Thursday, 19 July 2018 - 04:04

Dalla Cina il Sistema di credito sociale che misura la reputazione del cittadino

Apr 3rd, 2018 | By | Category: Prima Pagina, Società, Istituzioni

La Cina, a partire dal 2020, dopo una ventina di sperimentazioni locali, regionali e aziendali, userà i suoi Big Data per istituire un Sistema di Credito Sociale.

Lo scrive oggi il quotidiano on line ildolomiti.it di Trento che riprende l’analisi dal blog di Stefano Fait

I suoi cittadini saranno dunque iscritti in un vasto archivio nazionale che, tramite degli algoritmi, raccoglierà e interconnetterà informazioni relative ai rapporti tra i cittadini e tra i cittadini e lo stato, comprese le violazioni del traffico e il pagamento delle bollette, distillandole in un unico numero che classifichi ciascun cittadino.

Questo sistema è inteso a valutare l’attendibilità, affidabilità e integrità di ciascun cittadino in un’economia e società che stanno transitando dal denaro ai dati come loro architrave e in cui le aziende tecnologiche sono sempre più coinvolte nel settore finanziario e nelle interazioni tra i cittadini in generale.

Il sistema coi migliori “big data”, usati meglio, è quello destinato a vincere nell’economia del futuro e la Cina ha deciso di rivoluzionare il contratto sociale che lega i cittadini tra loro e allo stato.

PREGIUDIZI OCCIDENTALI

Una generosa dose di ipocrisia ha accompagnato le reazioni dei commentatori occidentali, i quali, interpretando questa iniziativa come un tentativo di dare un valore all’essere umano e dominarlo integralmente invece che come lo sforzo di convincere i cittadini a riacquistare il senso dell’onore e della reputazione, si sono evidentemente dimenticati di quanto siano stratificate e segregate le nostre società, sulla base per lo più di criteri molto più discutibili di quelli del civismo (es. censo, tipologia di consumi, tasso di celebrità) o comunque per certi versi sopravvalutati (es. titoli di studio) e per mano di entità per nulla trasparenti e neutrali (es. agenzie di rating).

Al momento attuale tutti noi siamo segretamente valutati e classificati da aziende private che vendono le nostre informazioni ad altre società private (o partiti) e le condividono segretamente con agenzie governative senza il nostro permesso, facendoci magari pagare l’accesso alle nostre informazioni e senza sentire alcun dovere di reciprocità.

Inoltre ci valutiamo a vicenda su eBay, Amazon, Blablacar, Uber, Airbnb, booking.com, Tripadvisor, sulle reti sociali, nei forum dei quotidiani, a scuola e nelle università, al momento del voto, ecc.

UN PIÙ AMPIO E INTEGRALE CONCETTO DI SICUREZZA

Come libero professionista, investitore, imprenditore troverei estremamente conveniente sapere che ho a che fare con potenziali collaboratori, partner, associati, controparti e clienti degni della mia fiducia.

Come cittadino mi piacerebbe avere a disposizione criteri più stringenti e tangibili per valutare un candidato a governare la mia comunità, a ottenere un permesso di soggiorno o un alloggio comunale.

Vorrei anche capire di chi fidarmi per lo sviluppo di un sito web professionale, negli acquisti online, per una costosa riparazione domestica. Con il passaparola e i cugini di amici le delusioni non si contano.

Come detto dal 2020, in tutta la Cina, se sarai una persona che investe tempo, denaro ed energie nella sua comunità e che si dimostra coscienziosa (paga i debiti entro le scadenze, guida responsabilmente, restituisce beni raccolti per strada, rispetta i dipendenti, l’ambiente, le altrui proprietà, paga le tasse, ecc.) non sarai costretta a effettuare depositi cauzionali, il visto per recarti in certi paesi sarà una formalità, salterai le file all’aeroporto, riceverai punti aggiuntivi nelle varie graduatorie (offerte d’impiego, welfare, appalti, prestiti, promozioni, liste d’attesa, accesso alle migliori università, borse di studio, ecc.), pagherai acconti più ridotti, otterrai sconti, facilitazioni, defiscalizzazioni, sussidi, ecc.

Diversamente, se evadi o eludi il fisco, commetti atti di vandalismo, guidi in stato di ubriachezza, inquini l’ambiente, imbrogli a un esame, sei violento, rovini la reputazione di un’azienda ingannando la clientela, ecc. non potrai prenotare voli e treni a alta velocità, in certi casi rischierai la confisca del passaporto, sarai penalizzato nelle graduatorie e in tutto il resto.

La logica è che se ti puoi permettere certi viaggi puoi anche permetterti di saldare i debiti. Se invece fai il furbo non puoi essere trattato allo stesso modo di chi rispetta le regole.

Se la tua azienda osserverà le norme di tutela dei consumatori, dei lavoratori e dell’ambiente, sarà premiata con contratti, prestiti e investimenti. Se invece le violerà rischierà di non poter emettere obbligazioni societarie o addirittura di uscire dal mercato.

Potrai redimerti (in varia misura) con lavori socialmente utili, beneficenza e volontariato, realizzando un’infrastruttura o un servizio per la comunità e tornando a comportarti come si deve.

