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La replica dell’assessore regionale De Berti al segretario della Cisl di Belluno Roffarè: La sua, una rappresentazione bugiarda della realtà”

Nov 24th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Elisa De Berti – Assessore regionale

Venezia, 24 novembre 2017  –  “Quello di Roffarè nei confronti del presidente Zaia e della Regione non è solo un giudizio ingeneroso, è una rappresentazione bugiarda della realtà”.

Lo afferma l’assessore ai lavori pubblici, infrastrutture e trasporti della Regione del Veneto, Elisa De Berti, commentando le considerazioni espresse dal segretario della Cisl di Belluno Treviso, Rudi Roffarè, sul passaggio di Sappada al Friuli V.G.

“La pochezza delle argomentazioni di questo segretario indurrebbe quasi a ignorarlo – prosegue De Berti –, ma non si può tacere di fronte alla falsa accusa che ci viene rivolta di aver ‘guardato altrove, incuranti dei bisogni di un territorio dimenticato’. Forse l’esponente della Cisl ignora, ma io credo faccia finta di ignorare, le numerose attività e iniziative che la Giunta Zaia, il presidente in primis ma anche i suoi assessori, hanno promosso e realizzato in questi anni nel territorio bellunese, considerandolo non solo per quello che è, cioè un’area che deve affrontare innegabili condizioni di disagio, ma soprattutto per quello che vogliamo diventi, uscendo gradualmente da quella situazione di marginalità che ha vissuto per troppo tempo”.

“Solo per quanto riguarda gli ambiti di mia competenza – prosegue l’assessore – voglio ricordare al signor Roffarè, che la provincia bellunese è quella che ha avuto in questi ultimi anni la maggior attenzione e quantità di risorse destinate al potenziamento e alla modernizzazione del sistema di trasporto pubblico. Siamo consapevoli che rimane molto da fare, ma proprio per ridurre il gap con altre realtà è a quest’area che abbiamo a suo tempo destinato i primi nuovi convogli arrivati nel Veneto (nove treni Swing da 3,5 milioni l’uno); è per il bellunese che prevediamo l’investimento più importante di elettrificazione delle linee ferroviarie; è qui che abbiamo realizzato il progetto pilota che integra ferro e gomma, introducendo la card unica, costato alla Regione 230 mila euro; è per valorizzare le Dolomiti che nei mesi estivi promuoviamo e ci accolliamo volentieri gli oneri dell’iniziativa TrenoBusBici, servizio intermodale rivolto ai cicloturisti; è al bacino bellunese, affinché potesse garantire l’esercizio di nuovi servizi di trasporto pubblico a favore dei pendolari, che nel 2016 abbiamo destinato decine di migliaia di euro di contributi in più rispetto all’originale finanziamento”.

“Senza dimenticare – sottolinea De Berti – il Treno delle Dolomiti, progetto che propone una straordinaria prospettiva di sviluppo, al quale stiamo convintamente lavorando, coinvolgendo lo Stato e la Provincia altoatesina, e che ha lo scopo di far uscire dall’isolamento la montagna bellunese. Ma è opportuno ricordare anche la nostra presenza attiva nella spinosa vicenda di Veneto Strade, quando abbiamo affiancato gli Enti locali e i dipendenti della società nell’azione condotta nei confronti dello Stato, che ha azzerato i trasferimenti alle Province in materia di viabilità, affinché faccia la sua parte dal punto di vista finanziario. Ma non solo: la Regione del Veneto ha anche avanzato una precisa proposta strutturale di rilancio del ruolo di Veneto Strade che, superando le difficoltà finanziarie della Provincia di Belluno, indica una soluzione che coinvolge Anas ed è condivisa dagli stessi sindacati”.

“E Cortina 2021 suggerisce qualcosa al segretario della Cisl – conclude l’assessore De Berti –, oppure ha bisogno che qualcuno glielo spieghi? Quanto alla sua affermazione ‘Solo noi bellunesi possiamo riprendere in mano la situazione…’, nella convinzione che la maggior parte dei bellunesi abbia le idee meno confuse di Roffarè, sorge spontanea una domanda: ma a lui chi o cosa gli ha impedito di farlo fino a ora?”

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One comment
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  1. Il “passaggio” si è potuto realizzare perchè vi è stato il consenso di entrambi le amministrazioni regionali. Di conseguenza sul punto il pomata ha le sue responsabilità e non sono poche. A farneticare continuamente sul’autodeterminazione dei popoli si finisce per dover ingoiare anche l’autodeterminazione delle proprie parrocchie. Ed ora, resisi conto che la cosa non è risultata gradita ai Veneti in generale ed ai Bellunesi in particolare, cercano di nascondere la mano che ha lanciato il sasso. Piccole persone.