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Il Gazzettino riduce gli stipendi dei collaboratori. De Carlo: «Una decisione inammissibile, che lede la dignità umana e professionale e mette a rischio la qualità dell’informazione»

Roma, 15 aprile 2018 – «Compensi inammissibili, da cui deriva un vero e proprio sfruttamento del lavoro giornalistico, oltre che uno svilimento della professione. Chi vorrebbe lavorare a queste condizioni?».
È chiara e forte la presa di posizione di Luca De Carlo, deputato di Fratelli d’Italia, in merito alla decisione assunta unilateralmente dall’editore del Gazzettino di tagliare i compensi dei collaboratori. «Una decisione inaccettabile», commenta De Carlo, «che va a ledere non solo i diritti e la dignità umana e professionale dei diritti dei lavoratori, che si troveranno a vivere con compensi da fame, ma anche quella dei cittadini, che rischieranno di vedere abbassarsi il livello delle informazioni fornite dalla stampa. Questo è molto pericoloso».
La scelta è stata comunicata venerdì 13 aprile dall’azienda, con una lettera nella quale viene spiegato che dal 1° maggio sarà alzato il rigaggio dei pezzi, lasciando inalterato il compenso, già in precedenza esiguo. La griglia di riferimento, imposta senza alcuna contrattazione, va da un minimo di 4 euro a un massimo di 19 euro lordi, senza alcun rimborso delle spese sostenute. Per 19 euro lordi sono richiesti i servizi superiori alle 68 righe.

«Nella lettera inviata dall’editore ai collaboratori si legge testualmente che “il nuovo Gazzettino presenta una sostanziale e significativa variazione dei volumi interni, determinatasi principalmente come conseguenza dell’ampliamento del format e delle modifiche intervenute sulla grafica”», continua De Carlo. «Con una giustificazione di poche righe l’azienda va a colpire una categoria, quella dei collaboratori – ossia i giornalisti non assunti dalla testata – che già si trovano a lavorare in condizioni di sfruttamento, specie chi ha nell’attività giornalistica, svolta in modo professionale, l’unica fonte di reddito. E tutto ciò accade in un contesto in cui si punta l’attenzione sulla necessità di fornire un’informazione di qualità, combattendo il dilagare delle “fake news”. È assurdo pensare che nel 2018 ci siano ancora lavoratori pagati “a cottimo”».

«Esprimo la mia piena solidarietà ai professionisti dell’informazione che si trovano a vivere questa triste condizione lavorativa ed economica, profondamente umiliante», aggiunge il deputato di Fratelli d’Italia. «Mi auguro che l’editore del Gazzettino ritorni sulla propria decisione. Nello stesso tempo sostengo Sindacato e Ordine dei giornalisti, che hanno annunciato di voler attivarsi in tutte le sedi per tutelare gli interessi dei colleghi. Mi impegnerò personalmente affinché si trovi una soluzione a quest’ingiustizia. Tanto più che lo sfruttamento dei collaboratori è una problematica purtroppo conosciuta da tempo, che riguarda in generale tutti i gruppi editoriali».

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