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mercoledì, Giugno 3, 2020
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Legge di bilancio 2018: tanti gli emendamenti “Made in Belluno”

Si sono conclusi in questi giorni i lavori delle commissioni ANCI che hanno portato alla stesura di decine di emendamenti alla legge di bilancio 2018. Diverse le proposte nate a Belluno o con l’apporto dei rappresentanti del capoluogo, gli assessori Franco Frison e Valentina Tomasi e il sindaco Jacopo Massaro, che presiede la Commissione Pubblica Amministrazione, Personale e Relazioni Sindacali.
«C’è soddisfazione, perché finalmente si prova ad intervenire su quella burocrazia che impedisce ai comuni di avere il personale necessario per svolgere le funzioni fondamentali», commenta Massaro.
Si propongono interventi pratici e di buon senso: «Innanzitutto, si vuole consentire ai comuni l’assunzione a tempo determinato di personale per sostituire dipendenti in maternità o in malattia. Oggi, anche per figure delicate come le maestre dell’infanzia o le assistenti sociali, questo non ci è consentito», spiega il sindaco, che aggiunge: «Viene sollecitata anche l’introduzione del “turnover dinamico”, ossia la possibilità di sostituire il personale andato in quiescenza senza dover attendere l’anno successivo all’uscita».
Gli emendamenti propongono poi di superare i limiti di spesa in campo culturale e la possibilità di intervenire sul salario accessorio: «I comuni potrebbero riconoscere dei “premi di produzione” ai dipendenti, una leva importante per premiare chi si impegna davvero nei confronti della popolazione», sottolinea Massaro. Sul fronte del personale, si propone la possibilità di utilizzare personale aggiuntivo per i comuni aderenti allo SPRAR (il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), senza pesare sulle casse comunali, ma con finanziamenti da fondi europei.
In fase di definizione la norma che consente di “salvare” i contributi attesi dal fondo nazionale per le scuole, ma di cui ad oggi non si ha ancora notizia.
Infine, la proposta di creazione di un fondo per la progettazione: «Questo fondo permetterà ai comuni che non hanno le risorse economiche di preparare progetti valide da presentare in occasione di bandi nazionali ed europei».
«Confidiamo ora che queste proposte passino l’esame della discussione parlamentare. – conclude Massaro – Si tratta di iniziative che possono far ripartire l’economia e la macchina pubblica in modo razionale ed innovativo».

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