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No a tutte le guerre

Belluno, 25 aprile 2018  –  Abbiamo fatto nostro questo comunicato redatto dalla RETE PER LA PACE perché sentiamo nostri i sentimenti di rabbia e di impotenza e nello stesso tempo la volontà di dire
BASTA A TUTTE LE GUERRE
Vorremo che su questo documento anche nella nostra provincia ripartisse un Tavolo della Pace dove partiti – associazioni – pacifisti che in questi anni non hanno mai perso le ragioni per manifestare contro le Guerre ma che sono stati ignorati ed oscurati da una Politica che ha purtroppo tolto spazio e visibilità si ritrovino.
E’ un appello a rincontrarci per quelli che già negli anni 90 con la guerra nella Ex Yugoslavia si erano trovati sulle stesse strade della Pace ma anche un appello ad unire il diversificato mondo pacifista che cè anche nella nostra Provincia.
Questo appello lo pubblichiamo proprio oggi giorno della Liberazione – 25 aprile – una data fondamentale per la Pace e per la costruzione della Democrazia quale fondamento per uno stato libero e democratico. Per la Pace nel mondo per dire basta alle guerre oggi festeggiando i partigiani di ieri vogliamo scendere in campo come i Partigiani di oggi :

I PARTIGIANI PER LA PACE

“Da troppo tempo si muore in Siria, in Palestina, in Libia, in Egitto, in Iraq, nello Yemen, nella regione a maggioranza curda… il Medio Oriente ed il Mediterraneo si stanno trasformando in un immenso campo di battaglia. Ora il rischio della deflagrazione di un conflitto che coinvolga le super potenze mondiali è reale. Le conseguenze possono essere tragiche ed inimmaginabili.
Milioni di persone, in tutto il mondo, di tutte le culture e religioni, stanno dicendo: “Basta guerre, basta morti, basta sofferenze” E noi con loro.
Guerre producono guerre, le cui vittime sono le popolazioni civili, oppresse e private dei propri diritti fondamentali, primo fra tutti il diritto alla vita.
Vanno fermate le armi, bloccate le vendite a chi è in guerra. Ora, subito. Va fatto rispettare il diritto internazionale: è la sola condizione per proteggere la popolazione civile, fermare l’oppressione e l’occupazione, attivare la mediazione tra le parti in conflitto.
Non si può più attendere e rinviare decisioni e responsabilità. Il limite è superato da tempo. Ora, subito, bisogna aiutare le vittime, curare i feriti, soccorrere chi fugge dall’orrore. Poi bisognerà punire i responsabili, riconoscere alle popolazioni i loro diritti e sostenerle nel percorso democratico civile, di liberazione.
Noi ci rivolgiamo all’Unione Europea che deve prendere un’azione politica forte di pacificazione coerente con principi e valori fissati nel Trattato, nella Carta Europea dei Diritti Umani, negli Accordi e nelle Convenzioni internazionali. L’Unione Europea faccia da mediazione e riporti al dialogo gli Stati Uniti e la Russia.
Chiediamo al nostro paese di essere protagonista di pace, di mettere in atto il “ripudio della guerra” non concedendo le basi per operazioni militari e di avviare una politica di pace nel Mediterraneo.
Nessuno deve sentirsi impotente. Questo è il momento per tutti di agire per la riconciliazione.
Noi faremo la nostra parte, con le campagne per il disarmo, con gli interventi civili di pace, con la diplomazia dal basso, con il sostegno a chi opera per la pace anche dentro ai conflitti, per dare voce a chi crede ancora nella fratellanza e nella nonviolenza. Ora, subito.

Rifondazione Comunista Belluno – LiberieUguali Belluno – Fiom Belluno – ANPI Belluno

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