Wednesday, 21 November 2018 - 17:57

Nuovo M5S, NO grazie

Gen 17th, 2018 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina

Stefano Messinese – già candidato sindaco Movimento 5 Stelle Belluno

“Stiamo diventando adulti …… Stiamo passando la fase da bambino e stiamo diventando adulti con una nova società (?) …..” (cit. Grillo discorso fine anno 2017).
Ma se diventare adulti si sostanzia nel “Partito di Di Maio”, una profonda mutazione genetica che poco ha a che fare coll’originario M5S(*), che non rappresenta più la risposta ai tanti problemi degli italiani , potremo dire (parafrasando Paolo Rossi) :
“Era meglio morire da piccoli ………… che vedere ‘sto schifo da grandi”
Meglio “bambini” ingenui ma con l’entusiasmo, i sogni e la speranza di un futuro migliore, che questa omologazione che ha dato corpo ad un partitaccio ibrido, un velenoso mix di cdx e csx.
Per quanto mi riguarda non avvallerò e non sarò complice di questo “infanticidio”; ma questo non significa che me n’è starò buono e zitto, continuerò ad interessarmi e a fare politica che porterò avanti con lo spirito “originario”: contribuire alla costruzione di una vera alternativa.
Stefano Messinese

(*)Nel M5S2009 il “Non Statuto” affermava che “il MoVimento 5 stelle non è un partito politico, né si intende che lo diventi in futuro”; nella nuova associazione questa dicitura scompare e si ha uno Statuto,
di fatto si dichiara di essere un partito.
Nelle regole espresse dal “Non Statuto” del 2009 non era ammesso nessun organismo direttivo o capo politico, invece nello Statuto del 2017 ci sono organismi direttivi: garante, capo politico, comitato di garanzia, collegio dei probiviri e solo in ultimo l’assemblea.
Nel M5S del 2009 si dice apertamente, sempre nel “ Non Statuto”, che i cittadini hanno potere di indirizzo politico e ruolo di governo, nella nuova associazione l’assemblea può solo ratificare le decisioni del capo politico.
Rispetto al 2009 si perde anche il principio della democrazia diretta e partecipata, il regolamento del 2017 prevede solo decisioni imposte dall’alto: tutto deve passare al vaglio del capo politico, candidature comprese che, dopo essere state ammesse e aver passato il voto online, devono essere sottoposte alla sua successiva conferma.
La vecchia associazione del 2009 difendeva la costituzione, l’associazione del 2017 nega l’articolo 67, introducendo obblighi incostituzionali di sudditanza al Governo.
Il M5S del 2009 ha crocifisso i parlamentari dei partiti politici che versavano quote al partito, nello statuto del 2017 c’è l’obbligo di versare 300 € al mese per la piattaforma Rousseau (4 milioni e passa per legislatura).
Nel 2009 gli indagati non potevano candidarsi, nella nuova associazione gli indagati sono candidabili.

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