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La consulta delle autonomie, the show must go on

Nov 12th, 2017 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Enzo De Biasi – Riscossa Civica Veneta

Archiviato il responso referendario con un’aliquota di consensi inferiore alle attese, il presidente del Veneto ha insediato il 3 novembre la neocostituita “Consulta del Veneto per l’autonomia”, organismo permanente composto da 35 rappresentanti delle categorie economiche e produttive, istituzioni locali, forze sindacali e sociali nonché le università, ovvero gli stakeholders più significativi del “Sistema Veneto”.

Lo sostiene Enzo De Biasi, rappresentante di Riscossa Civica Veneta.

Da diversa angolazione – prosegue De Biasi –  la nomenklatura invitata all’evento appare -in realtà- come gli ospiti sistemati in un loggione di seconda fila nel teatrino di una bella villa palladiana, in considerazione degli altisonanti impegni assunti durante la campagna referendaria. A questi epigoni è affidato il compito di “testare e gustare” la bontà del cibo precotto, dicendosi tra di loro ed agli altri che stanno in attesa a casa ma associati alle medesime organizzazioni, che trattatavisi di peculiarità gastronomiche mai prima assaggiate!
L’incontro ha dato subito l’impressione della sveltezza con la quale il vertice politico intende procedere:
esame dello schema di legge già elaborato dalla Giunta ed oramai pronto per il negoziato romano, 61
articoli da esaminare in velocità, cosi da passare il “pacchetto di norme” al Consiglio Regionale che dovrà
licenziarlo entro la terza decade del corrente mese.
Se qualche rappresentante avrà qualcosa da dire, potrà intervenire ma esclusivamente per le materie di
competenza, inoltre non sono richiesti pareri né obbligatori né tantomeno vincolanti, nemmeno è prevista
alcuna espressione di votazione da parte di questa emerita Consulta. Come si usa dire nei convegni aulici,
a microfono spento, pura “fuffa” ovvero mera cassa di risonanza per il dominus regionale reggente protempore.
Chiusasi la conferenza inaugurale seguita dalle rituali interviste ai soggetti più titolati, alle
prossime adunanze parteciperanno – verosimilmente – i portavoce autorizzati.

In verità l’art.116 comma 3 in materia e la nota sentenza della Corte avevano richiamato l’obbligo di
“sentire gli enti locali”, tant’è che l’apposito disegno di legge istitutivo del C.A.L. (Consiglio delle
Autonomie Locali) in corsia d’attesa da due anni presso la prima commissione di Palazzo Ferro Fini cui
spetta (sarebbe spettato) dire la sua, venne ripescato, messo all’ordine dei lavori ed approvato in data 25
settembre ed ora sta nella banca dati con il numerino 31/2017. Perché il C.A.L. non è entrato in funzione?
Il plenum di Palazzo, con il consueto asservimento delle opposizioni, ha preferito rinviarne l’operatività ad
ottobre del prossimo anno, allorquando saranno presenti anche i 10 rappresentanti espressione dei Comuni
del Veneto eletti su liste plurinominali in base alle preferenze. Vade retro!

In effetti  – conclude De Biasi di Riscossa Civica Veneta – un atto amministrativo elaborato per le esigenze del momento surroga -nei fatti- una legge regionale che, ancorché in ritardo, attuava un dettato costituzionale! Dubbi in proposito? Nessuno.

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