Thursday, 19 July 2018 - 04:07

Fondo per servizi e attività sociali: la Regione Veneto non taglia il finanziamento

Apr 6th, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Buone notizie per il Fondo indistinto per servizi e attività sociali e socio-sanitarie dell’Ulss 1 Dolomiti: per il 2018, nonostante i tanti cambiamenti a livello demografico, non ci saranno tagli.

Jacopo Massaro

La lettera di conferma, a firma dell’assessore regionale Manuela Lanzarin è arrivata ieri sul tavolo del sindaco di Belluno e presidente del Comitato dei sindaci del Distretto di Belluno dell’Ulss1 Dolomiti, Jacopo Massaro: «Lo scorso 14 marzo – ricorda Massaro – abbiamo scritto alla Regione Veneto chiedendo rassicurazioni circa il futuro del finanziamento del fondo, che viene calcolato in base alla popolazione residente. Abbiamo fatto presente che nel Bellunese il calo demografico è ormai strutturale, e quest’anno abbiamo perso anche gli oltre 1300 residenti di Sappada: con i criteri adottati finora, la situazione sarebbe diventata insostenibile».
La lettera era stata inviata dal primo cittadino dopo un confronto congiunto tra gli esecutivi delle ex Conferenze dei sindaci dei distretti di Belluno e di Feltre; la risposta, arrivata ieri da Venezia e riportata da Massaro durante la riunione del Comitato dei sindaci del Distretto di Belluno riunitasi a Palazzo Rosso, su questo fronte tranquillizza: «L’assessore Lanzarin – spiega ancora il sindaco– sottolinea come lo scorso anno il fondo sia stato implementato rispetto agli anni precedenti, e conferma che per il 2018 il trasferimento resterà invariato, indipendentemente dal calo della popolazione».

Nel 2017, il fondo complessivo era stato di 1.327.000 euro, di cui 884.537 per l’ex Ulss 1 Belluno e 442.462 per l’ex Ulss 2 Feltre.
«Quello arrivato dalla Regione è un buon segnale per i servizi del nostro territorio; – conclude Massaro – ora non ci resta che confidare che, in nome della tanto invocata autonomia del Veneto e delle forti richieste autonomistiche della provincia di Belluno, la Regione riconosca concretamente la specificità dell’area montana anche nella gestione della sanità, con l’applicazione delle leggi già esistenti, sostenendo e potenziando le strutture e le professionalità che vi operano»

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