Sunday, 16 December 2018 - 05:25

Antidemocratico, opaco, opportunistico, autoreferenziale. Ecco il nuovo partito 5 Stelle di Di Maio secondo i fuoriusciti bellunesi

Feb 24th, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Stefano Messinese

Il deputato D’Incà, come dimostra la sua campagna elettorale (vedi Corriere Alpi 23/2), è la perfetta incarnazione dell’involuzione del Movimento 5 Stelle a favore del nuovo PDM (Partito Di Maio), un partito antidemocratico, opaco, politicamente opportunistico e autoreferenziale.

Lo sostengono i sette ex 5 Stelle del gruppo di Belluno, Faustini, Masoch, Mellere, Messinese, Salvioni, Tessarolo, Tezza.

Antidemocratico, in quanto le sbandierate “parlamentarie”, i cui dati tra le altre nessuno ha potuto verificare, sono state un vero bluff. Infatti, che senso ha far votare in rete per poi “epurare” a giudizio insindacabile del capo.

Opaco perché si mettono in croce, al di là dell’indubbio valore simbolico della scorrettezza, i parlamentari sia che abbiano truccato o sbagliato “le restituzioni”, ma niente si dice sui massoni e gli indagati, i “supercompetenti” prescelti da Di Maio.

Politicamente opportunistico, considerato che i punti programmatici vengono declinati e adattati alla bisogna ad uso e consumo dell’auditorio di turno; se è funzionale si richiama il PGM costruito e votato in rete, ma poi quello che fa testo e quello depositato (vedi sito Ministero degli Interni) di 20 punti che in buona parte lo smentisce e dove,comunque, non vi è traccia di politiche per la montagna e/o per qualsivoglia forma di autonomia, come del resto conferma Paragone in una intervista (Messaggero Veneto 23/2).

Autoreferenziale perché, ormai, il partito e tutte le decisioni sono appannaggio di pochi “capi bastone”, modalità che tanto piace a D’Incà che da sempre ha cercato di applicarla alla realtà locale. Risultato: nel bellunese come in tante altre località, vedi le tante denuncie e abbandoni che in questi giorni stanno fioccando, il M5S è in via di estinzione.

Infine una domanda: ma perché, se è così convinto di aver lavorato tanto bene, non si è candidato all’uninominale ma si è garantito, a meno di una Caporetto, la poltroncina al proporzionale???

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