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I gatti del Nevegal * di Cristiano Fant

Giu 15th, 2018 | By | Category: Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

Belluno, città che rispetta gli animali; Belluno che vive circondata dagli animali; Belluno che fa regolamenti di tutela degli animali, regolamenti ricchi e complessi, regolamenti ripieni di articoli e norme (fin troppo); Belluno che crea commissioni per il benessere animale…. Belluno che si scorda dei suoi animali.
Già, perché è quello che accade con i gatti che vivono liberi nel comune, randagi legalizzati, regolarmente censiti dalla ASL, felini che sono patrimonio indisponibile dello Stato (lo dice la legge) dei quali ha la tutela e la responsabilità il primo cittadino, in primis, e chiunque lui deleghi allo scopo.
Allora vien da chiedersi perché la referente della colonia censita del Nevegal e suo marito vengono lasciati soli a gestire, a proprie spese, una cinquantina di gatti, da anni. Perché non è così che funziona, non è questo che la legge prevede.

Il “mestiere di gattara” è una attività di volontariato riconosciuta come benemerita perché la persona in questione si prende cura, sfamandoli e curandoli, di animali che sono dello Stato. Fa un favore allo Stato, piaccia o meno a qualcuno; e questo fa risparmiare tempo e denaro alle casse comunali. Ma ci sono dei limiti, degli obblighi ai quali le amministrazioni devono ottemperare perché la Stato delega al primo cittadino la carica di massima autorità sanitaria e questo vale anche per gli animali (D. L. 267/2000); lo Stato dice anche che il sindaco “vigila sull’osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e locali relativi alla protezione degli animali ed alla difesa del patrimonio zootecnico” (Decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1979); ma non basta. L’Art. 4 della Legge Nazionale 281/91 prevede pure che “i comuni provvedono al controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione, provvedono al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per cani, provvedono a gestire canili e gattili sanitari direttamente o in convenzione con le associazioni protezionistiche”.

Ma questa amministrazione, al suo secondo mandato, i gatti del Nevegal non li ha mai visti né ha mai parlato con la referente di colonia (e a quanto risulta non ha mai parlato con nessun altra referente di colonia nel comune, nonostante le colonie siano molte).
La situazione del Nevegal è nota perchè più volte sono usciti articoli sui giornali locali. Si tratta di una condizione difficile, di disagio per la referente e il marito, costretti a non potersi allontanare da casa per più di qualche ora, dato l’alto numero di gatti presenti e le difficoltà logistiche nel gestirli.
Servono casette che fungano da riparo, tettoie sotto le quali porre il cibo e aiuti economici per gli animali in difficoltà sanitarie (mancando spesso il supporto del servizio pubblico).
Pretendiamo aiuti e li pretendiamo perchè la legge ce lo consente.

Siamo Tutti Animali ha cominciato da qualche mese (alla luce del fallimento di altre associazioni del territorio) ad aiutare in modo costante la coppia che gestisce i felini con aiuti di cibo e, ora, con una lettera mandata al Sindaco di Belluno, al Vice Sindaco, referente dell’amministrazione per il benessere animale e per conoscenza al Prefetto di Belluno, avente funzioni di “controllore” degli organismi provinciali.
Lettera cortese ma decisa, come sempre, che ricorda i doveri delle amministrazioni, che ribadisce la disponibilità di Siamo Tutti Animali a collaborare, che ricorda come il tema in questione sia già stato affrontato qualche mese fa dal sottoscritto con la Vice Sindaco e che, da allora, tutto continua a tacere.
La situazione è inaccettabile ed è doveroso per noi rendere i fatti pubblici perchè ci siamo assunti il compito di tutelare e pretendere la tutela degli animali presenti in provincia, animali che non hanno voce ma che si fanno sentire atttraverso la nostra.

La nostra lettera ne segue un’altra nella quale venivano richiesti aiuti economici da distribuire in forma di medicinali alle referenti di colonia del comune; anche quella lettera, vecchia oramai di un anno e mezzo non ha mai avuto risposta.
Vien da chiedersi a cosa serva il nuovo regolamento di benessere animale del comune se in primis l’amministrazione comunale manca ai suoi doveri; vien da chiedersi a cosa serva istituire una commissione per il benessere animale se poi non la si fa lavorare sul campo.
Tutte domande che rivolgiamo al Sindaco che, prima della sua rielezione ho personalmente incontrato più volte per esporre problematiche simili ma che dopo aver ottenuto l’incarico per la seconda volta non si è più fatto sentire.
Lascio ai lettori ogni considerazione in merito.

Cristiano Fant – Siamo tutti animali

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