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Elettrodotto in Valbelluna. Comitati civici: inutili rassicurazioni di Terna, non è cambiato nulla. Bisogna togliere i tralicci da scuole, asili, case, montagne e colline

I Comitati civici della Valbelluna non credono alle rassicurazioni di Terna: “Se non è zuppa è pan bagnato. Quasi dieci anni di concertazione, in cui Terna ha detto di tutto e il contrario di tutto, con i dottori Stefano Lorenzini, Adel Motawi e ora pure con Stefano Conti a illustrare il progetto Media Valle del Piave, decine di comunicati stampa studiati dai migliori professionisti della comunicazione, centinaia di incontri e sopralluoghi. Ma in sostanza cosa è cambiato?

Nulla!

Chi se ne frega del piano di sviluppo del 2018 che toglie il 380 kV, è solo un pezzo di carta che si può cambiare come e quando si vuole. Ma i tralicci, i cavi, le stazioni di trasformazione, tutto… sono sempre le stesse cose del 2009, anzi se ne sono aggiunte (vedi la stazione ad Auronzo di Cadore nel progetto di riassetto rete alto Bellunese).

Non hanno cambiato di un solo centimetro il progetto definito dal ministero Beni e attività culturali e turismo “Inaccettabile”. Progetto che, va ricordato, era stato bocciato dal consiglio comunale di Belluno, perché l’addendum C al Protocollo d’Intesa ha ottenuto la maggioranza di voti contrari.
E’ vero che il Ministero dell’Ambiente ha autorizzato l’opera, non ha mai bocciato o contestato un progetto di Terna da quando esiste questa società. Visti i due pareri contrastanti dei Ministeri da procedura si è espressa la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con una delibera che lascia esterrefatti. Ma per fortuna i governi cambiano, invece i tralicci rimangono. Gli ultimi sono qui da più di sessant’anni.

Era difficile seguire il corridoio dell’autostrada A27 invece di distruggere la Valbelluna? Era impossibile interrare con la tecnica dello spingi tubo sul fiume Piave? Invece che incaponirsi con pareri Enac e perdita di anni per realizzare un’opera necessaria per il territorio? Chi lo sa cosa ne pensano gli azionisti di tutto questo tempo perso?

Evidentemente la commissione Via nazionale non potrebbe mai accettare un progetto che sfrutti l’autostrada, come del resto si è scelto di fare in Piemonte, o la ferrovia, come si pensa di fare per l’interconnessione Italia-Austria via Brennero. E’ più logico lasciare tutto lungo zone urbanizzate, facendo litigare fra di loro le popolazioni locali tanto noi “semo a Roma”.
E adesso – conclude la nota dei Comitati civici delle Valbelluna –  manco il 380 kV ci vogliono più dare: siamo sempre i soliti bellunesi sfortunati. Non è con il cancellare pianificazioni future, con rassicurazioni verbali o sbandierati proclami che si risolvono i problemi: bisogna togliere i tralicci dalle nostre scuole, dai nostri asili, dalle nostre case e dalle nostre montagne e colline, e di tutto questo nel progetto Media Valle del Piave non si vede nulla. Noi sempliciotti montanari siamo molto più vicini alla pratica che alla grammatica, non ci facciamo prendere in giro e andiamo avanti con i ricorsi a 132, 220 e 360 gradi.

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