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Lupi e cani: la grottesca storia del ciclista in fuga * di Cristiano Fant

Giu 3rd, 2018 | By | Category: Meteo, natura, ambiente, animali, Prima Pagina

È di questi giorni l’ennesimo articolo sul lupo. Articolo “interessante” dove si parla della fuga di un ciclista da due lupi che lo inseguono. Non passano molte ore e si scopre che in verità si tratta di due cani. Ciò che rende questo articolo interessante è la capacità (in tutta onestà la definirei altrimenti) di non saper distinguere un lupo selvatico da un cane. Altro fatto che rende interessante questo articolo riguarda la sua diffusione in provincia e fuori; tutto ciò non fa che aumentare le chiacchiere che da un anno girano sul lupo in provincia. Chiacchiere, perchè di questo si tratta; chiacchiere pericolose perlopiù frutto di una campagna diffamatoria nei confronti della specie in questione.

Il lupo è stato definito pericoloso per l’uomo in più occasioni, negli articoli di giornale e in alcune conferenze pubbliche tenute da persone senza competenza che snocciolavano dati tirati fuori da chissà dove, di fronte ad un pubblico di parte (allevatori, pastori e cacciatori) che inneggiavano all’uccisione del lupo; pericolosità per l’uomo di cui non esiste prova; è stato condannato per aver massacrato centinaia di capi da allevamento ma in verità i numeri sono di ben inferiori.

Insomma, poco importa se il lupo non ha mai ferito o ucciso l’uomo negli ultimi duecento anni; poco importa se ha mangiato degli animali lasciati dall’uomo completamente liberi o protetti da reti fatiscenti o non adatte alla tutela dalla specie in questione; poco importa se è tornato anche grazie all’abbandono del territorio e all’aumento sproporzionato della selvaggina (ma l’attività venatoria non serve a limitare il numero di animali selvatici??? Direi che il sistema non funziona; però anche quest’anno i cacciatori hanno fatto più di 100 vittime in Italia, tra gli umani e di questi dati non si tiene mai conto).
Il lupo deve apparire cattivo, crudele e assassino; perchè a qualcuno fa comodo che sia così.
Ma molte cose si potrebbero evitare se gli enti preposti ai controlli e all’informazione lavorassero meglio.
Cominciamo dai mass media che dovrebbero accertare i fatti prima di rendere pubbliche le notizie verificando se quando detto da chi riporta la notizia sia vero. Infatti molto spesso tali notizie sono risultate false o ampiamente arricchite.

Passiamo agli organi preposti ai controlli per i quali ho una domanda: ma chi detiene degli animali, alla luce delle normative che ne dispongono la tutela e la protezione non ne è quindi responsabile? Nel momento in cui vengono lasciati incustoditi, non ha delle colpe se ad essi accade qualcosa? Il proprietario o detentore degli animali non deve essere risarcito solamente nel momento in cui subisce un danno da predazione dopo aver posto in atto ogni mezzo per tutelarli?

Vogliamo poi parlare di tutte quelle persone che vedono cani scambiandoli per lupi, in ogni angolo della provincia, in barba agli esperti, ai naturalisti, ai fotografi che si appostano per settimane, mesi per poter scattare una foto?

Chiudiamo con i doveri delle ASL e dei Sindaci. La Legge nazionale 281/91 e la Legge Regionale 60/93 prevedono che comuni e ASL predispongano e attuino “programmi annuali di informazione ed educazione rivolti alle scuole e alla popolazione per favorire il rispetto degli animali e la tutela della loro salute, al fine di realizzare sul territorio un corretto rapporto uomo-animale-ambiente”.

Il tutto con la collaborazione delle associazioni protezionistiche. Io non ho mai assistito a tanto.
In compenso noi di Siamo tutti Animali abbiamo cominciato a fare interventi pubblici per far conoscere le leggi riguardanti la tutela degli animali e i doveri degli organi preposti ai controlli del loro benessere. Il tutto invitando organi di polizia giudiziaria, sindaci e ASL; ma nessuno si è presentato. Interessante.
Se la gente conoscesse meglio gli animali con i quali convive, certe cose non accadrebbero.
Se le cose venissero fatte bene non ci troveremmo, oggi, ad assistere a una guerra mediatica tra chi apprezza il ritorno del predatore in provincia e chi lo vuole sterminare. Purtroppo con i se e con i ma non si risolve nulla.

Noi volontari ci mettiamo il tempo, le spese e la faccia, organizzando serate d’informazione, lavorando sulla strada per verificare segnalazioni di maltrattamento che vengono fatte a noi e non agli organi preposti per una mancanza di fiducia generale, con la consapevolezza di sapere quello che stiamo facendo e che ci occupiamo gratuitamente di attività che altri sarebbero pagati per fare.

Cristiano Fant
Presidente di Siamo Tutti Animali

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