Wednesday, 18 July 2018 - 12:33

Sanità. Massaro: “Stop al gioco al ribasso. Difendiamo l’ospedale San Martino”

Dic 15th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Sanità

«Basta giocare al ribasso con la sanità bellunese: stiamo perdendo servizi ed eccellenze, non possiamo lasciare che il nostro destino venga deciso a Venezia»: il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, torna a criticare il piano aziendale dell’Ulss 1 Dolomiti e prepara la battaglia in vista della redazione del Piano socio sanitario, prevista nel 2018.
«I problemi di quest’atto aziendale sono noti, sono stati denunciati anche in una mozione preparata dal “gruppo sanità” dei consiglieri comunali di maggioranza e votata all’unanimità dalla ex Conferenza dei Sindaci. – sottolinea Massaro – Nella mozione, si legge che “viene ridimensionato e depauperato il polo cardiologico del distretto di Belluno con la perdita delle Unità Operative Semplici di emodinamica e degenze cardiologiche di Belluno;…l’eliminazione di tutte le UOS di cardiologia di Belluno e il declassamento da Complessa a Semplice dell’unità di Pieve di Cadore; …lo spostamento dell’emodinamica sotto l’area diagnostica appare incongruo; …si osserva l’assenza di UOS in carico alla Chirurgia di Belluno; …è stata eliminata, anziché rafforzata e potenziata a Unità Operativa Complessa, l’UOS di Elisoccorso; …si assiste all’eliminazione della UOS di prevenzione delle malattie infettive dalla UOC di Belluno, di una UOS a carico di geriatria, e ginecologia; …si ribadisce la necessità di aumentare i posti letto a bassa intensità di cure, come nei post
acuti e nelle lungodegenze;…va rafforzato complessivamente il ruolo nel territorio dei servizi dedicati alle aree fragili della
popolazione”. Osservazioni che noi sindaci avremmo fatto direttamente alla Direzione Generale, se ci fosse stata un’occasione di confronto, cosa sempre avvenuta in passato, ma non quest’anno».
Va ricordato infatti che l’unico coinvolgimento dei primi cittadini riguardo all’atto aziendale è avvenuto lo scorso 12 ottobre, a stesura ormai completata e definita, solo per una semplice comunicazione ed illustrazione.
«Con questo atto, non si valorizzano le competenze dei professionisti, con il rischio di perdere eccellenti professionalità. – continua Massaro – La legge regionale prevede un rapporto massimo tra Unità Operative Complesse e Semplici di 1,31; l’atto dell’Ulss 1 Dolomiti lo ha fissato a 1,18. Perchè non si è voluto puntare al massimo? Anche in nome della specificità riconosciutaci, si poteva raggiungere il tetto previsto dalla Regione, e magari anche chiedere una deroga per alcune situazioni peculiari»
Resta poi aperta la questione di neurochirurgia: «La convenzione con Treviso scade il 31 dicembre, e ad oggi non abbiamo notizia del rinnovo. – sottolinea il sindaco – Se questo accordo non venisse confermato, tutte le operazioni verrebbero dirottate nella Marca, con indubbie ripercussioni sui nostri pazienti».
Anche in quest’ottica diventa quindi fondamentale la difesa dell’Ospedale San Martino come Hub provinciale, così come previsto dalle indicazioni regionali: «Non possiamo attendere che il Piano socio sanitario e le schede ospedaliere ci piovano addosso da Venezia. – attacca Massaro – Bisogna lottare uniti affinché vengano mantenuti i livelli di servizio ottimali, garantendo all’ospedale del capoluogo il ruolo di riferimento per il territorio. Già ora si paventano problemi economici, legati al passaggio di Sappada in Friuli Venezia Giulia, ma va sottolineato come la battaglia da condurre oggi sia quella del riconoscimento della specificità montana della nostra provincia, con la copertura di tutte le risorse di cui la nostra sanità ha bisogno, esattamente come già previsto dalle leggi regionali, al momento però inapplicate».

Share

Comments are closed.