Monday, 19 August 2019 - 14:13
direttore responsabile Roberto De Nart

500 anni fa Martin Lutero sconvolgeva la storia civile e religiosa d’Europa

Nov 1st, 2017 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

Ieri, cinquecento anni fa a Wittenberg, un monaco trentaquattrenne, da solo, armato di un chiodo un martello e un foglio di carta, sconvolgeva la storia civile e religiosa dell’Europa. Il suo nome era Martin Lutero, frate agostiniano, docente alla università di quella città.
Perché il religioso aveva scelto proprio quel 31 ottobre? La data, come spesso nella storia, non è dovuta al caso. Era abitudine, allora, proporre da parte della Chiesa delle indulgenze in occasione della festività dei Defunti. Indulgenze significava denaro, che andava diviso tra Chiesa e principe laico. Abitudine che Lutero osteggiava come immorale.
La credibilità spirituale della Chiesa era da tempo minima. Papi che si comportavano esclusivamente come regnanti laici, cardinali legati a faide familiari, vescovi interessati soltanto alle rendite del proprio vescovado che spesso non visitavano mai, preti rissosi, lussuriosi, violenti. E Roma, la capitale del mondo cattolico, occupata soltanto a erigere monumenti sacri e profani in onore dei suoi Papi. Una Chiesa occupata quasi esclusivamente all’aspetto materiale. Che veniva foraggiato con la concessione di indulgenze a pagamento.
Ed è stato proprio questo aspetto, diciamo puramente terreno, che ha fatto scattare l’indignazione del frate sassone. Indignazione per la verità, che serpeggiava in altri ecclesiastici che consideravano la religione soltanto da un punto di vista spirituale.
Lutero era ossessionato dalla salvezza dell’anima e si confessava ogni giorno. Ma, seguendo San Paolo e ancor più S. Agostino, aveva concluso che l’uomo è troppo debole e con le sue forze non può raggiungere la salvezza. Come potrà, allora, conseguire questo obiettivo che è lo scopo principale dell’esistenza di ciascun cristiano? Con la fede. Nasce così, con le 95 tesi affisse quel 31 ottobre 1517, la giustificazione per sola fede. Per quanti peccati un uomo possa avere se avrà fede sarà salvo.

Detta così potrebbe sembrare una dottrina che non comporta scombussolamenti dottrinari e tanto meno pratici. Ma da quella dottrina Lutero trae una serie di conseguenze che lo hanno portato a creare una nuova Chiesa. Se il credente è salvo per la sua fede, non serve più la gerarchia ecclesiastica, il Papa di Roma è l’Anticristo, cancellati cinque sacramenti restano validi battesimo e eucaristia (i soli che sono descritti nei Vangeli), cancellato il sacerdozio perché ogni credente è lui stesso sacerdote (dottrina del sacerdozio universale), libertà di lettura della Bibbia per ogni cristiano e quindi cancellazione del magistero della Chiesa (ecco perchè negli alberghi dei paesi protestanti si trova sempre una Bibbia a disposizione del cliente), abolizione dei conventi giudicati inutili e dannosi, grande importanza è data al matrimonio, la devozione ai santi e alla madonna è considerata superstizione e dunque va abolita, spazzate vie anche le indulgenze e la vendita delle cariche ecclesiastiche. La “peste” luterana, come la considerano a Roma, mette prestissimo radici. La Germania del nord, tutti i paesi baltici, la Polonia (tornata al cattolicesimo alcuni decenni dopo), la Boemia sono immediatamente conquistati dalla nuova dottrina. Inutilmente nel 1521 papa Leone X lancia il suo “Exurge Domine” contro il frate. Che, va ricordato come fatto fondamentale, conquista la simpatia e l’appoggio di principi, margravi, landgravi tedeschi. Federico il Saggio, principe di Sassonia, per proteggerlo da eventuali tentativi di cattura da parte dei cattolici, fa rapire Lutero e nascondere in un castello. E’ qui che Lutero tradurrà in sassone, che diventerà la lingua ufficiale della Germania, la Bibbia. Qui compone alcuni dei suoi principali scritti e diventa l’uomo più celebre della Germania. Accanto a lui si uniscono molti intellettuali tra i quali il “magister Germaniae”, Filippo Melantone, che sarà la mente del protestantesimo. Coerentemente si sposa con la ex monaca Caterina von Bora.

Intanto le sue dottrine hanno scavalcato le Alpi e attecchiscono in Italia dove numerosissimi religiosi, intellettuali ma anche la cosiddetta gente comune abbracciano la nuova fede. Vescovi come Pier Paolo Vergerio, il padre generale dei cappuccini, Bernardino Ochino, il letterato Castelvetro con molti altri abbandonano la penisola per rifugiarsi in Svizzera dove la eterodossia aveva trovato in Zwingli e in Calvino altri due condottieri.
Nonostante la convocazione del concilio di Trento, aperto il 13 dicembre 1545, il protestantesimo, come viene ormai chiamato, consolida la sua affermazione. Indubbiamente il luteranesimo ha il merito di aver proposto una religione meno terrena, più spirituale con un rapporto immediato, e non mediato dal sacerdote, con Dio. L’unico tramite è Cristo. E’ lui che con il suo “beneficio” (la morte) salva l’umanità. E’ questo il titolo (“Il beneficio di Cristo”) di un celebre volumetto edito nel 1542, che è anche l’anno dell’istituzione della inquisizione romana, a Venezia per opera, probabilmente, del Flaminio.

Da quel giorno di cinque secoli fa l’Europa ha cambiato volto. Un cambiamento che ha portato con sé una lunga serie di guerre religiose, da quelle in Francia (furono otto nella seconda metà del Cinquecento) al drammatico conflitto dei Trent’anni concluso nel 1648. Ma niente è stato in grado di cancellare il gesto di quel frate che nella sua banalità ha sconvolto l’Europa. Che, all’epoca, era più o meno il mondo intero.

Sante Rossetto

Share

Comments are closed.