Thursday, 20 June 2019 - 14:06

Reintroduzione della leva obbligatoria: una legge inutile. Così i politici rendono omaggio alle associazioni viste come bacino elettorale

Giu 15th, 2018 | By | Category: Cahiers de doléances, Cronaca/Politica, Riflettore

Reintrodurre la leva obbligatoria è probabilmente l’ultima cosa di cui ha bisogno lo Stato italiano e soprattutto i giovani, visto che saranno loro la materia prima sacrificale di questa inutile proposta di legge targata Lega. Né vi è alcuna necessità che lo giustifichi.
Le chiamate alle armi sono state sospese dal I° gennaio 2005, oggi finalmente abbiamo un esercito di professionisti capaci di cui possiamo andare fieri, non già l’armata brancaleone di un tempo.
E’ grottesco che qualcuno voglia riportare indietro le lancette dell’orologio con trovate nostalgiche ed estemporanee che produrrebbero solo costi aggiuntivi allo Stato, posto che vi siano ancora strutture agibili sufficienti per il reclutamento.

Perché allora queste iniziative di legge, una giacente in Parlamento e l’altra approvata dalla I^ Commissione del Consiglio regionale del Veneto? A chi giova?

Non certo ai giovani, che hanno già notevoli problemi di inserimento nel mondo del lavoro, ai quali viene fatto perdere un anno di tempo. Sicuramente alle associazioni oramai asfittiche, visto che l’età media dei soci in quelle combattentistiche d’Arma è sempre più elevata e anche nelle associazioni “civili”, ossia nate sull’onda dell’obiezione di coscienza, non essendoci più nulla da obiettare il reclutamento è diventato più difficile.
Secondo la proposta della Lega, sarebbero chiamati al servizio obbligatorio civile o militare, ragazzi e ragazze dai 18 ai 28 anni per un periodo di otto mesi.

Ebbene, l’attrattività dei giovani un’associazione se la dovrebbe guadagnare sul campo, con delle motivazioni forti, per quello che fa, per quelli che sono i suoi ideali, senza costrizioni di legge!
Queste proposte di legge hanno tutta l’aria di norme fatte da vecchi per i vecchi, con la complicità della politica attenta al bacino elettorale più che all’utilità della norma.
Se una società è costretta ad inventare procedure coattive per alimentare il volontariato significa che ha fallito, che non è stata capace di trasmettere i suoi valori alle nuove generazioni. E non sarà certo una naja obbligatoria arrafazzonata alla bell’ e meglio a farle restituire la credibilità.
Roberto De Nart

Naja, cenni storici
Il servizio di leva obbligatorio è previsto nella Costituzione della Repubblica, ma esisteva già nel 1861 con la nascita del Regno d’Italia. E’ stato quindi operativo per 144 anni, fino al 2004 quando venne sospeso con la Legge n.226 del 23 agosto 2004.
Per quanto riguarda l’obiezione di coscienza, essa venne introdotta nel 1972 con l’istituzione del servizio civile per chi, dopo essere stato giudicato idoneo alla leva in seguito alle visite mediche, non volesse prestare servizio militare.
Nel 1999 con la legge del 20 ottobre è stato introdotto il servizio militare femminile volontario. Le donne possono quindi arruolarsi nell’Esercito.
Per quanto riguarda la durata del servizio di leva, fino al 1975 erano15 mesi, dal 1976 è passato 12 per scendere poi a 10 dal 1997. L’ultima chiamata alle armi è stata per i nati nel 1985.

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