Monday, 22 October 2018 - 13:54

La Rai Tv parla delle Dolomiti senza citare la Provincia di Belluno. Vivaio: “Intervenga il presidente della Provincia”

Gen 18th, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Tre Cime di Lavaredo (foto Nicola Grandesso)

“L’Ansa per l’ennesima volta mette Cortina in provincia di Bolzano. L’assessore Mauro Gilmozzi torna alla carica per la chiusura dei Passi. La Rai considera le Dolomiti solo trentine e altoatesine. Ieri sera siamo rimasti sconcertati per la trasmissione della Rai sulle Dolomiti, con un conduttore stimato come Alberto Angela che non cita mai la provincia di Belluno, malgrado la maggior parte delle Dolomiti (e le più belle) ricadano all’interno dei suoi confini”.

Lo afferma in una nota l’Associazione Vivaio Dolomiti

“Chiediamo una presa di posizione al presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin e a tutte le istituzioni bellunesi – prosegue il comunicato – , affinché si facciano carico di difendere la dignità di questa terra, continuamente svilita e stavolta anche da una trasmissione della tv di stato, che ha preferito dare ampio spazio a territori quasi più legati all’Austria che all’Italia e già di per loro privilegiati”.

“Ricordiamo infine che l’unico capoluogo di Provincia dalla cui piazza si vedono le Dolomiti Patrimonio Unesco è quello di Belluno.
Ancora una volta la Fondazione Dolomiti Unesco, che viene ringraziata fra i titoli di coda del programma andato in onda sulla Rai, si rivela dannosa per la nostra terra, in quanto non promuove adeguatamente meraviglie bellunesi quali Pelmo, Civetta, Tofane, Tre Cime, 5 Torri, e ci fermiamo qui perché l’elenco sarebbe lunghissimo. Non può essere che la tutela Unesco serva solo per mettere un freno ad operazioni che porterebbero valore aggiunto al nostro territorio (vedi gli impianti di risalita in Comelico, contestati dagli ambientalisti proprio perché vicini a zone tutelate dall’Unesco), o per ventilare l’ennesima chiusura dei Passi, operazione che si è già dimostrata fallimentare lo scorso anno e della quale non si capisce l’utilità, visto che non si sono mai sforati i limiti di inquinamento. La storia insegna che il proibizionismo non ha mai portato a nulla di positivo”.

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