Friday, 22 June 2018 - 09:33

Commercio e montagna. La senatrice Bellot incontra l’Ascom: “Favorire l’accesso al credito, riconoscere il valore sociale dei presidi commerciali, voucher e fiscalità su misura, progettualità pluriennale”

Feb 19th, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Belluno, 19 febbraio 2018  –  “Il punto centrale resta sempre la scelta di lavorare per il territorio al di là dello schieramento del singolo. Il Bellunese deve riuscire a riconoscersi come identità unitaria, forte, coesa: dobbiamo imparare a difenderci e promuoverci come un unico marchio. C’è urgenza di una regia unitaria che metta in relazione i diversi comparti che concorrono alla ricchezza del territorio. Certo non un’impresa facile, ne sono cosciente, ma o si fa squadra o siamo destinati a perdere tutti. E a breve. Affermazione dura, ma è inutile nascondersi dietro ad un dito”.

Lo sostiene la senatrice uscente Raffaela Bellot (NCI), candidata alla Camera nel collegio plurinominale Belluno-Treviso, a seguito dell’incontro avvenuto questo pomeriggio con i vertici di Confcommercio-Ascom Belluno.

“Parlando di operatività a breve termine, le prime misure da adottare per cominciare a dare respiro al commercio, e con esso al turismo e alla qualità di vita di chi quotidianamente vive in montagna, a mio avviso sono:

– favorire l’accesso al credito: non si fa impresa senza capitali, questa affermazione è talmente ovvia che rischia di risultare banale, ma di fatto l’accesso al credito è una criticità forte;

– riconoscere il valore sociale dei presidi commerciali: parlo soprattutto delle piccole frazioni e delle zone alte. I territori hanno già subito una significativa depauperazione dei servizi (sanità, poste, servizi sociali, banche ecc..), il negozio di vicinato assume quindi simbolicamente anche il valore di ultima linea di difesa prima della definitiva scomparsa di ogni forma di servizio. Un aggregatore sociale, un luogo in cui essere comunità. Questo tipo di presidio non va solo incentivato, a mio avviso dovrebbe essere prevista una forma di remunerazione, che ne riconosca l’utilità sociale. Al di là del ruolo di esercizio commerciale.

– rimodulare voucher e fiscalità: la montagna ha dei costi di conduzione degli esercizi che sono propri e non possono competere con le logiche di grande scala. È necessario rimodulare in modo sartoriale l’imposizione fiscale, la nostra lotta per l’autonomia e la specificità deve obbligatoriamente ottenere risposte in questo senso. E lo strumento dei voucher è senza dubbio uno strumento essenziale per molte delle attività legate al turismo e alla stagionalità di richiesta che sono presenti in gran numero nella nostra provincia.

– avere capacità di progettualità pluriennale: è emersa chiara da questo incontro la comune coscienza che non è più possibile cercare soluzione dettate dall’urgenza “oggi per domani”. Bisogna avere un grande progetto comune, che guarda al futuro e pianificare in modo lungimirante i passi per raggiungerlo.

– avere dialogo reale e continuo tra le parti in causa: associazioni di categoria, amministratori locali, Provincia e Regione. Difficile, qualcuno dirà utopico, ma di nuovo>: o impariamo o moriamo.

La presenza di servizi di qualità è conditio sine qua non per arginare il fenomeno dello spopolamento e incrementare l’attrattività turistica del bellunese. Nessuno sceglie di andare in villeggiatura in un paese fantasma. Nessuno vuole vivere in un paese fantasma. Deve essere prioritario per tutti operare per fermare l’attuale agonia della nostra montagna.”

 

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