Antonia Arslan intervistata da  Fulvio Cortese

Ago 13th, 2018 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

Incontri con l”autore. Lunedì 13 agosto Antonia Arslan a Fusine di Zoldo, intervistata da  Fulvio Cortese, esperto di questione armena e preside a Giurisprudenza a Trento
“La Valle di Zoldo, da sempre terra di emigrazione, al pari di tanti altri territori di montagna, da anni ha imparato ad aprirsi alle tematiche della convivenza fra culture diverse: e proprio
promuovendo appuntamenti con personalità che nel loro Dna, ma anche nelle proprie scelte di vita, incarnano l’incontro fra popoli e civiltà differenti”.

Camillo De Pellegrin

Con questa riflessione Camillo De Pellegrin, sindaco di Val di Zoldo, introduce l’incontro di stasera lunedì 13 agosto con la scrittrice Antonia Arslan, scrittrice, autrice del romanzo “La masseria delle
allodole” e di altre pubblicazioni sullo stesso tema, esperta a tutto tondo della questione armena, il genocidio perpetrato un secolo fa dalla Turchia, e di cui mai si è assunta la colpa, nemmeno in
tempi moderni. L’incontro è organizzato dalla biblioteca civica Pellegrini di Fusine e dal comune di Val di Zoldo e arriva dopo altri appuntamenti di peso, su tutti la terza edizione del concerto dei
giovani musicisti europei dell’ESYO, guidati da Paolo Rumiz. A dialogare con la Arslan è stato invitato un altro esperto di Armenia, Fulvio Cortese, che sul tema ha curato varie pubblicazioni,
giurista, e che attualmente ricopre l’incarico di preside alla Facoltà di Giurisprudenza dell’università di Trento.
La Arslan è sicuramente fra i protagonisti più in vista di un convinto scambio di esperienze e sensibilità fra nazioni. E la riflessione del sindaco di Val di Zoldo pone l’accento proprio su uno
snodo centrale dell’esperienza di Zoldo (e non solo): di valenza storica, ma anche di stretta attualità.
Da un lato infatti troviamo l’emigrazione secolare degli zoldani, dall’altra la presenza in Valle, da alcuni anni, di una comunità di immigrati provenienti dall’Africa, accanto ad un piccolo esercito di
‘badanti’ che, arrivate da diversi paesi dell’Est Europa, accudiscono silenziosamente i nostri anziani.

Share

Comments are closed.