Sunday, 23 September 2018 - 22:57

Martedì a Belluno per la presentazione del libro fotografico dedicato a Eddy Bogo

Dic 19th, 2017 | By | Category: Prima Pagina

Se il w-e si spreca in città, la montagna chiama per i giorni infrasettimanali; salgo dagli amici bellunesi in giornata per un evento meno naturalistico e più “culturale”. Arrivo di buon’ora la mattina per fare una golosa colazione alla pasticceria del centro città e mi trovo con L* che mi abbraccia e mi racconta un po’ dei suoi problemi. Per la tarda mattinata, mi ha programmato come è solita fare, una passeggiata leggera nei dintorni, verso Col di Navasa. Il pomeriggio poi si andrà in libreria.
Per le 17:00 presso la Sala Bianchi di Viale Fantuzzi, 11, è prevista la presentazione di un volume di fotografie relative al territorio di Belluno. Si tratta dell’archivio di Eddy Bogo, fotografo nato in città e che questa città ha immortalato in scatti meravigliosi dall’alto. Il suo negozio era in via Carrera: molti lo ricordano come fosse oggi.
Il volume è uscito all’inizio di quest’anno e le foto raccolte sono quelle che vanno dal 1961 al 1997; è curato da Renzo Bogo. Panorami splendidi e scatti drammatici; gioie e dolori di una terra che porta ancora aperta la ferita del Vajont (9 ottobre 1963), che ricorda il processo per i fatti di cronaca nera di Alleghe, che però ha visto il fervore della crescita industriale nella Val Belluna e delle centrali ENEL.
Non solo un fotografo, come affermano molti, ma un geografo, viste la sua sensibilità al paesaggio e la sua attenzione all’ambiente: nelle sue foto i colori della natura si sfumano in quel chiaroscuro che rende più nitidi i contorni, che nel bianco e nero della migliore tradizione fotografica dà all’immagine un valore simbolico, forse metafora dei nostri anni.
Eddy Bogo, mancato nel giugno del 2013, già all’inizio di questo decennio ha lasciato all’Archivio Storico del Comune di Belluno la sua raccolta di oltre tremila scatti che hanno arricchito il patrimonio di immagine preziose nella ricostruzione del pubblico e del privato della storia bellunese: molte di queste foto sono state già digitalizzate in modo da consentire ad un più ampio pubblico di fruire delle ricche testimonianze per studi e ricerche o semplicemente per piacere personale.
G*, il marito della mia amica, è appassionato di storia locale e spesso accede all’archivio per i suoi studi e interessi. Ci dice che queste foto non hanno un filo conduttore preciso e che il titolo del volume “al volo” potrebbe proprio indicare che gli scatti sono asistematici, colti al volo appunto. Spesso sono queste le foto migliori, non costruite e spontanee. In realtà nel volume un criterio c’è ed è quello del raggruppamento in zone con un almeno parziale ordine cronologico. Ad interrompere le pagine, qualche articolo di quotidiano che Eddy aveva ritagliato e conservato.
Credo che non mi perderò l’evento.
La montagna, per me, è anche questo.

Bruna Mozzi

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