Wednesday, 21 November 2018 - 19:06

Quando a Belluno si producevano macchine fotografiche. La Kristall costruita a Mussoi dalla ditta Chinaglia Domenico

Gen 21st, 2018 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

Nasce nel 1949 ed era una imitazione della celebre Leica. Si chiamava Kristall la macchina fotografica bellunese, un gioiellino in acciaio inossidabile a obiettivi intercambiabili e attacchi a vite analoghi alla Leica. Era prodotta nello stabilimento Chinaglia di via Col di Lana a Mussoi, aperto nel 1940 e distrutto da un incendio il 14 aprile 1962, poi riaperto nel 1964 nella nuova sede alla Veneggia in via Tiziano Vecellio.
Il fondatore, Dino Chinaglia, aveva iniziato la sua attività alla fine degli anni ’30 con un laboratorio in piazza dei Martiri, vicino al Teatro comunale di Belluno, dove prima c’era l’ufficio turistico e poi la vecchia birreria San Marco con il circolo degli scacchi bellunese. Chinaglia produceva grammofoni a molla, una macchina fotografica a box, imitazione della Kodak camera a soffietto, con pellicola formato 6×9. E anche strumenti di misura elettrici, come voltmetri, amperometri e tester, che in seguito diventarono la produzione principale dell’azienda. Con la distruzione delle fabbriche in Germania, a seguito dei bombardamenti della II^ Guerra mondiale, la Leica cessò forzatamente la produzione, e anche i brevetti vennero dichiarati decaduti. Ecco allora che in questa fase di transizione sono molte le industrie italiane di settore a riempire il vuoto lasciato da Leica. Nel 1947 viene presentata la Condor delle Officine Galileo di Firenze. Nel 1948 c’è la Janua delle industrie genovesi San Giorgio “Fotografare a colori non è difficile con Janua” è lo slogan. Alla Fiera di Milano del 1947 viene presentata la Rectaflex, mentre a Roma si pubblicizza la Gamma. La Iso milanese propone la Lux, e da Pornenone c’è la Sonne del cav. Gatto. Tutte imitazioni in 35 mm. della Leica, con una serie di modifiche frutto della proverbiale creatività italiana.
A Belluno nel 1950 le Officine Chinaglia producono “La prima camera costruita in acciaio inossidabile”, come recita lo slogan pubblicitario nelle riviste degli anni ’50 della Kristall 2a, la cui vendita viene affidata in esclusiva al Cav. Guido Nonini di Milano, che la commercializza con il proprio marchio GNM. Il primo modello è la Kristall I cui seguono la 2a (mille esemplari), la 2s (300-400 esempleri), la 3s (250 esemplari), la R (300-400 esemplari) tutte in formato 24×36 su pellicola classica 35 mm.
Alla Fiera di Milano del 1953 viene presentata la Kristall 53 (500-600 esemplari) e la 3s II° tipo (300-400 esemplari) con obiettivi intercambiabili Steinar 50/3,5, Som Berthiot 50/2,8 e Schneider Xenon.
La distribuzione prosegue sempre tramite la ditta Cav. Guido Nonini di Milano, ma i due ultimi modelli di fotocamere non avevano il marchio GNM impresso sulla calotta. La collaborazione commerciale si interrompe nel 1954 e da quell’anno infatti la Kristall viene distribuita con marchio CD (Chinaglia Domenico).
Successivamente nasce l’accordo commerciale con la società Afiom di Pordenone, produttrice degli apparecchi Wega. Così si sviluppano due nuovi modelli della Kristall, che erano la copia della Wega, sempre in formato classico 24×36 mm tipo Leica con ottica intercambiabile priva però del telemetro.
La maggior parte della produzione della fotocamera Kristall viene esportata all’estero, soprattutto in Gran Bretagna. Dal 1955 infatti la Kristall 53 vanta tre canali ufficiali di distribuzione a Londra. E dal 1958, anche la Kristall ultimo modello senza telemetro sbarca in Gran Bretagna. Oggi, nel settore del collezionismo le Kristall sono ancora reperibili nei mercatini inglesi e nel grande emporio virtuale in internet eBay dove le loro quotazioni raggiungono gli 800 – 1000 euro.
Sempre nella metà degli anni 50 la Chinaglia produce la Kristall R, sempre simile alla Leica, con mirino-telemetro. C’è infine un modello economico, per il grande pubblico di appassionati di fotografia che stava avanzando. Era la Kristallette, a obiettivo fisso 45 mm. senza telemetro. La Chinaglia mantenne in catalogo i propri apparecchi fino ai primi anni ’60.

(rdn)

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