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La questione migranti accende la discussione in consiglio comunale

Nov 21st, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Belluno, 21 novembre 2017 – Consiglio comunale effervescente oggi pomeriggio a Palazzo rosso, con i nuovi sistemi elettronici di voto, per la trattazione delle voci di spesa urgenti da inserire a bilancio. A suscitare le perplessità delle opposizione sono i numeri snocciolati dall’assessore Lucia Olivotto. In particolare i 233mila euro assegnati dallo Stato al Comune di Belluno per la gestione dei progetti Sprar (Sistema di protezione per rifugiati e richiedenti asilo), una cifra rilevante, se confrontata alla richiesta dei 15mila euro per il servizio sociale, iniziative per l’infanzia e dei 10mila per l’assistenza sociale. Primo a sollevare la questione di trasparenza sui 233mila euro è il consigliere Roccon, seguito da Erika Dal Farra, che pur partendo da ideali condivisi sulla questione rifugiati, sottolinea la mancanza di monitoraggio e rendicontazione dei progetti. Il consigliere di maggioranza Talamini precisa che si tratta di 15 migranti che hanno già una domanda di asilo accolta. La consigliera di maggioranza De Biasi fa notare che che del progetto Sprar è stata informata la cittadinanza e che come monitoraggio della spesa e integrazione è certamente più efficace e lungimirante dei centri di accoglienza. Il consigliere di minoranza Addamiano chiede conferma che i migranti siano già destinatari di status di rifugiato, o di qualche altra forma di protezione, posto che solo un 5% di loro risulta avere questi requisiti. Anche il consigliere di minoranza Da Pian chiede la verifica dello status. Il consigliere di minoranza Paolo Bello solleva la questione sotto il profilo della comunicazione, di chi vuole utilizzare il fenomeno migratorio a proprio vantaggio politico. E sottolinea che se metà del consiglio comunale non è al corrente della situazione, immaginiamoci il resto della popolazione di Belluno.
Paolo Gamba propone di spacchettare le voci di bilancio, per poter votare a favore dei servizi sociali e dell’assistenza sociale, dissociandosi dai progetti Sprar. Ma l’assessore Olivotto spiega che ciò non è possibile per questione di procedure. Valentina Tomasi, assessore, precisa che Sprar è l’acronimo di sistema di protezione per rifugiati e richiedenti asilo, quindi si tratta di persone già titolari di una qualche protezione. Inoltre, questo progetto consente un maggior controllo della spesa a differenza dei precedenti centri di accoglienza gestiti dalle prefetture. Il sindaco Massaro precisa che l’operazione per il Comune è a costo zero, essendo soldi stanziati dallo Stato. Difende quindi il progetto, ma non risparmia critiche alla gestione dello Stato dell’intera questione. Oggi vengono trattenuti per 24 mesi – ha detto riferendosi ai migranti – perché tanto ci mettiamo a stabilire se hanno diritto allo status di rifugiato o di qualche altra protezione. Mentre la Germania o la Francia sta 60 giorni o 6 mesi. Sull’impiego di queste persone – ha aggiunto Massaro – siamo stati i primi in Italia nel 2014 a inserirli in lavori di volontariato, diventato poi uno dei modelli adottati in tutto il Paese. “Concordiamo sul fatto che non ci sia sufficiente comunicazione per spiegare il tema a partire dalle risorse – ha concluso il sindaco –  e non siamo nemmeno d’accordo su come viene gestito dallo Stato la comunicazione, la trasparenza. Infatti non si parla mai del tema centrale, delle motivazioni che hanno spinto qui gli immigrati, che sono i bombardamenti in Libia effettuati dai Paesi dell’Unione europea”. Al termine della discussione il consiglio comunale ha approvato il punto in esame.

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