Tuesday, 19 June 2018 - 12:31

Mobilità, infrastrutture e collegamenti nel Bellunese secondo Enrico Bacchetti, candidato al Senato per Liberi e Uguali

Feb 18th, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

“Un tema centrale per le politiche del nostro territorio è certamente quello dei collegamenti. Reti materiali e immateriali che potrebbero consentire il rilancio anche ad una realtà periferica. Sia da un punto di vista geografico, sia purtroppo da un punto di vista politico, stante la scarsa attenzione che alla nostra provincia viene riservata dai governi nazionale e regionale”.

A sostenerlo è Enrico Bacchetti,  candidato alle elezioni politiche del 2018 per Liberi e Uguali, collegio uninominale al Senato, Belluno2

“Tuttavia – prosegue Bacchetti – va deciso quali devono essere non solo gli obiettivi immediati, che  mi pare siano chiari per tutti, ma anche i limiti entro cui muoversi. E qui ho l’impressione che la confusione e le prese di posizione strumentali e ideologiche siano prevalenti.
In merito al tema delle reti immateriali, ossia la rete internet e la banda larga, la posizione di Liberi e Uguali è netta e precisa: in un mercato globale qual è quello con cui il nostro presente deve fare i conti, è necessario realizzare il completamento del servizio per consentire alle nostre aziende e realtà economiche di collocarsi dentro i processi economici globali.
Ma il problema della nostra terra non è solo questo. Un aspetto decisivo nei prossimi anni sarà quello di garantire una viabilità migliore all’interno della provincia. Questa dovrà tener conto da un lato delle esigenze di trasporto delle merci, e dall’altro la mobilità delle persone, cittadini bellunesi o turisti. D’altra parte, chi si troverà a gestire questo processo non potrà permettersi di non considerare l’impatto che ciò può avere sulle comunità e sull’ambiente. In generale sarà opportuno pensare ad un sistema viario che miri a bypassare i centri abitati decongestionandoli dal traffico di merci e turisti, rendendo più snello l’attraversamento del nostro territorio. Ciò, però, non potrà avvenire senza un’adeguata verifica degli impatti ambientali, giacché, in un mondo del lavoro che va rapidamente evolvendo e che ci vedrà ben presto costretti a prendere delle decisioni sui nuovi indirizzi di sviluppo, è prevedibile che nella nostra terra possa avere un forte sviluppo il comparto del turismo legato sia alla natura che alla cultura.

Deturpando il nostro territorio, dunque, renderemmo un pessimo servizio alle nostre montagne e alle loro comunità. Ma al di là dei costi ambientali, vanno presi in considerazioni anche i costi economici: ad esempio lo sgangherato progetto della pedemontana che deve collegare Montebelluna a Spresiano è in questi giorni alla ribalta per la triplicazione dei costi previsti. Una mangiatoia per persone prive di scrupoli? Un’errata valutazione dei costi? Non saprei dire, tuttavia è evidente che quel progetto si rivelerà alla fine come un doppio costo, economico e ambientale.
È questo che vogliamo per la nostra terrà?

Personalmente ritengo che le opere viarie siano importanti ma che debbano tener sempre conto della qualità di vita della persone e dunque del rispetto del territorio in cui abitano. In questo senso, noi auspichiamo da una parte l’adeguamento del sistema stradale (ma, ripeto, nel rispetto dell’ambiente) e dall’altro il potenziamento della rete ferroviaria. Sarà necessario arrivare certamente all’elettrificazione delle linee, ma anche al loro ampliamento e soprattutto bisognerà incentivare il trasporto delle merci tramite rotaia.
Nel contempo, mi sembra assolutamente impraticabile e soprattutto non auspicabile l’idea del prolungamento autostradale, vecchio pallino di una parte politica che considera solo il primato dell’economia trascurando la qualità della vita.
Certo rispetto al passato la tecnologia potrebbe aiutarci a trovare soluzioni meno impattanti, d’altra parte sono dell’avviso che l’autostrada servirebbe solamente alla città da cui partirebbero le merci e alla città in cui arriverebbero, non portando alcun concreto beneficio al nostro territorio. Neppure il turismo ne riceverebbe significativi vantaggi. Una volta usciti dall’autostrada (che un solo percorso può fare), lasciati gli svincoli che ulteriore danno porterebbero al territorio, le auto dovrebbero comunque percorrere decine di chilometri sulle strade normali. A noi cose serve: che le persone arrivino velocemente alle uscite autostradali o che possano raggiungere rapidamente le loro mete in modo sicuro e senza eccessivi traumi per la qualità di vita degli abitanti?
Ripensare la viabilità, dunque – conclude Bacchetti –  significa valutare bene costi e benefici. Tra questi ultimi, per noi, c’è prima di tutto la qualità della vita delle persone e il rispetto dell’ambiente come risorsa primaria”.

 

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