Wednesday, 25 April 2018 - 00:45

L’indignazione e la delusione di una belle maman

Dic 13th, 2017 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina, Scuola

Siamo alle soglie del 2018, periodo in cui le famiglie tradizionali vengono affiancate, in misura sempre maggiore, da famiglie adottive, miste e persino arcobaleno, dove le due figure genitoriali appartengono allo stesso sesso. Ed è proprio in siffatto momento storico che la scuola pubblica, istituzione regolamentata dallo Stato, nega qualsivoglia diritto a persone che, come me, si sono assunte la responsabilità di crescere la figlia del proprio marito.
Non è sufficiente essere la madre putativa, è, invece, fondamentale essere la madre biologica, anche solo per essere presi in considerazione come possibile rappresentante di classe.
Io sono stata votata dai genitori della classe della ”mia” bambina e il dirigente scolastico mi ha rifiutato, facendomi intendere, senza mezzi termini, che io non esisto nella vita della loro alunna.
Il mio ruolo non è rilevante, così come la mia disponibilità ad assumermi un ulteriore onere o l’opinione di chi, a differenza sua, mi ha visto e scelto.
“Le regole sono regole. Non posso fare eccezioni” mi sono sentita dire.
La regola dovrebbe essere che le mamme crescano i figli, ma nel nostro caso è andata diversamente e l’eccezione a questa regola ha portato una belle maman nella vita di una bambina con mille insicurezze e un vuoto da colmare.
Un vuoto che nessuno potrà mai riempire e risanare completamente: il mio ruolo non è quello di una sostituta, ma di offrire un punto di riferimento per darle più stabilità e di esistere per lei, prerogativa che la scuola mi nega.
L’istituzione scolastica, oltre ad una funzione didattica, dovrebbe assolvere anche ad una funzione educativa, infatti si parla molto di collaborazione tra scuola e famiglia, condizione sine qua non!, e della sottoscrizione di un patto di corresponsabilità…ma solo con i consanguinei!
Inoltre, dov’è la coerenza se, da regolamento, mi si vieta di essere rappresentante, ma è possibile soprassedere sul fatto che il rappresentante è rimasto uno, quando dovrebbero essere in due?
Come seconda mamma mi sento triste e indignata, ma come insegnante mi sento profondamente delusa.

Lettera firmata

 

E’ nostra consuetudine non commentare le lettere dei nostri lettori. Tuttavia, questo caso non ci può lasciare indifferenti e manifestiamo la nostra piena solidarietà alla signora, oltre alle nostre perplessità.  Infatti qui siamo in presenza di una legittimazione data dal voto degli altri genitori che hanno ritenuto di sentirsi ben rappresentati dalla signora. Dunque potrebbe configurarsi l’ipotesi di un atto annullabile, ma non nullo.  Quindi annullabile dagli aventi diritto, ad esempio da chi esercita la patria potestà dell’alunna. Che dalla lettera non risulta si sia opposto. Non risulta nemmeno che sia stata impedita la candidatura da chi avrebbe eventualmente avuto compiti di vigilanza (il dirigente scolastico o chi per esso?). Insomma, la signora risulta democraticamente eletta a rappresentare i genitori della classe. Può, a posteriori, un dirigente scolastico annullare il voto?

Roberto De Nart – Bellunopress

 

 

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