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Fondi europei. Dario Bond e Dario Scopel: “Italia a due velocità, serve l’autonomia subito”

Dario Bond

Dario Scopel

“C’è un’Italia che viaggia a due velocità nell’utilizzo dei fondi europei, il Veneto e il Bellunese hanno bisogno subito di autonomia per non farsi frenare ancora”: il deputato di Forza Italia Dario Bond e il sindaco di Seren del Grappa Dario Scopel analizzano in questa maniera i dati pubblicati da Il Sole 24 Ore.
“Ancora una volta, come Italia siamo fanalino di coda per l’uso dei fondi che vengono messi a disposizione dall’Europa per sviluppare infrastrutture, investimenti pubblici e privati. Questo deve far ripensare a come i soldi vengono distribuiti all’interno del territorio nazionale”, attacca Scopel, che è anche referente veneto dell’Associazione Nazionale Piccoli Comuni Italiani.
“Il Mezzogiorno è in perenne ritardo nell’utilizzo delle risorse, che addirittura spesso vanno perse. Credo sia giusto colmare il gap infrastrutturale all’intero del territorio nazionale, ma se i fondi destinati non vengono spesi, allora serve un cambio di mentalità, perché non siamo nelle condizioni di perdere tempo e miliardi di euro. Serve premiare con maggiori fondi le aree virtuose per far ripartire l’economia”, continua Scopel.
Qualche dato: per il Fesr (Fondo Europeo Sviluppo Regionale), la spesa in Italia nel 2017 si è fermata al 4,6%; peggio ha fatto solo la Slovenia (1,6%), mentre (tra i maggiori beneficiari) il Portogallo è al 21%, la Francia al 10,7%, la Germania al 14,1%, la Grecia al 13%, la Polonia al 9,6%. “Ma non è certo colpa del Veneto” sottolinea Scopel “che proprio per il FESR vede sui 288 milioni previsti nella programmazione 2014/2020 (162 milioni per le imprese e 126 per le amministrazioni pubbliche) una percentuale di risorse già assegnate pari al 56%”.
Per il Piano di Sviluppo Rurale Veneto, al 31 dicembre scorso la spesa liquidata era pari a 341,5 milioni di euro; in termini percentuali, la spesa liquidata dal PSR Veneto rispetto a quella programmata è pari al 29,1%, il secondo miglior dato in Italia dopo la Provincia di Bolzano, una percentuale che corrisponde ad oltre il doppio della media nazionale, che si è attestata al 13,4%.
Scopel cita poi il caso del suo comune, Seren del Grappa: “Guido un piccolo comune di montagna, che non gode di risorse straordinarie derivanti da centraline idroelttriche o da fondi di confine, con tutte le difficoltà create dalla spending review e dalle continue modifiche della normativa su lavori pubblici e appalti. Nonostante tutto, siamo riusciti ad intercettare e spendere nell’arco di questi 4 anni risorse da fondi nazionali, regionali, statali e comunitari per un importo di circa 1.800.000 euro, suddivisi in 9 interventi, e molti altri progetti sono già predisposti al fine di esser presentati in occasione dei prossimi bandi”.
“Fa infuriare e, allo stesso tempo, indignare vedere miliardi di euro fermi, in attesa di chissà che cosa”, commenta Bond. “Ci sono intere aree del Paese pronte a spenderli per aprire cantieri e creare occupazione ed economia, invece si trovano costrette al palo. Lo diciamo da sempre: al Veneto, al Bellunese, serve l’autonomia, per migliorare ancora i risultati sul nostro territorio e per liberarci dei freni che stanno bloccando la locomotiva economica del Nord Est”.

 

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