Tuesday, 13 November 2018 - 02:27

Caso Acc. Il sindaco di Mel Stefano Cesa invita i politici bellunesi all’udienza del 9 maggio al Tribunale di Pordenone

Mag 4th, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

Stefano Cesa, sindaco di Mel

Stamattina, il sindaco di Mel Stefano Cesa, ha inviato una richiesta ai membri del Consiglio di Sorveglianza Socio Istituzionale di Acc-Wanbao e ai rappresentanti politici del territorio bellunese per invitarli ad essere presenti a Pordenone, mercoledì 9 maggio, in occasione dell’udienza per discutere l’opposizione presentata dalla procedura di Amministrazione Straordinaria di ACC che si terrà .

Alle pubblica manifestazione organizzata dai sindacati e dai lavoratori sono stati invitati: i parlamentari Bellunesi Roger De Menech, Federico D’Incà, Mirco Badole, Dario Bond, Luca De Carlo e Paolo Saviane; i rappresentanti regionali assessore Gianpaolo Bottacin e il consigliere Franco Gidoni; il presidente Provincia di Belluno Roberto Padrin; i sindaci di Belluno, Feltre, Trichiana, Lamon, Lentiai; i sindaci della Valbelluna che hanno approvato redatto dal Consiglio di Sorveglianza Socio Istituzionale di Acc-Wanbao; il presidente di Confindustria Belluno Luca Barbini.

Nella nota inviata si legge infatti che mercoledì 9 maggio, alle h 12.00, davanti al GIP del Tribunale di Pordenone, si svolgerà l’udienza per discutere l’opposizione presentata dalla procedura di amministrazione straordinaria di ACC Compressors s.p.a. contro la richiesta avanzata invece dalla Procura della Repubblica di Pordenone di archiviare il procedimento per bancarotta nei confronti di Luca Amedeo Ramella nella sua veste di amministratore della società condotta al dissesto.

È l’atto decisivo del procedimento penale. Se infatti il GIP dovesse sventuratamente accogliere le tesi della Procura, non sarebbe più esperibile nessun rimedio giuridico: Ramella sarebbe definitivamente assolto, e calerebbe una pietra tombale, senza nessun responsabile, sullo scandalo del dissesto di ACC, con i suoi 450 milioni di buco e le sue pesanti conseguenze occupazionali e industriali.

Per questa ragione, il Consiglio di Sorveglianza Socio-istituzionale, il 2 marzo ha lanciato un forte appello alla mobilitazione affinché si celebri un pubblico processo per accertare la verità. In scia a quell’appello, si è poi avuta l’unanime delibera in tal senso del Consiglio Regionale del Veneto e si sono avute le delibere del Consiglio Provinciale di Belluno e delle Giunte o dei Consigli dei Comuni della Valbelluna.

È pertanto molto importante ora sostenere quanto finora fatto dal Commissario Castro attraverso una mobilitazione istituzionale e sociale attivata dalla vicenda ACC per chiedere con forza l’accertamento della verità senza generare una drammatica lesione alla credibilità della giustizia. Non va infatti dimenticato come la richiesta di archiviazione della Procura sia incomprensibile alla luce del fatto che sia la Guardia di Finanza, sia l’Università Bocconi di Milano scelta dalla Procura stessa come suo consulente tecnico abbiano concluso le loro indagini con un netto giudizio di sussistenza di plurimi e gravi fatti di bancarotta nella vicenda.

I sindacati e i lavoratori hanno perciò organizzato per la mattinata del 9 maggio una pubblica manifestazione (regolarmente autorizzata) a Piazza Giustiniano, davanti al Tribunale di Pordenone. Sarà volantinato proprio il documento approvato a Mel il 2 marzo dal Consiglio di Sorveglianza. Una forte presenza istituzionale delle comunità bellunesi sarebbe naturalmente decisiva sul piano della testimonianza etica e politica.

Share

Comments are closed.