LA REPUTAZIONE RIMUOVE I CRITERI DELLA RAZZA, CULTURA E CENSO

Questo sistema non si limita a classificare i cittadini comuni.

Estende la valutazione a tutti, dai dipartimenti governativi e rispettivi dipendenti pubblici (alla fine del 2017, già oltre 1000 funzionari pubblici erano stati inseriti in una lista nera), ai poliziotti, alle multinazionali, ai magistrati della Corte Suprema, ai politici: ciascuno riceve un suo rating non sulla base di orientamenti sessuali, fede religiosa, colore della pelle, lingua materna, lignaggio, ecc. bensì in relazione alla qualità delle proprie interazioni con il prossimo.

Il tuo quoziente di credito sociale diventa l’unica vera misura fondamentale e universale per creare quel rapporto fiduciario che sottostà al contratto sociale di una qualunque comunità e organizzazione e che resta la norma solo nelle aree rurali, dove tutti conoscono tutti, ma non certo in quelle urbane, dove si ha quasi sempre a che fare con degli sconosciuti.

Che tu sia un panettiere o un amministratore delegato il punteggio aumenterà e diminuirà allo stesso modo, perché saranno algoritmi, non esseri umani, a calcolarli. Il governo e le aziende potranno controllare il tuo punteggio, ma tutti potranno vedere se un’azienda ricorre ai paradisi fiscali, se un politico è eleggibile, se un’azienda discrimina, se un candidato a un colloquio di lavoro è promettente.

Inoltre, terminato il proibizionismo della privacy, il valore di certe informazioni crollerà e così la speculazione da parte di chi controlla le varie reti sociali e siti di vendita.

LA RIVOLUZIONE DELLA TRASPARENZA

A chi piace la segretezza? A organizzazioni criminali, politici corrotti, speculatori, industrie che intendono azzerare o ignorare norme a tutela della salute e della protezione dell’ambiente, a gruppi terroristici, alle dittature, ai servizi segreti deviati.

L’intelligenza collettiva di una comunità come supporto decisionale strategico è amputata quando le informazioni non circolano liberamente perché le decisioni non sono più fondate su valutazioni obiettive della realtà e non portano più a esiti win win, in cui non c’è una parte che vince e tutti gli altri debbono per forza perdere.

Naturalmente l’obiettivo di tutti dovrebbe essere quello di monitorare il buon funzionamento del sistema, reclamando il rispetto della sfera strettamente privata (credenze, inclinazioni, ecc. che non danneggiano il prossimo) trasparenza e la possibilità di ricorrere in appello celermente, per mezzo di un arbitrato.

CREDITI SOCIALI IN TRENTINO?

Se ti comporti lealmente verso gli altri membri della tua comunità la vita diventerà più facile, se sgarri le cose si complicheranno. È una sorta di karma istantaneo digitalizzato che incentiva a rispettare le regole e punisce i “furbetti”.

Per la prima volta i bulli non potranno approfittarne e gli onesti non dovranno più domandarsi: “ma chi me lo fa fare?”.

Il Trentino, se vuole dimostrare la sua specialità, dovrebbe rilanciare sulla questione dell’autonomia, legandola indissolubilmente a quella della trasparenza e dell’affidabilità. Cominciamo a parlare di autonomia e sovranità di chi ha il coraggio di dire la verità, o almeno non mentire, perché ha capito che ingannare se stesso e gli altri significa patologizzare progressivamente i propri meccanismi percettivi che ci aiutano a orientarci nel mondo e che determinano ciò che vediamo, come agiamo e come reagiamo. Se menti la realtà ti ricambia mentendo a sua volta e non potranno che accaderti disgrazie, a te e alla tua comunità.

Se il Trentino desidera diventare un modello, un esempio per gli altri, faccia parlare i fatti invece di fare la vittima (tutti sono capacissimi di fare le vittime). Lasciar parlare i fatti vuol dire fare prima di tutto pulizia in casa propria invece di vivere una pseudo realtà in cui “qui certe cose non accadono” per poi andare incontro a un brusco risveglio.

Fortunatamente non siamo rimasti con le mani in mano: il Piano Triennale per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza 2018/2020 della giunta comunale di Trento prevede la tutela delle gole profonde che denunciano a fin di bene le magagne nell’amministrazione pubblica e anche attività di sensibilizzazione dei cittadini durante le “giornate per la trasparenza”.

Auguriamoci che sia il primo passo verso un’autonomia futura intesa come una diffusa disposizione amorevole nei confronti della verità e della trasparenza.

In conclusione, si può immaginare un sistema di crediti sociali adattato alla tradizione democratica libertaria occidentale, magari declinato nel senso di una specifica sensibilità ecologica e comunitario-autonomista che renda giustizia alla tradizione locale. Potrebbe essere un buon tema di confronto nel corso della campagna elettorale per le provinciali, con il valore aggiunto del suo essere potenzialmente trasversale alla destra e alla sinistra.

di Stefano Fait
Anticipatore sociale, analista di macrotendenze consulente strategico

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