Wednesday, 21 August 2019 - 05:30
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Sanità. Il ministero sblocca 86 milioni per il Veneto. Luca Coletto: “Nessun regalo. Guadagnati con la virtuosità. Restituito l’1% trattenuto dal ministero ogni anno sul fondo sanitario nazionale”

Feb 22nd, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Sanità

Luca Coletto, assessore regionale

Venezia, 22 febbraio 2018  –  “La virtuosità della sanità veneta è stata riconosciuta oggi anche dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ci ha sbloccato 86 milioni di euro perché il Veneto è stato una delle pochissime Regioni a rispettare due parametri fondamentali della buona amministrazione, come l’equilibrio di bilancio e il rispetto dell’applicazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, la cosiddetta ‘griglia Lea’”.

Lo fa notare Luca Coletto, assessore alla Sanità della Regione del Veneto, in relazione alla notizia che Il Mef ha “sbloccato” complessivamente 360 milioni di euro di finanziamento al Fondo Sanitario Nazionale, ripartendoli tra quattro Regioni, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Marche, e assegnandone 86 al Veneto.

“Ma nessuno ci ha regalato niente – precisa l’assessore – perché si tratta di somme che derivano dalla trattenuta dell’1% che il Ministero fa alle Regioni nell’ambito del riparto del Fondo Sanitario Nazionale e che, di fatto, vengono restituiti l’anno successivo a quelle che hanno rispettato i parametri di virtuosità. Ci è stata restituita una sorta di trattenuta che avevamo versato e ce la siamo meritata tutta”.

“Sono anni – ricorda Coletto – che chiudiamo i conti in attivo e che veniamo promossi a pieni voti per la capacità di erogare i Livelli Essenziali di Assistenza (in questo caso, primi assoluti nell’ultimo anno). Siamo ben contenti di aver ottenuto questi fondi che, in una fase di tagli come quella che stiamo vivendo, sono grasso che cola, però non vorrei che passasse il concetto che qualcuno a Roma ci ha regalato qualcosa”.

“Come sempre – conclude l’assessore – useremo al meglio questi soldi, perché ci aspetta un futuro non facile, a cominciare dagli oneri dei rinnovi contrattuali nazionali che, unici in Italia, non ricadono sulle casse dello Stato ma su quelle delle Regioni”.

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