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lunedì, Luglio 6, 2020
Home Lavoro, Economia, Turismo Caso Sappada. Ecco cosa ne pensano le categorie economiche 

Caso Sappada. Ecco cosa ne pensano le categorie economiche 

«Il passaggio di Sappada dal Veneto al Friuli Venezia Giulia potrebbe innescare un pericoloso processo di disgregazione territoriale. Ci chiediamo, con preoccupazione, se sono state valutate tutte le possibili conseguenze di un eventuale voto favorevole». È questa la posizione di Confindustria Belluno Dolomiti, Appia-CNA, Confartigianato Imprese Belluno e Ascom-Confcommercio sul “caso-Sappada”, in questi giorni in discussione alla Camera, il cui esito è ancora incerto.

«La prima e più grande preoccupazione – fanno sapere in una nota congiunta le categorie economiche bellunesi – è per l’effetto domino che si potrebbe innescare, e non solo nella nostra provincia. Ci rendiamo conto che la situazione è complessa.

Da una parte, c’è il sacrosanto principio del rispetto della volontà popolare e delle norme che consentono a un Comune di chiedere il passaggio da una Regione all’altra, in questo caso dal Veneto al Friuli Venezia Giulia. Dall’altra, c’è il conclamato malessere del nostro territorio, alimentato dalle differenze rispetto alle vicine realtà a Statuto speciale: non dimentichiamo che, oltre a Sappada, ci sono altri Comuni che si sono espressi in questo senso, da Lamon a Cortina d’Ampezzo: scelte che meritano rispetto e una riflessione, ma che sono state avviate in tempi storici, politici ed economici diversi dagli attuali. In mezzo, c’è soprattutto il limite della politica che in questi anni non è riuscita ad esprimere un progetto e una visione sulla governance dei territori, non solo montani».

«In questa situazione di incertezza e in mancanza di un progetto politico complessivo per le autonomie locali – proseguono le categorie economiche bellunesi – si inseguono iniziative estemporanee, sintomo di un malessere profondo del quale, però, non sono la soluzione. Nello specifico, la provincia di Belluno possiede le peculiarità per proporsi quale laboratorio per un ripensamento dell’assetto degli enti locali e del governo del territorio. Alle istituzioni spetta perciò il compito di mediare queste esigenze, sapendo quanto sia determinante per un sistema di governance efficace ed efficiente la collaborazione tra tutte le parti sociali. Le organizzazioni di categoria bellunesi sono pronte contribuire in modo propositivo, nella consapevolezza che questo sia un prerequisito fondamentale per la crescita economica e sociale della nostra provincia. Le sfide della globalizzazione e della rivoluzione tecnologica richiedono infatti che, a livello territoriale, vi siano ecosistemi funzionanti, in cui imprese, amministrazioni pubbliche, associazioni, scuole operino su obiettivi comuni e condivisi».

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