Thursday, 20 September 2018 - 17:39

Lutto nel mondo della cultura, è morto Ferruccio Vendramini

Apr 7th, 2018 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Cronaca/Politica, Prima Pagina

Ferruccio Vendramini

Belluno, 7 aprile 2018 – E’ morto Ferruccio Vendramini, storico bellunese. Se n’è andato nella notte, dopo aver portato a termine la sua ultima fatica, il libro dal titolo “La scuola a Belluno nel Novecento – L’esperienza di Antonio Pastorello, direttore didattico dal 1904 al 1926” che ha presentato ieri pomeriggio in Sala Bianchi a Belluno. Fondamentale il suo lavoro di ricerca storica sulle vicende del Bellunese, a partire dal ‘500 fino alla Seconda guerra mondiale, con particolare attenzione ai fatti della Resistenza. Pubblicazioni importanti, alle quali oggi, chiunque si avvicini alla nostra storia, deve fare riferimento.

Ho conosciuto Ferruccio Vendramini nel febbraio del 2010, lui era già uno storico affermato e noto nel mondo della cultura bellunese. Avevamo partecipato entrambi a una conferenza tenuta dal professor Sandro Fontana, docente di Storia contemporanea all’Università di Brescia, vice presidente del Parlamento europeo dal 1993 al 1997, ex ministro dell’Università nel Governo Amato e vice segretario della Democrazia cristiana e direttore del quotidiano Il Popolo. Fontana presentava il suo libro dal titolo “Le grandi menzogne della storia contemporanea – Dal mito della vittoria mutilata alla strage di Marzabotto”. Pubblicai sul tabloid La Pagina, un mensile gratuito a diffusione locale, un articolo molto critico sulla serata tenuta dal docente universitario. Ferruccio mi chiamò al telefono dicendomi: “Pensavo di essere solo io quella sera in sala che dissentiva, perché tutti applaudivano alle parole del professore. Meno male che qualcun altro ha avuto il coraggio di scrivere un altro punto di vista”. Per me che ero l’ultimo arrivato nell’ambiente del giornalismo bellunese sentire quelle parole dal decano degli storici, oltre che giornalista dell’Unità, fu una grandissima e indimenticabile soddisfazione. Grazie Ferruccio

Roberto De Nart

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