Monday, 23 April 2018 - 05:53

Rifinanziato il fondo per i Comuni bellunesi di confine. D’Incà (M5S): “Grazie al nostro emendamento 19 milioni in tre anni, risorse per iniziare a combattere lo spopolamento”

Dic 19th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Il fondo Letta per i Comuni di confine con il Friuli Venezia Giulia è stato rifinanziato: la Commissione Bilancio, nella notte di lunedì 18 dicembre, ha approvato l’emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle per portare ai Comuni bellunesi 4 milioni nel 2018, 5 milioni nel 2019 e 10 milioni nel 2020.

“È molto positivo che sia stato rifinanziato il fondo Letta – interviene il deputato bellunese del Movimento 5 Stelle Federico D’Incà – per i Comuni di confine e che questo fondo sia stato modificato in modo tale da andare a mitigare le differenze dei Comuni della montagna veneta, con il Friuli Venezia Giulia”.

“Differenze – avverte D’Incà – che nel corso del tempo hanno portato tanti Comuni a chiedere di passare in Friuli Venezia Giulia. Uno di questi, Sappada, è riuscito a passare nella regione confinante dove le condizioni sono sicuramente più favorevoli, visto che si tratta di una regione a Statuto speciale”.

“In commissione sono state accolte le nostre richieste, formalizzate in un emendamento che può portare ai Comuni bellunesi 4 milioni nel 2018, 5 milioni nel 2019 e 10 milioni nel 2020 – spiega il parlamentare veneto – crediamo che queste risorse siano un primo inizio per riuscire a mitigare le differenze del territorio bellunese e a combattere lo spopolamento”.

“Questo – sottolinea D’Incà – fino a quando non avremo ben chiara la visione sull’autonomia del Veneto e del bellunese dopo la trattativa Stato-Regione originata dal referendum del 22 ottobre scorso”.

“Adesso la provincia di Belluno deve essere “riordinata” in uno spazio più ampio – chiede il deputato del Movimento 5 Stelle – uno spazio alpino che protegga tutte le comunità delle nostre montagne dall’estinzione causata dallo spopolamento, che produca una nuova modalità autonoma di governo di queste aeree. La montagna, e quella veneta non fa eccezione, ha problemi e difficoltà che non si presentano nelle altre aeree del nostro Paese”.

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