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Macerata e lo scontro politico

Feb 11th, 2018 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

Due posizioni sulla medesima lunghezza d’onda, quelle di Gino Sperandio ed Enrico Bacchetti, pubblicate tra gli interventi riguardanti i fatti di Macerata. Due inni alla sinistra, all’antirazzismo, alla ricerca di una improbabile motivazione per giustificare il diritto a manifestare pubblicamente “contro” nella città protagonista involontaria delle cupe cronache recenti . Purtroppo, nei loro scritti, non abbiamo letto una sola parola pietosa o di rammarico (nè, men che mai, di condanna), che riportasse alla memoria lo scempio di una ragazza italiana barbaramente trucidata. Fu, infatti, quell’omicidio infame compiuto da un rappresentante del mondo dell’immigrazione selvaggia, all’origine dell’insano gesto compiuto dal Traini, da loro citato. Egli, colpevole ingiustificabile del dolore causato, come molti italiani esasperati vorrebbero erroneamente fare, ha purtroppo sfogato la propria comprensibile rabbia verso l’insensibilità governativa, contro il bersaglio sbagliato. Sperandio e Bacchetti, sono due persone intelligenti, due politici colti, due commentatori storici severi. Purtroppo in questo caso (ma forse non solo in questo), hanno, però, dimostrato di non essere imparziali ed equilibrati, ma di essere soprattutto soldatini (inconsapevoli?) di una economia politica afferente e referente di un Nuovo Ordine Mondiale che la sinistra colpevolmente solo finge di combattere. Da loro due, che da vicino hanno conosciuto la ferocia di quella parte politica, che oggi difendono a spada tratta, ci si poteva aspettare di più.

Paolo Bampo

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