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direttore responsabile Roberto De Nart

Competizione e trasformazione dell’occhialeria bellunese, polo mondiale. Ecco l’analisi di Cisl e Cgil

Feb 1st, 2018 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

Le organizzazioni sindacali Femca Cisl e Filctem Cgil della provincia di Belluno hanno avviato un percorso di condivisione sulla situazione delle fabbriche bellunesi dell’occhialeria, il maggior polo mondiale del prodotto, a seguito delle rilevanti trasformazioni che lo stanno interessando.

 

 

I DATI: UNA SITUAZIONE AMBIVALENTE

Secondo i report di Veneto Lavoro, con il 2017 ancora incompleto del quarto trimestre, il saldo delle posizioni lavorative dipendenti nei primi 9 mesi dell’anno passa da +965 del 2016 a +190 del 2017. Da gennaio a settembre 2016 le assunzioni erano state 2.605, che scendono a 2.490 nel 2017. Nello stesso periodo le cessazioni sono state 1.630 nel 2016, 2.300 nel 2017. Sappiamo che nella parte finale dell’anno ci sono state delle ulteriori assunzioni in Thelios, la nuova società LVMH Marcolin, ma stando ai primi nove mesi 2017 il mercato del lavoro è stato meno vivace dell’anno precedente.

La dinamica della Cassa Integrazione nei primi nove mesi del 2017, con 1.757.000 ore, è stata significativamente maggiore dello stesso periodo dell’anno precedente (circa 900.000), che, a sua volta era stato molto più consistente del 2015, anno in cui si era scesi sotto le 500.000.

Le esportazioni (dati CCIAA InfoCamere) nei primi nove mesi del 2017 raggiungono i 2,123 miliardi di euro, con un calo del 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2016 con 2,137 miliardi. Va tenuto presente, invece, che il settore delle macchine ottiche e della fotografia ha avuto un boom da 100 milioni a quasi 600 di export tra 2016 e 2017.

Quello che attestano questi dati è che a fronte di una sostanziale tenuta dei livelli di produzione c’è una consistente riduzione di ore lavorate in termini di CIG e una dinamica più ridotti di saldi tra assunzioni e cessazioni. Ciò significa che stiamo assistendo a una ulteriore ricerca di miglioramento nell’efficienza dei processi con riduzione di costi per le aziende.

UN MERCATO CHE SI ACCENDE E CAMBIA

Nel 2014 esce un’indagine di BNP Paribas secondo cui nei successivi 5 anni il mercato mondiale degli occhiali sarebbe cresciuto da 84 a 128 miliardi, di cui oltre il 35% nel settore griffe della moda. Dei cinque più grandi produttori mondiali, quattro sono bellunesi e il cambiamento dello scenario di mercato scatena a cascata molti cambiamenti importanti, che sembrano dominati dalla necessità di ridurre l’esposizione concorrenziale e di integrare i rapporti tra design, produzione, distribuzione e commercializzazione retail.
Tra i fatti da segnalare vi è certamente l’operazione del gigante francese del lusso Kering che controlla marchi importanti come Gucci, Yves Saint Laurent, Puma, Bottega Veneta, Alexander McQueen, Stella McCartney e Balenciaga che anticipa il recesso di alcune licenze scegliendo la produzione in house.
Nello stesso periodo Luxottica procede autonomamente a una riorganizzazione produttiva, impostata a ridosso di cambiamenti anche clamorosi nella governance aziendale. Il ritorno pienamente operativo di Leonardo Del Vecchio determina anche la recentissima ulteriore svolta, focalizzata sulla visione digitale dell’azienda e dei mercati. La forza del gruppo di Agordo è tale da determinare il cambiamento del mercato, l’inasprimento della competizione e la necessità di accorciare le catene di comando tra le linee di concezione del prodotto degli stilisti, la renderizzazione e prototipazione dei nuovi modelli, le prove dei materiali, l’industrializzazione in piccola serie, il lancio del marketing e gli eventi, la logistica e la gestione dei negozi con analisi da Big Data. Cruciale la sicurezza e la lotta alla contraffazione. Il secondo enorme cambiamento voluto da Del Vecchio è la fusione con i francesi di Essilor, leader mondiali nella produzione di lenti oftalmiche, con cui è stata costituita una società paritetica, con quotazione prima a Parigi, ora anche a Milano.
L’altro grande colosso del lusso d’oltralpe, LVMH non è stato a guardare, ma ha costituito con il 49% di Marcolin Thelios che nel nuovo stabilimento produrrà direttamente occhiali Celine. In sostanza, senza nulla togliere a De Rigo e alla stessa Safilo, il mercato si va polarizzando, a livello proprietario, su una linea italo-francese intorno a tre grandi potenze, che a livello produttivo sembrano tutte voler rafforzare strategicamente la presenza nel territorio provinciale.

UNA PIATTAFORMA UNITARIA PER LA GOVERNANCE DEL SETTORE

Se le previsioni di mercato sono di espansione, ma allo stesso tempo se nel territorio bellunese aumenta la concentrazione di grandi gruppi, si può legittimamente pensare che i processi di integrazione tra fasi del concepimento dei prodotti, prototipazione delle componenti artigianali, industrializzazione e produzione ridurranno il profilo terzista del territorio. Anche il ricorso all’artigianato, infatti, appare sempre meno legato alla subfornitura di capacità esecutiva nelle fasi di picco della domanda e sempre di più a componente creativa e flessibile nel programma di industrializzazione del nuovo prodotto. Le componenti manageriali verranno sempre più stressate da questa integrazione plurima tra concezione e prototipazione, produzione e distribuzione, commercializzazione e mercati.
Le integrazioni su scala globale avvengono con il ricorso alla digitalizzazione e richiedono fabbriche molto flessibili. Di conseguenza stiamo dentro un ciclo di forti e continue richieste di riorganizzazione e di reclutamento di competenze professionali qualificate soprattutto nell’ambito della governance digitale dei processi e di selezione delle componenti del prodotto.

Per questo Femca Cisl Belluno Treviso e Filctem Cgil intendono avviare un percorso con una piattaforma unificante di tutto il comparto con i seguenti obiettivi:
– Promuovere e sostenere ammortizzatori sociali e strumenti rafforzati di tutela per la componente più debole del lavoro nelle ristrutturazioni;
– Realizzare una piattaforma unitaria su salari, premi di produttività, mansionamenti e qualifiche delle componenti di valorizzazione dei risultati;
– Avviare un programma sulle infrastrutture “cognitive” per il polo industriale dell’occhialeria (formazione professionale, ricerca, alta formazione design e stile, informatica e gestionale, formazione continua e formazione finalizzata alla ricollocazione);
– Promuovere la creazione di un politecnico interamente dedicato al settore dell’occhialeria, che prepari gli studenti futuri lavoratori a diventare specialisti dell’occhiale acquisendo specifiche competenze
– Stilare un programma sulla governance territoriale di accompagnamento del processo di trasformazione del polo bellunese dell’occhiale

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