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Mostra dei gioielli popolari. Inaugurazione venerdì 15 dicembre ore 17 al Museo etnografico di Seravella a Cesiomaggiore

Dic 12th, 2017 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

Venerdì 15 dicembre, alle ore 17.00, si inaugura, al Museo etnografico di Seravella della provincia di Belluno e del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi una nuova sezione dedicata ai gioielli popolari bellunesi. Viene esposta una significativa collezione di gioielli popolari, in larga parte raccolti dalla nobildonna bellunese Rosetta Prosdocimi Bozzoli. Un piccolo corpus proviene invece dalle ricerche sul costume popolare del Gruppo Folklorico di Cesiomaggiore o da donazioni private. I gioielli furono acquistati nel 2009 dalla figlia di Rosetta, Maria Teresa (circa 200 pezzi), grazie al finanziamento della Fondazione Veneto Banca.

Museo etnografico di Seravella (Cesiomaggiore – BL)

Si tratta in prevalenza di ornamenti del costume femminile, risalenti al secolo XIX, tra i quali spiccano 79 splendidi tremoli (trèmoi) da acconciatura in filigrana d’argento; una trentina di orecchini a pendente (pìroi, recìn ala tesìna, perles ampezzani), traforati o in filigrana d’oro e alcuni oggetti devozionali, tra cui una notevole croce/reliquiario settecentesca in argento.
I manufatti sono testimonianza di consuetudini sociali radicate, legate ai momenti più rilevanti della vita, soprattutto il fidanzamento e il matrimonio. I gioielli popolari erano segni evidenti anche di uno status sociale che si evinceva, tra l’altro, dalla materia con cui erano costruiti: oro basso, lamine sottili, pietre di pasta vitrea anziché preziose o semi-preziose. Molti degli ornamenti avevano un valore propiziatorio, terapeutico, protettivo.
Nella collezione esposta, la parte del leone la fanno i tremoli (trèmoi, trèmui), aghi da acconciatura sulla cui sommità è fissata una molla a spirale, che imprime un movimento oscillatorio a un fiore o a una farfalla. Molto pregevoli sono anche le spille ottocentesche di ispirazione floreale.
Rosetta Prosdocimi Bozzoli cominciò a raccogliere ornamenti preziosi nel periodo fascista, in occasione della Mostra delle arti e tradizioni popolari a Belluno. A partire dagli anni Cinquanta del Novecento, Rosetta cercò di salvare queste testimonianze di artigianato e di cultura, che rischiavano di scomparire. In quel periodo infatti le donne o per bisogno o per essere più alla moda portavano dagli orefici i vecchi gioielli di filigrana d’argento o di oro basso, che venivano generalmente fusi.
La maggior parte della collezione (circa 1000 pezzi) fu donata al Comune di Belluno nel 1983 ed è in parte esposta nel Museo civico di Palazzo Fulcis. Grazie ad una convenzione con il Comune di Belluno è stato possibile ricevere in deposito alcune tipologie di gioielli mancanti nella collezione del Museo di Seravella,
L’allestimento della sezione è stato curato, per la parte scientifica, da Daniela Perco e per quella museografica dall’architetto Daniela Baldeschi.
L’inaugurazione è prevista alle ore 17.00 del 15 dicembre. Interverranno le curatrici dell’allestimento, Daniela Perco, antropologa e Daniela Baldeschi architetto museografo e Cristina Del Mare Conservatrice, per la parte etnografica, del Museo del gioiello di Vicenza.
Dopo la visita alla nuova sezione, vi sarà l’esibizione del Gruppo Folklorico di Cesiomaggiore e un piccolo rinfresco per tutti gli intervenuti

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