Monday, 25 June 2018 - 15:41

Consumo del suolo: quale futuro per le costruzioni dalla legge regionale. Sabato a Longarone fiere il convegno della Cna

Feb 21st, 2018 | By | Category: Appuntamenti, Lavoro Economia Turismo, Pausa Caffè

 

CNA Veneto, Unioni Costruzioni e Installazione e impianti, con APPIA CNA Belluno propone una occasione di approfondimento e confronto sulle prospettive che la legge apre per il territorio e per le imprese del settore edile. L’appuntamento è a Longarone, sabato 24 febbraio (con avvio alle 11.30, a Longarone Fiere), nell’ambito di “Ri-costruire 3.0”, Salone dell’edilizia, risparmio energetico e sicurezza.

Interverranno Monica Pavan, Presidente CNA Costruzioni Veneto, Maurizio De Gennaro, Direttore UO Urbanistica della Regione, Francesco Marinelli, consulente scientifico Ecoaction, Franco Frison, Assessore all’urbanistica del Comune di Belluno, Paolo Perenzin, Sindaco di Feltre, Massino Sposato, Presidente Appia-CNA Belluno, Fabio Fiorot, responsabile CNA Costruzioni Veneto.

Tre metri quadrati al secondo. E’ quanto suolo è stato consumato tra novembre 2015 e maggio 2016, in Italia, per un totale di 5 mila ettari. Suolo prima destinato ad attività agricole o comunque non costruito. L’equivalente, per avere un paragone, di 200 mila nuove villette o di 2.500 chilometri di autostrada, da Venezia a Mosca.

Dal 2001 al 2009 in Veneto sono stati concessi permessi a costruire per 114,6 milioni di metri cubi di nuova edificazione e 12,4 per ampliamenti, con un aumento di 127 milioni di metri cubi, più del doppio del fabbisogno di abitazioni, calcolato in base l’aumento di popolazione nel periodo di 371 mila unità circa, che sarebbe stato di 44,6 milioni (ipotizzando 120 metri cubi per abitante), o di 55,7 milioni (15 metri cubi per abitante). Non è diversa la situazione per i capannoni produttivi, con 111 milioni di metri cubi di concessioni per nuovi fabbricati, sempre tra il 2001 e il 2009, periodo in cui l’occupazione si è ridotta del 6,4 % e la ricchezza prodotta dall’industria del 14,0 %.

Cifre da capogiro se poi vanno confrontate con gli alloggi sfitti in Regione che sono oltre 454 mila (dato 2011), senza parlare dei capannoni ormai svuotati dalla crisi economica.

Gli effetti di questa situazione sono pesantissimi: oltre 400 milioni di euro persi ogni anno nella produzione agricola a causa del consumo del suolo, oltre 1 milione e 200 mila tonnellate di carbonio perse, un aumento di 0,6 gradi centigradi della temperatura ogni 20 ettari cambiati su chilometro quadrato di superficie, quasi 750 mila tonnellate di sedimenti nei corpi idrici (2012-2016).

Per far fronte a questa situazione in Veneto è arrivata lo scorso anno una nuova legge regionale (14/2017) che, forse tardivamente, si pone l’obiettivo di mettere un limite al consumo di suolo, col traguardo di un incremento dell’occupazione netta di terreno pari a zero da raggiungere entro il 2050. In attuazione ad essa, la Giunta regionale ha recentemente approvato un provvedimento che stabilisce la quantità massima di consumo di suolo ammesso nel territorio regionale fino al 2050, per ambiti comunali o sovracomunali omogenei.

Questa normativa va a mutare profondamente la pianificazione urbanistica, territoriale ed edilizia del Veneto. Un nuovo paradigma che trova i suoi caposaldi nel contenimento del consumo e nella rigenerazione urbana, con importanti ricadute anche per l’economia ed in particolare per le imprese del settore costruzioni.

 

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