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domenica, Luglio 12, 2020
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Perché vogliono fare le Olimpiadi invernali 2026 dove non ci sono le montagne? Pozza: “Cortina ha le montagne patrimonio dell’Unesco. Belluno è prima città italiana per qualità della vita”

Mario Pozza

«Ribadisco: il territorio è forte ma ormai insofferente di non essere ascoltato. L’Alta velocità è indietro, non c’è banda larga, non c’è una struttura stradale che faciliti gli scambi commerciali e turistici, la montagna ha bisogno di attenzioni per la specificità che la caratterizza. La candidatura italiana alle Olimpiadi invernali 2026 è un chiaro segnale di attenzione per garantire la coesione sociale che noi Istituzioni sentiamo vacillare. E’ ora dunque di rispondere alla virtuosità con una risposta da parte di tutto il sistema Paese».

E’ il commento del presidente di Unioncamere del Veneto e vicepresidente di Unioncamere Nazionale Mario Pozza, che ha condiviso con il Governatore del Veneto Luca Zaia l’occasione di dare una risposta allo spopolamento sempre più preoccupante della montagna che rischia così il proprio futuro e la perdita di tradizioni e cultura millenaria di cui invece le Regioni vicine, a statuto speciale, rendono elementi essenziali per l’attrattività economica e turistica.

«Siamo stanchi – ribadisce il Presidente Pozza -. E’ da troppo tempo che questi territori non vedono eventi a livello internazionale. C’è un motivo preciso? Siamo stati i primi in Italia ad unificare le Camere di Commercio come indicato dal Governo, perché non deve essere riconosciuta la dedizione al cittadino, perché non deve essere confermato un luogo che l’Unesco ha riconosciuto?».

«Cortina non può essere considerato un luogo di villeggiatura per pochi, così si distrugge ciò che è bello.

Nei mei incontri con gli imprenditori vivo lo spirito di intraprendenza imprenditoriale che caratterizza la zona pur non avendo nulla, neppure le connessioni internet per fare impresa».

«Chiedo fermamente al CONI – conclude il presidente – di valutare con coscienza questa nostra ferma richiesta che viene da un mondo istituzionale unito, da una collaborazione già messa in campo tra pubblico e privato di cui il Paese va già orgoglioso e che ora, con la candidatura alle Olimpiadi invernali 2026, potrà mostrare al mondo».

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