Thursday, 15 November 2018 - 22:50

D’Incà (M5S): “Lo spopolamento è l’eutanasia della montagna bellunese”

Mar 16th, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Federico D’Incà, deputato

Lo spopolamento è l’eutanasia del territorio bellunese. A dirlo è Federico D’Incà, parlamentare del Movimento 5 Stelle, che interviene sul problema demografico della montagna bellunese: “Lo spopolamento è il più grave problema da affrontare nei prossimi anni dal punto di vista politico per non perdere completamente la cultura, la storia e le tradizioni millenarie delle nostre vallate – dichiara D’Incà – Abbiamo il dovere morale di concentrarci sul problema demografico anche perché vi sono delle zone, come l’Alto Adige, che sono simili al bellunese e che hanno invece un andamento demografico tra i migliori del nostro Paese”.

Per questo motivo, secondo il parlamentare del Movimento 5 Stelle, “occorre istituire con legge nazionale un grande laboratorio per capire le problematiche delle aree interne e di confine, partendo proprio dalla realtà della montagna bellunese che è una delle aeree che maggiormente ha sofferto la vicinanza di province e regioni autonome”.

“Il tema demografico deve essere affrontato di pari passo con la problematica del lavoro – dichiara il deputato del Movimento 5 Stelle – Potremmo pensare, visto che vi è una mancanza anche nel reparto manifatturiero di persone che possano lavorare per le nostre aziende, che tipo di defiscalizzazione utilizzare per far sì che le persone possano rimanere a vivere nel bellunese e in quale maniera possiamo richiamare e invitarne altre a trasferirsi nelle nostre vallate”.

“Credo che la possibilità di poter contattare fin da subito le centinaia di migliaia di nostri concittadini di seconda, terza e quarta generazione, figli di emigrati che sono partiti dal bellunese per cercare fortuna e nuove possibilità di vita in Sud America, Canada e in altri Paesi – ricorda D’Incà – sia un’opportunità per poter rivitalizzare un territorio. In questo modo possiamo cercare persone che hanno una cultura storica, un linguaggio e un ricordo simile al nostro e quindi possono riavvicinarsi senza particolari traumi al territorio bellunese. Questa è una delle opportunità storiche con cui possiamo riallacciare rapporti e portare nuovi cittadini a vivere nelle nostre vallate”.

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