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sabato, Maggio 30, 2020
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Cortinametraggio: Giovanni Battista Origo di nuovo tra i finalisti con Gong!

Dopo gli importanti premi ottenuti nell’edizione 2017 del Cortinametraggio per La notte del professore (per Miglior regia, Miglior regia – giuria CSC, Miglior corto – giuria pubblico e Miglior attore a Riccardo De Filippis), Giovanni Battista Origo è di nuovo tra i finalisti degli Oscar italiani dei corti – in programma a Cortina d’Ampezzo dal 19 al 25 marzo – con Gong!.

Il suo lavoro racconta la storia di Luigi ed Elsa, coppia di sessantenni della borghesia romana colta, istruiti e costantemente presenti agli eventi più mondani. Una sera Elsa, rientrando a casa, propone al marito di andare a uno spettacolo teatrale d’avanguardia che sta per iniziare, ma riceve come risposta un categorico rifiuto. Ne nasce una discussione dai toni surreali, che sgretola a poco a poco le fragili basi di un’esistenza fatta di chiacchiere vuote e che finisce per incentrarsi sulle ambizioni del loro unico figlio, da tutti soprannominato Jimmy. Peccato però che non riescano a ricordare il suo vero nome.
Dopo il film corale In bici senza sella e i cortometraggi La notte del professore e La Premiata Compagnia Mastrosimone (attualmente in distribuzione), il giovane regista Origo torna dietro la macchina da presa firmando un’ironica critica a una certa classe sociale condita da un umorismo a tratti paradossale. Il suo corto Gong!, girato in bianco e nero interamente in piano-sequenza, può contare sulla forza di tre interpreti eccezionali come Antonio Catania, Benedetta Buccellato e Marco Bonadei, che danno vita a questa “allegra” famigliola.
«Gong! parla di una coppia di radical chic che, con ogni probabilità, avrà fatto anche il ’68, ma ora si ritrova sconfitta dall’ottusità di un sistema che le ha fatto perdere la propria identità – afferma il regista Origo, autore anche della sceneggiatura – Si tratta di individui che non si possono più definire rappresentanti di un certo periodo storico e che adesso sono svuotati anche come persone, tanto che non sanno neanche più come si chiama il loro figlio. Luigi ed Elsa ora sono capaci solo di parlare: parlano parlano ma in realtà non dicono mai niente, diventando in questo modo sempre meno intelligenti».
L’ispirazione per un lavoro del genere è arrivata da Karl Valentin, l’attore cabarettista che, nella prima metà del Novecento, criticava con intelligenza e graffiante ironia l’assetto della piccola e media borghesia di allora, colpendo attraverso la sua arte i paradossi di certe dinamiche sociali.
«Per questo corto ho deciso di giocare con il piano-sequenza, un esercizio di stile molto complesso che dà però unicità al lavoro – continua il regista – Sono stato fortunato perché ho potuto lavorare con degli attori capaci di sostenere uno sforzo del genere, muovendosi con naturalezza in uno spazio assolutamente diegetico e dando così vita a una sorta di flusso di coscienza, fatto di tante parole che alla fine però non portano a nulla. Non ci vedo niente di psicanalitico perché è tutto lì in superficie, inutilmente diretto».
Il corto, selezionato tra i lavori finalisti del Festival Cortinametraggio 2018, è prodotto da Amaro Produzioni in collaborazione con Raya Visual Art.

Link al trailer: https://vimeo.com/253652619

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