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Bellunese zona franca. Dario Bond riprende l’idea di Bampo: “Il nuovo governo e l’Europa si impegnino a sostenere il progetto”

Feb 26th, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

“Contro la concorrenza dei paesi esteri limitrofi, è necessario istituite in alcune aree della provincia di Belluno delle aree franche per sostenere l’economia locale”: ad affermarlo, è il candidato per Forza Italia alla Camera, Dario Bond.

Il copyright di “Belluno zona franca” per accedere ad incentivi, agevolazioni fiscali e previdenziali, tuttavia, va riconosciuto all’onorevole Paolo Bampo. E lui, infatti, l’autore della proposta di legge n.3889 “Istituzione di una zona franca nella Provincia di Belluno” presentata il 16 febbraio 1996 alla Camera dei deputati .

L’idea venne ripresa poi dal Senatore Vaccari, e successivamente dal consigliere regionale Franco Gidoni  con la proposta al Parlamento di aggiungere le due province di Belluno e Sondrio all’interno della legislazione già esistente in materia (DPR n. 43/1973 e DPR n. 633/1972). Anche il Movimento Bard (Belluno autonoma Regione Dolomiti) sostenne l’idea nel giugno 2016 benché considerata populista dal Partito democratico.

Oggi è il candidato di Forza Italia Dario Bond a tornare alla carica.  “Nei giorni scorsi, ho avuto un proficuo ed importante incontro con l’ex Ministro all’Economia, Giulio Tremonti”, spiega Bond, “e con lui ci siamo anche soffermati su una serie di problematiche legate al territorio Bellunese e all’economia del territorio. Ho posto la questione del riconoscimento di alcune aree della provincia di Belluno come aree franche”.

“Tremonti si è soffermato sull’importanza e sulle difficoltà di questo tipo di provvedimenti, necessari per la nostre terre”, continua il candidato forzista, “ e ha sottolineato come sia necessario un riconoscimento da parte dell’Europa perché questo provvedimento diventa una sorta di “deroga” alla concorrenza rispetto altre aree”

“Il mio obiettivo” conclude Bond “è quello di cercare di spingere per questo riconoscimento, con un’azione di lobby tra il Parlamento italiano e il Parlamento Europeo, cercando anche di sensibilizzare gli europarlamentari ed anche i prossimi neoeletti parlamentari italiani, perché si possono creare i presupposti per il via libera. Ci sono situazioni molto particolari, penso alla concorrenza dell’Austria nelle zone di Cortina o del Comelico. Queste aree devono avere questo riconoscimento importante che avrà ricaduta importanti dal punto di vista economico e sociale”.

 

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One comment
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  1. Non bastano più le regioni a statuto speciale. Ora abbiamo pure gli stati esteri.