Wednesday, 12 December 2018 - 23:32

Obbligo vaccini. Dario Miedico: “Oggi un bambino da 1 a 3 anni fa 52 vaccini! Una legge vergognosa che va abrogata”

Dic 10th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Sanità

Trichiana, 10 dicembre 2017  –  “Io non sono un medico no vax, non sono assolutamente contrario alle vaccinazioni, ho avuto 5 figli tutti vaccinati e 7 nipoti nessuno vaccinato. Secondo voi, se solo una di queste vaccinazioni previste dalla legge servisse, io non gliel’avrei fatta fare ai miei nipoti? Oggi in un Paese come Italia ci sono vaccinazioni rese obbligatorie dalla legge, che non servono più. Un bambino da 1 anno ai 3 anni con la nuova legge Lorenzin deve fare, con i richiami, 52 vaccini. E’ una legge vergognosa che va abrogata. Sui vaccini ci dev’essere libertà di scelta”.

Lo ha detto questa sera, dinanzi a 150 persone alla Sala San Felice di Trichiana, il dottor Dario Miedico, medico legale, premiato dall’Ordine dei medici di Milano per i suoi 50 anni di servizio, salvo poi, otto mesi dopo, avviare a suo carico un procedimento di radiazione dall’Albo sul quale pende un ricorso, per aver espresso le sue idee e le sue perplessità sull’obbligatorietà di 10 vaccini imposta dalla nuova legge fortemente voluta dal ministro Lorenzin.

“Le uniche leggi che hanno impedito ai bambini di entrare nelle scuole sono state le leggi razziali del 1938 e l’attuale legge 119/2017. Dalle scuole elementari in su, comunque, per effetto della Convenzione di Oviedo, nessun bambino può essere allontanato dalle scuole” incalza il dottor Miedico, che attraverso l’illustrazione delle stesse tabelle ministeriali di come siano diminuite negli anni le malattie infettive, sgretola le certezze e gli obblighi imposti dalla legge dello Stato italiano.

Del resto le pressioni delle lobby farmaceutiche sono note,  è già successo nella storia recente del nostro Paese. Il ministro Francesco De Lorenzo, infatti, coinvolto nello scandalo di Tangentopoli, nel 1994 venne condannato a 5 anni per associazione a delinquere finalizzata al finanziamento illecito ai partiti e corruzione in relazione a tangenti per un valore complessivo di circa nove miliardi di lire, solo in parte ottenute da industriali farmaceutici dal 1989 al 1992.
“Intendiamoci, i vaccini sono una conquista della scienza, come gli antibiotici. In Africa muoiono 500mila bambini l’anno di malaria, ma prima della malaria a farli morire è la malnutrizione e le condizioni igieniche. I miei 7 nipoti che hanno la fortuna di avere una alimentazione adeguata, una casa salubre con acqua potabile, igiene, fognature, non hanno la necessità di vaccinarsi. Perché esporli al rischio di un vaccino? E’ importante, ad esempio, che le bambine facciano il morbillo da piccole, così da adulte potranno trasmettere gli anticorpi ai loro figli. Se sono vaccinate non potranno trasmettere gli anticorpi. Non sono io a dirlo, ma la scienza”.

Il dottor Miedico prosegue con tre importanti consigli ai genitori. “Registrare il colloquio con il medico della Uls è un vostro diritto. Chiedete gli esami pre-vaccinali, per evitare rischi. E’ un vostro diritto e sono a carico della Uls. Chiedete la situazione immunitaria di vostro figlio, per vedere se ha già gli anticorpi e allora è inutile esporlo al vaccino. Chiedete un vaccino singolo e non vaccini multipli.  Ci sono bambini immuni al tetano a 4 anni o immuni alla rosolia perché l’hanno già fatta in forma leggera e non ve ne siete accorti. I vaccini, per poter essere efficaci e funzionare, contengono alluminio, che trattiene il virus attenuato. E senza questo metallo non si produce l’immunità. Contengono anche formaldeide, tossica e cancerogena, necessaria per evitare che si inquini il vaccino”.

“30 milioni di vaccini antipolio, per fortuna non arrivarono qui in Italia, contenenti il virus delle scimmie SV40 cancerogeno per l’uomo, sono stati iniettati, e oggi quelle persone sono costantemente monitorate.

Il dottor Miedico si è soffermato quindi sulla contagiosità e la pericolosità delle malattie infettive, che sono circa 600.

“Se in questa sala siamo in 120 persone e io avessi il morbillo, domani 80 di voi sarebbero contagiati. Se invece io avessi la poliomielite, solo uno di voi risulterebbe contagiato. L’ebola è mortale e non esiste né terapia né vaccino. Da due anni non vi sono più casi di questa malattia. Per eliminarla si sono isolati i singoli malati in lazzaretti. La meningite è poco contagiosa e facilmente curabile, qui ci potrebbero essere 40 portatori sani, ma non per questo domani vi sarebbero persone contagiate. L’unica malattia contagiosa (duemila casi l’anno) oggi in Italia è la tubercolosi che provoca 300 morti l’anno. Ma anche qui, come per la malaria in Africa, ad essere colpite sono le persone debilitate, poveri, senza tetto, che vivono in condizioni precarie”.

Le tabelle ministeriali delle malattie contagiose che riportano i casi a partire dall’anno 1887 sono eloquenti. “Fino al 1950 – precisa il dottor Miedico – non c’erano vaccini, eppure c’è stata una diminuzione naturale della mortalità e delle malattie infettive. Per pertosse da 14mila morti del 1887 si va a zero nel 1950. La difterite nel 1887 uccideva 25mila bambini come il morbillo e nel 1950 crolla a zero pur in assenza di vaccini. Il tetano faceva 600 morti l’anno nel 1887 e scende fino a mantenersi costante intorno ai 300 casi l’anno nel 1950. Il vaccino per il tetano arriva solo nel 1968. E dunque che bisogno c’è di fare queste vaccinazioni se non c’è più il rischio di morire oggi in Italia. Il morbillo si sapeva che era una malattia ciclica e che ogni 5 anni provoca un picco. Quest’anno cadeva il quinto anno e si prevedeva l’aumento. I media hanno fatto grandi titoli sui 5mila casi successi quest’anno, dimenticando che nel 1980 i casi erano 80mila. Sciacalli! Per trovare due morti da morbillo li hanno dovuti cercare in due bambini malati d leucemia”!

Per ultimo il consiglio del dottor Miedico per i genitori che intendano vaccinare i loro figli. “Nei quindici giorni che precedono il vaccino il bambino deve stare bene. Ogni giorno si dovrà annotare che non abbia avuto febbre, diarrea, tremori, vomito. Se uno solo di questi sintomi si manifesta si riparte a contare i 15 giorni. Solo allora si potrà fare il vaccino al bambino, per ridurre i rischi”.

(rdn)

 

 

 

 

 

 

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