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Cementificio Pederobba. D’Incà (M5S): “Subito via libera all’indagine di Crosignani, dati certi in tempi rapidi”

Nov 21st, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore

Federico D’Incà, deputato

L’indagine dell’Ulss ha tempi molto lunghi e prende in considerazione lo stato di salute generale della popolazione, mentre l’indagine di Crosignani permetterebbe di avere i dati in tempi brevi e di verificare l’effettiva incidenza del cementificio sulla salute dell’intera area interessata dalle ricadute delle polveri.

È quanto emerso dalla serata sulle indagini epidemiologiche organizzata dal Movimento 5 Stelle di Pederobba che si è tenuta lunedì sera nella palestra comunale della località della Marca. La sala era piena e la diretta streaming sui social è stata seguita da migliaia di persone che non hanno potuto partecipare all’iniziativa. Alla serata hanno partecipato anche il deputato M5S Federico D’Incà e il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Simone Scarabel.

L’indagine di Crosignani porterebbe alla costruzione di un pacchetto informativo in soli sei mesi con costi molto più bassi rispetto a quella dell’azienda sanitaria: l’indagine è già finanziata e la sua rapidità le consentirebbe di essere incisiva sulla valutazione di impatto ambientale della Provincia, che deve esprimersi sulla richiesta del cementificio di utilizzare le plastiche come combustibile.

Il metodo Crosignani per l’indagine epidemiologica sull’impatto delle attività del cementificio Rossi su Pederobba e sui Comuni vicini si basa sulla metodologia “caso/controllo”, che analizza i ricoveri ospedalieri localizzati nell’area e li confronta con quelli delle zone limitrofe, non interessate dall’impatto che viene preso in considerazione.

“Invitiamo gli amministratori comunali – ribadisce Maurizio Mennella, del Movimento 5 Stelle di Pederobba – a rendere pubblici tutti gli atti e a consegnare formalmente agli altri Comuni del territorio la documentazione, in modo che tutti possano verificare in prima persona quanto sta accadendo”.

“Chiedo al sindaco Turato – spiega D’Incà – di fare un passo indietro e di riconfermare ancora la fiducia a Crosignani e al suo metodo per l’indagine epidemiologica come deciso dalla consulta ambiente che ha sentito i cittadini di Pederobba”.

“Questo studio è importante sia per le ricadute nel territorio comunale di Pederobba, ma anche per le ricadute nei Comuni di Cornuda, Crocetta, Alano, Segusino, Maser e Caerano e altri comuni – continua il deputato – come ha dimostrato Crosignani durante la serata di lunedì, facendo emergere come siano interessati dalle ricadute delle polveri e dei fumi il territorio trevigiano e quello bellunese”.

“Oltre a questo – conclude il deputato – chiedo che l’Amministrazione consenta di poter fare entrambe le indagini sia quella dell’Ulss2, sia quella di Crosignani per verificare entrambe le metodologie”.

“In sei mesi avremmo dei risultati certi spendendo circa un quinto del metodo di analisi di coorte che farà l’azienda sanitaria in diversi anni di analisi – dice Scarabel – non abbiamo contrarietà sul metodo che vuole usare la Ulss2, ma perché non fare anche lo studio Crosignani? Forse perché dove questi ha fatto le analisi su altri siti simili ha sempre trovato qualcosa e poi le autorità sono dovute intervenire?”.

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